Ritengo importante sottolineare le molteplici “funzioni” del Medico Veterinario e per questo motivo ribadisco che vanno distinte le differenze di ruolo tra i Veterinari liberi professionisti e quelli statali: mentre i primi si occupano del benessere e sanità degli animali (principalmente di quelli da affezione, ma possono anche andare per aziende o allevamenti di vario genere), negli altri predomina la figura giuridica, di controllo di ufficialità e anche di sanità. Non mi soffermo troppo su tale differenza, anche perchè potrebbe essere argomento utile per la “nostra” prossima chiacchierata.In questo numero sarà mia premura ritrarre la figura del Medico Veterinario libero professionista (nel settore dei piccoli animali) con i suoi impegni, le sue difficoltà, le sue emotività e i suoi limiti. Partendo dal fatto che non siamo solo Medici ma anche imprenditori, psicologi di animali e proprietari, amici (magari amati per tanto tempo e dimenticati in cinque minuti) siamo anche soggetti alle peggiori critiche con la presunzione di non saper distinguere che anche la medicina ha i suoi limiti, interveniamo spesso come mediatori di liti, insomma siamo macchine accese 24 ore su 24, capaci di dover praticare un’eutanasia senza scomporci mentre piangiamo dentro.
Ma soprattutto siamo persone!
Questa frase tanto breve è altrettanto significativa. Come possiamo essere sereni e lucidi se, dopo una giornata passata tranquilla a far quasi nulla, vi ricordate sempre dei vostri piccoli amici nei giorni festivi o negli orari di chiusura? Naturalmente, emergenze a parte, si tratta di visite sempre ben giustificate e per le quali mi sento gratificata di avere la vostra fiducia. Noi ci siamo sempre, anche se volete curare il vostro animale dandogli i farmaci negli orari e le volte che potete. Ci siamo anche quando si tratta di darvi dei suggerimenti, perchè voi stessi avete paura e non sapete come gestire il vostro amico a quattro zampe, oppure quando si tratta di spiegarvi come funziona una cura. Noi ci siamo perfino quando giudicate la bravura di un collega, rispetto a quella di un altro, mettendo a paragone la guarigione di una polmonite e la prognosi infausta di un insufficienza renale. Spesso sono tentata di mettere diversi avvisi nella bacheca del mio ambulatorio. Riflettevo, ad esempio, sulla possibilità di far eseguire di routine gli esami per il gruppo sanguigno, di mettere a disposizione eventuali donatori, di fare un’assicurazione sugli animali oppure di menzionare il consenso informato, che consiste nell’’accettazione dei rischi relativi all’iter veterinario da applicare in caso di diagnosi, terapia, anestesia, eutanasia, carta servizi, costi. Da una parte, infatti, il consenso informato potrebbe creare una barriera nel rapporto confidenziale tra il Medico Veterinario e il detentore di animali (si, avete capito bene, è proprio questo il termine che vi definisce da un punto di vista legale) ma bisogna sottolineare il suo ruolo importante nell’evitare malintesi linguistici, che spesso possono verificarsi durante una visita, poichè la preoccupazione può prendere il sopravvento sull’attenzione e sulla capacità comunicativa; tutto questo in un clima di reciproca sincerità e senza dolo. Ma perchè non ci dovrebbero essere? Qui parte l’ultima mia preoccupazione: le assicurazioni! Vorrei tanto suggerirvi di farne una sui vostri animali di modo che ogni problema medico-legale o sanitario possa essere risarcito, evitando pertanto che il Medico stesso possa farsi eccessivi scrupoli sulla richiesta di onorario a prescindere dall’esito della prognosi, nella quale intervengono diversi fattori. Vi ricordo, infatti, che non sempre tutto dipende dal Medico e dalla sua professionalità, bensì dalla gravità della patologia, dall’individualità del paziente, dalla soggettiva risposta alla cura e dalla possibilità di gestione dell’animale. Spero di essere stata sufficientemente pungente e di aver in qualche maniera, positiva o meno che sia, solleticato la vostra curiosità, le vostre critiche e i vostri dubbi.