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Il turismo religioso è un'industria dinamica e globalizzatrice la cui costante e particolare attenzioneè da riferirsi oltre ai suoi numeri, alla nuova figura del pellegrino che, viaggiando con l'anima, è alla ricerca di un turismo di fede, slow, gentile, rispettoso dell'ambiente e della cultura dei territori. |
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Il turismo religioso rappresenta un segmento di mercato dell'economia pugliese in continua crescita, considerato ormai il volano per lo sviluppo del comparto a livello mondiale, perché può contare su oltre 300 milioni di viaggiatori all'anno che generano un fatturato di circa 18 miliardi di dollari. Si impone oggi sul mercato domestico con un +20% e su quello internazionale con un +36%, generando in Italia un giro d'affari di oltre 4 miliardi di euro. Vale a dire, il 6% del totale del fatturato del turismo.
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INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI SPAZIO EVENTI
dr. Vittorio Rinaldi
AUREA 2009- la Borsa del Turismo Religioso e delle Aree Protette - che aprirà
i battenti presso il quartiere fieristico di Foggia il 26 novembre prossimo è la
più importante manifestazione del settore in Italia e si conferma l'unica
piattaforma del turismo religioso che mette direttamente in contatto operatori
e buyer nazionali ed internazionali. |
| Il turismo religioso: la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici come esperienza di fede e cultura L'obiettivo della ricerca - a cura di Maurizio Boiocchi dottore di ricerca Università IULM con la sponsorizzazione di BIT 2010 - Borsa Internazionale del Turismo - è quello di declinare, in una sintesi articolata ed approfondita, la dimensione sacra e profana del fenomeno turistico-religioso, portando l'attenzione sia sulle sue finalità di evangelizzazione e di aggregazione ecclesiale, sia sulle componenti economiche e aziendalistiche del settore. Questa duplice matrice di analisi risulta configurare la stessa articolazione del lavoro: la sua prima parte è dedicata infatti alla descrizione del patrimonio culturale ecclesiastico e all'analisi del significato antropologico-teologico ecclesiologico del pellegrinaggio; la seconda parte sposta l'attenzione sul marketing dei viaggi di fede, esaminando le leve attivabili per promuovere l'offerta commerciale in questo settore. L'interazione tra evangelizzazione e marketing, per quanto possa sembrare inopportuna, trova giustificazione peraltro nella stessa visione di Giovanni Paolo II. Più volte, infatti, il Pontefice ha espresso la sua convinzione che l'azione di animazione pastorale debba utilizzare gli "strumenti del suo tempo". Nella prima parte della ricerca si intende approfondire la definizione di bene culturale ecclesiastico, passando in rassegna le diverse tipologie di beni che afferiscono alla Chiesa in Italia. La gestione e la conservazione del patrimonio storico-artistico ecclesiastico, come si intende illustrare nel secondo capitolo, sono affidate alla Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa. Essa ha una competenza "universale" sul patrimonio artistico ecclesiastico ed è incaricata di tenere i contatti con tutte le Chiese particolari, dando orientamenti per ciò che riguarda l'arte, gli archivi, le biblioteche, i musei, la musica, le sacre rappresentazioni, ecc. Il viaggio religioso costituisce, infatti, fin dai tempi più remoti, una componente fondamentale della manifestazione di fede. Esso non è soltanto un'occasione speciale di incontro tra gli uomini e la divinità, ma anche un fenomeno di superamento di confini geografici e di distanze, un'occasione d'incontro tra razze e popoli: incontrare gli altri, provenienti da luoghi diversi, ma accomunati da fede e simboli condivisi, fa vivere intensamente l'aspetto comunitario ed ecclesiologico della religione. Si introduce quindi il tema del "turismo religioso", la cui trattazione occupa la seconda parte del lavoro. Il termine "turismo religioso" fa riferimento a tutte le esperienze di viaggio che declinano il movente religioso e lo spostamento dagli ordinari luoghi di residenza verso mete significative dal punto di vista della storia e della fede cristiana (o di altre religioni). Il viaggio religioso, più precisamente, è il risultato di un concorso di diverse componenti molto differenziate come la religione, l'arte, la cultura, la storia, il folklore, l'ambiente. Soprattutto a partire dagli anni '80, inoltre, è emersa una nuova prassi del "viaggiare sacro" che, privilegiando aspetti culturali e sociali, presenta aspetti comuni con il turismo culturale, dando vita ad esperienze di viaggio che declinano l'elemento religioso e quello culturale. Come ogni attività di impresa, anche il turismo religioso fa ricorso agli strumenti del marketing. Si intende mostrare come la diffusione del settore del tour operating religioso, determinata dalle forti spinte provenienti dalla domanda di spostamenti a carattere devozionale, ha favorito il consolidamento di un sistema di offerta che si muove intorno a realtà imprenditoriali anche di rilevante dimensione, veri e propri tour operator religiosi in grado di sfruttare con efficacia le strategie di branding, le leve del pricing e le politiche di comunicazione. Vi e' poi una parte dedicata all'analisi della dimensione esperienziale del turismo religioso. Partendo dall'analisi del consumo come esperienza si intende sottolineare come il rapporto tra esperienza e turismo religioso sia, nello stesso tempo, presupposto ed incentivato. Il turismo religioso non ha necessità di relazionarsi all'esperienzialità, in quanto questa è un suo tratto caratteristico. Anzi, è proprio questa sua caratteristica a prestarsi a nuove proposte che, pur rimanendo all'interno dell'universo religioso, cercano di aprirsi anche al mondo laico. La parte conclusiva del lavoro analizza i risultati di una ricerca condotta mediante questionari su circa 1500 persone dai 18 anni in su, partecipanti a viaggi di gruppo a carattere religioso o pellegrinaggi. Le interviste sono state condotte al rientro dei viaggi da parte di 20 intervistatori, alternati per la durata del periodo, in aeroporto e all'arrivo dei pullman nella sede di un importante Tour Operator italiano specializzato in turismo religioso. Oltre alle caratteristiche sociodemografiche dei turisti religiosi, il questionario ha inteso indagare la specifica esperienza di fede e cultura vissuta durante il viaggio integrando inoltre preziose risposte sulle modalità di reperimento dell'informazione turistica, la frequenza dei viaggi di fede durante l'anno, la scelta dell'operatore e le modalità di prenotazione, il coinvolgimento emotivo durante il tour e la soddisfazione generale del viaggiatore. Roma, 6 ottobre 2009 |