Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata

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ALLARME PEDOFILIA VIOLENZE E SFRUTTAMENTO DEI MINORI PARLIAMONE E NON TRASCURIAMO IL PROBLEMA

“Terzo millennio o ventunesimo secolo, definiamoli come vogliamo, ma il problema della pedofilia, delle violenze e dello sfruttamento dei minori sembra dilagare con i tempi”.

Il termine pedofilia viene usato molto spesso a definizione di un'intera tipologia di reati, cioè gli atti illeciti che sono conseguenza del desiderio sessuale dell’adulto nei confronti di un minore.
Anche se questi atti illeciti possono comprendere atti gravissimi di violenza, il coinvolgimento del minore in attività sessuali pur non caratterizzate da alcun tipo di violenza o minaccia, è di per sé considerato reato.
L'abuso sessuale costituisce sempre e comunque un attacco destabilizzante alla personalità del minore e al suo percorso evolutivo.
La pedofilia è una forma di devianza sessuale che consiste nell'attrazione sessuale da parte di un soggetto sessualmente maturo nei confronti di soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale, ovvero bambini o adolescenti non ancora sviluppati fisicamente; in ambito psichiatrico è catalogata nel gruppo delle parafilie, ovvero tra i disturbi del desiderio sessuale, da non confondersi con la pedopornografia.
In base ai dati raccolti da Telefono Azzurro e pubblicati nel rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, circa il 60% degli abusi su minori avviene in famiglia. Nel panorama internazionale emerge che in Francia e in Inghilterra i minorenni vittime di abuso sessuale sono molto più numerosi, ma ciò che preoccupa nel nostro Paese è il sommerso, è probabile, infatti, che alcune situazioni di abuso non arrivino alla denuncia.
Raccapricciante quanto viene svelato nelle maxi-inchieste inerenti alla pedofilia via internet, dove vengono scoperte foto e filmati, che vanno oltre l’immaginario, di bambini stuprati, seviziati e tanto altro per il piacere di immani porci e un commercio inumano e vergognoso.
Senza poi contare quanti bambini scompaiono e non si sa più nulla di loro; credetemi, scrivo questo articolo con un nodo alla gola, la mia mente spazia all’infinito e mi chiedo: siamo ancora in tempo per rimediare a questi orrori e far si che non accadano ancora? Si, siamo ancora in tempo, con l’impegno di tutta la società civile, le istituzioni, le associazioni, a sconfiggere questo cancro dell’umanità, a tutela dei bambini ed in particolare nel più profondo rispetto di quei bambini già vittime.
Vedete, io purtroppo quando tratto certi argomenti, sì, di non facile trattazione ma certamente con un alto contenuto umano, ho una deformazione, quella di voler dare anche dei suggerimenti in materia ed anche questa volta pur non entrando nei meriti scientifici del problema, perché ci sono menti più evolute e certamente più preparate di me per questo, ve ne parlo un po’ terra terra, da semplice fruitore di questo mondo, anche perché su certe cose non mi trovo certamente in linea con certi cervelloni.
In questo mondo e specie nel nostro Paese, in molti casi sembra quasi di dover chiedere per favore veder riconosciuti i propri diritti. Quando accadono certi fatti o misfatti, l’esito della questione non è mai certo, perché anche se le leggi esistono (anche se alcune ci riportano agli anni del “cù cù”, dimenticando che siamo nell’era degli orologi digitali) almeno venissero applicate nella misura del reato commesso. Non si griderebbe allo scandalo.
Resta inteso che il diritto alla difesa è sancito dalla legge, ma se ci sono prove inconfutabili senza ombra di smentita, perché spesso si deve gridare allo scandalo di certe sentenze che non solo lasciano sconcertati, ma violano le più elementari regole di rispetto nei confronti delle vittime stesse e dei loro famigliari. Questo non solo nei casi di bambini coinvolti, ma in molte circostanze di reati commessi contro la persona.
