Gentile Dottoressa,
proprio in questi giorni, mi è stato regalato un gattino; credo che sia uno degli animali che si possano tenere tranquillamente in casa, pur non avendo un giardino. Desidero crescere il mio piccolo amico nel miglior modo possibile, ma non so da dove cominciare. Vorrei sapere se deve fare delle vaccinazioni (eventualmente quali e in che periodo della sua vita), se deve essere iscritto in qualche anagrafe e se è giusto che segua una dieta a base di scatolette e biscottini oppure se può seguire, più o meno, la nostra stessa alimentazione. Vi ringrazio per le risposte che vorrete darmi e mi congratulo nuovamente per la rubrica, che trovo molto interessante.
Tiziana.
Complimenti e auguri per il nuovo arrivato. Il gatto è un gran animale; la sua gestione risulta sicuramente più facile rispetto al cane ma, non per questo, è esente da malattie infettive e, quindi, va vaccinato. Il programma vaccinale del gatto inizia intorno alle 6 settimane di vita, a seconda se la madre è o meno vaccinata e se ha quindi l’immunità passiva, e comprende vaccini di base per malattie come panleucopenia, rinotracheite, calicivirosi, polmonite da clamidia felis, leucemia virale, rabbia. Gli interventi vaccinali da effettuare variano a seconda della scelta concordata tra cliente e veterinario, in base ai rischi a cui il gatto può incorrere in relazione al tipo di vita che conduce, cioè se libera o all’interno di un’abitazione. Esistono vaccini polivalenti che comprendono più malattie, inoltre è importante associare una profilassi per i parassiti intestinali. L’alimentazione può essere casalinga, ma va bilanciata evitando alcuni alimenti, oppure può essere commerciale (esistono ottimi prodotti).
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A volte le persone più sole sono anziane e, considerando che il cane è ritenuto il migliore amico dell’uomo, ecco la soluzione: “l’accoppiata vincente”! Così nasce il problema: persona anziana + cane – automobile = niente veterinario, perché qui, a Passoscuro, non ce ne sono. E’ possibile trovare una soluzione per offrire un servizio più accessibile a queste persone in difficoltà? Grazie per la risposta.
Saluti. Graziella.
Il rapporto animale-anziano è molto importante, soprattutto per il benessere psico-fisico di quest’ultimo. E’ un impegno, quando ormai si pensa di essere inutili; è una motivazione per uscire a fare una passeggiata; è una compagnia. Esistono mezzi di trasporto per animali con proprietari; c’è la possibilità di fare effettuare visite a domicilio.
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Spett.le Redazione,
ho un meticcio di taglia medio-piccola di 10 anni, maschio. Mangia carne fresca macinata con pasta o riso, pane bruscato; a volte aggiungo parmigiano o pecorino per dargli più sapore. Con questa alimentazione i suoi bisogni sono mediamente normali ma, a volte, diventano più liquidi, con alcune tracce di sangue, che emanano degli odori molto forti. Ho notato che ciò capita quando alcune cagnette del vicinato vanno in calore. E’ una mia fissazione o c’è attinenza tra le due circostanze? Vi ringrazio per la risposta che vorrete darmi e vi saluto con affetto.
Elena
L’alimentazione casalinga è una dieta possibile ma deve essere fatta con criterio: il pecorino, sicuramente, non è consigliabile. Delle feci poco formate e a maggior ragione liquide stanno ad indicare una patologia gastroenterica; anche un’intolleranza può, a lungo andare, diventare emorragica. Il sangue può essere dato anche dall’irritazione dei tessuti circostanti. Il calore delle cagnette del vicinato non mi sembrano associabili ad un sanguinamento rettale, più probabile sarebbe stato se si fosse riscontrato nelle urine.