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BIMBI E TV

di Simona Dumitran

E’ ovvio che, per vivere bene sei costretto, in qualità di genitore, a passare la maggior parte della giornata sul posto di lavoro, un aspetto su cui, piano-piano cominciamo ad essere “visitatori” notturni nella nostra casa.
Abbiamo bambini che li lasciamo nelle mani di altri rappresentanti dell’autorità parentale (nonni, baby-sitter, amici ), che possono orientare i bambini verso il “piccolo schermo”, per svolgere indisturbati le proprie attività domestiche.
I bambini sono terribilmente affascinati della realtà virtuale ma anche di ciò che offrono i programmi tv e questo, perché la parola non ha una forza persistente ma l’immagine plastica, quest’ultima essendo l’operatore di base della vita mentale e costituente delle rappresentazioni mentale.
Rimaniamo sorpresi, incantati, diventiamo nervosi o preoccupati dei nuovi acquisti realizzati dal bambino sul piano verbale e comportamentale.
Per il fatto che per i vari motivi non possiamo o non vogliamo di accordare attenzione ai nostri figli, troviamo sempre un rifugio per un figlio, oppure questo preferisce il mondo dello schermo che viene incontro ai desideri e le aspirazioni di ogni bambino.
Non siamo abbastanza consapevoli di vari effetti perversi presenti qualche volta nei cartoons oppure siamo talmente deboli caratterialmente che non sappiamo come reagire di fronte all’emozione che prova il bambino davanti a queste cose.
Dal contenuto del materiale televisivo dedicato ai bambini, di maggiore importanza è:
- Il tema principale della presentazione
- Il personaggio principale e le caratteristiche di questo, il suo ruolo
- Altri personaggi
- La narrazione
- Il conflitto
- Il finale
Praticamente osserviamo che:
- Il tema dominante del cartone animato e la lotta tra la forza del male e la forza del bene
- Il personaggio rinnova il mito dell’eroe in una forma strana che spaventerebbe un amante della mitologia.
- I personaggi, di solito sono su una posizione d’inferiorità, di obbedienza o inferiorità morale e di conseguenza ricevono il loro trattamento.
- La narrazione, spesso è un misto psicopatico d’impulsioni, desideri e condotte che potrebbero “scavalcare” anche il muro di un ospedale di psichiatri cronici.
- Il colmo della narrazione è esageratamente intenzionato, sovradimensionato, apocalittico.
- La violenza, la distruzione, la neutralizzazione degli avversari sono lo scopo in se.
Cosa fa il bambino? Riceve interpretazioni dalla narrazione nella maniera prefabbricata, ridendo, applaudendo, sostenendo in modo rumoroso lo svolgimento dei fatti; si avvicina allo schermo per assimilare i fatti dei personaggi, “entra in eccitazione” quando i suoi desideri sono soddisfacenti alla fine della narrazione.
Gli autori di questo genere di materiale conoscono veramente la psicologia infantile?
Un altro aspetto interessante è l’effetto prodotto di rappresentazioni animate per i bambini. Qui, viene riconosciuto il valore informativo positivo di materiali, tramite la ricchezza della conoscenza primaria dei bambini, con dei valori comportamentali nuovi e nella normalità.
Per quello che riguarda gli aspetti opposti e gli effetti prodotti dai cartoni animati c’è sempre da riflettere sugli effetti bio-fisiologici, psicologici, relazionali e sociali.
Quindi, cari genitori, dedicate più tempo ai vostri figli, dialogate, seguite e controllate il loro gioco ma soprattutto non fatte di lui un estraneo in un mondo sperduto, il mondo dello schermo.