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“FIGLI DEL METALLO”

“Tra passato e futuro: dal Rock all’heavy metal”
“Tra sogni e realtà”con un sogno nel cassetto!”


Valentina Cairoli 14 anni, vocalist – Giulia Zippilli 16 anni, batterista – Francesco Paglianti, 16 anni, bassista – Marco De Angeli, 18 anni, chitarrista e vocalist – Dino Lampacrescia 20 anni, chitarrista.
Vivono tutti nella regione Lazio, tra Roma e l’interland, dove studiano e amano la musica.
Giovanissimi ma con le idee molto chiare, lo studio viene prima di ogni altra cosa, ma la musica, il gruppo, le loro prove, i loro strumenti, le loro prime esibizioni in pubblico, sono tutte cose che per loro hanno un importanza vitale.
Come tutti i giovani hanno un sogno racchiuso in quel loro cassetto, che è il loro giovane cuore, in fondo sognare non costa nulla e poi mai dire mai, chissà se un giorno non molto lontano li vedremo immersi nel successo della loro musica.
Non lo dicono ma, sotto sotto, lo sperano. Il loro genere musicale, l’ “l’heavy metal” (un genere di musica molto dura, che appassiona molti giovani e non solo), è stata sempre oggetto di ampie discussioni, qualificando chi la esegue come persone dure, sconsiderate, magari anche trasandate, amanti della trasgressione e poco raccomandabili.
Per fortuna grandi esperti di musica, musicofili di un certo livello, hanno sfatato queste considerazioni portando alla luce, con fatti e prove, che tutto ciò che si è detto fin’ora non è realtà inconfutabile.
Questo genere musicale ha segnato il passaggio dal famoso Hard Rock (sì, forse un po’ indurito) all’Heavy Metal; anche molti generi di Rock erano piuttosto duri, eppure sono stati apprezzati. Facendo un passo indietro con la mente, la stragrande maggioranza delle persone mature di età ricorderà i famosi anni 70/80, quando era in voga formare gruppi Rock che ci accompagnavano nel percorso della gioventù, sprigionando emozioni che ancor oggi aleggiano nelle nostre menti (i famosi “figli dei fiori”).
Quindi, anche se l’equazione tra musica metal e satanismo (quindi droga, violenza, omicidi,ecc. ecc.) è sempre stata sottoscritta dalla maggior parte dei mezzi di informazione con queste caratteristiche, va detto che finalmente la scienza è arrivata in soccorso di tutti i metallari incalliti e si erge in loro difesa.
Oggi molti studi scientifici hanno dimostrato che, nonostante la musica metal sia sempre stata accusata di scatenare depressione, rabbia o altro, questo non ha valore se l’ascoltatore in questione sceglie ed ama di sua volontà questo tipo di musica. Di fatto sembra che si stato più volte dimostrato a sostegno di questo genere musicale, che molti studenti universitari, amanti della musica metal, ottengano punteggi superiori alla media nei test che determinano il loro quoziente di intelligenza.
La storia dei “SONS OF STEEL” (Figli del metallo), è una storia che si tramanda sin dagli anni 70/80; due amici che frequentano lo stesso istituto d’istruzione, Marco e Dino, con la stessa passione per la musica.
Tutti e due suonano la chitarra, spesso si incontrano fuori dell’orario scolastico e suonano , provano, sperimentano, improvvisano; sono autodidatti. Hanno iniziato a suonare per hobby e un giorno, mentre erano intenti a provare all’interno di un box in una località marina, passarono due giovani adolescenti in vacanza al mare con le loro famiglie: Valentina, con la passione del canto e Giulia con quella della batteria.
Si fermarono ad ascoltare e da lì a poco i giovani si presentarono, parlarono di musica, delle loro piccole esperienze musicali, decidendo così, per gioco, di organizzare un nuovo incontro per provare insieme.
La cosa funziona e si aggiunge a loro anche Francesco che suona il basso; le prove continuano, amano tutti il genere musicale “heavy metal” e decidono di mettere su un gruppo, così nascono i “SONS OF STEEL”.
Al loro attivo hanno già alcune esibizioni in pubblico; c’è da sottolineare che pur con la loro piccola esperienza, reggono bene l’impatto del palco e del pubblico stesso.
Il 1° Maggio 2009 si sono esibiti a Passoscuro, nel Comune Di Fiumicino, alle porte di Roma, durante una manifestazione della Festa dei Lavoratori organizzata nella località.
Qui hanno ricevuto un lusinghiero successo e molti applausi dai loro giovani Fans che, fedelissimi, seguono ogni loro perfomance; nel contesto, hanno ricevuto anche molti applausi da molti meno giovani, in modo particolare quando Marco, chitarrista e vocalist, presentando il gruppo, ha dedicato il loro piccolo concerto ai terremotati dell’Abruzzo.
E non è tutto: il giovane gruppo dei “SONS OF STEEL” ha come obbiettivo per l’estate in arrivo di recarsi in terra d’Abruzzo a portare, con la loro musica, solidarietà alla popolazione, fraternizzare con giovani locali, in particolare esibirsi in memoria di coloro che a causa del terremoto hanno lasciato purtroppo questa vita terrena.
Come si suol dire, una storia semplice, come ai vecchi tempi, fatta di semplicità adolescenziale, dove i giovani si uniscono in un solo luogo comune, quello della musica, che da sempre e di qualsiasi genere essa sia, scalda i cuori della gente in un mondo dove guerre senza senso, terrorismo, catastrofi più o meno naturali, incidenti stradali con giovani coinvolti, povertà, violenze gratuite e crisi economica ci tiene sempre con gli animi tesi e con la speranza per i nostri figli di un futuro sempre più roseo.
Non possiamo che augurare ai “SONS OF STEEL” un caloroso in bocca al lupo, con l’augurio più profondo per il cammino in tutti i campi della loro vita.


Silvano De Angeli