Oggi la canzoncina del bicchiere di troppo la conoscono ormai tutti, basta che il tasso alcolico superi un certo limite per avere le attenuanti di incapacità di intendere e di volere al momento del misfatto.
Per non parlare poi del fatto dell’estrazione sociale di provenienza; se chi commette il reato proviene da un ceto sociale basso, degradato, malsano ecco pronto lui, “l’avvocato”, che dice: “signori l’ambiente dove ha vissuto il mio assistito lo ha portato a vedere l’inesistenza dei valori della vita”, sì però la vita il suo assistito ce l’ha, la controparte se è riuscito a conservarla non si sa come la proseguirà.
E non ditemi che non è vero!
Le statistiche ci insegnano che molte violenze nei confronti dei bambini, avvengono proprio in famiglia, da parte di indegni esseri al di sopra di ogni sospetto, quando non sono addirittura i genitori stessi o parenti stretti.
Resta inteso che non si può sospettare di tutti e di tutto, la vita non avrebbe senso di essere così chiamata, ma un occhio vigile non guasta in certi casi.
La cosa più sconcertante è quando di certi fatti qualcuno in famiglia ne è a conoscenza e tace, o per paura, o per vergogna o altro. Finora abbiamo parlato, anche se non apertamente, di quelli che si definiscono abusi sessuali nei confronti dei bambini all’interno della famiglia, ma non va trascurato che ciò può accadere anche al di fuori dell’ambito famigliare, a scuola, in palestra, in vari luoghi dove i genitori si fidano ciecamente.
Questo è l’errore, fidarsi si, ma controllare non guasta; una cosa importante è avere un dialogo con i propri figli, certo andandoci con molta cautela e discrezione nei discorsi, ma un genitore, specie le mamme, sa come girare intorno al discorso e capire se tutto va bene o qualcosa non va e se ravvisano qualche anomalia farsi aiutare in tal senso da personale qualificato in materia. Ancora più importante, speriamo mai, bisogna denunciare l’accaduto, non tacere, non vergognarsi, perché certi esseri vanno incastrati alle loro responsabilità ed evitare che ciò si ripeta con altri bambini.
Andando avanti con il discorso, esco da quelli che sono gli abusi sessuali e vado a toccare un altro aspetto non meno importante: tutti noi giriamo, chi in macchina, chi a piedi.
Vi è mai capitato di vedere bambini ai semafori che chiedono l’elemosina? Penso di si, cosa avete fatto? Avete dato magari un euro e vi siete lavati la coscienza dicendo poverino, o avete chiuso il finestrino della vostra auto se eravate in macchina dicendo, lasciatemelo dire scusatemi, “che pa....non se ne può più”.
Io non voglio con questo fare il moralista o insegnare niente a nessuno, o addirittura puntare il dito inquisitore, ma per favore non lasciamo compiere certi vergognosi scempi a chi manda questi bambini a rischiare la propria incolumità tra le macchine, a mendicare, a sentirsi insultare e quando sono femminelle un tantino cresciute addirittura proposte schifose e oscene.
Ve lo dico perchè spesso mi è capitato e, senza timore, ho chiamato le forze dell’ordine segnalando il caso, dicendo il mio nome e cognome e attendendo sul posto il loro intervento che, vi assicuro, in questi casi avviene con tempestività.
Se non volete coinvolgervi fate la segnalazione anonima, viene ugualmente accettata, ma vi prego fatelo! Questo perché se non lo fate e ripassando sul posto non vedete più quel bambino o quella bambina non sapete che fine possa aver fatto, in quale altro sporco giro possano essere finiti e usati magari per scopi ancora più indegni e questo va fatto indipendentemente se i piccoli siano Italiani o no, al di là della loro nazionalità o il colore della loro pelle, perché in ogni parte del mondo i bambini sono bambini e vanno aiutati.
Concludo dicendovi che ogni anno scompaiono tante persone, tra queste molti bambini. Alcuni vengono ritrovati, di alcuni si perdono le tracce e non se ne sa più nulla, dove siano finiti non si sa. Di giri sporchi ce sono molti, vanno dall’accattonaggio alla prostituzione, dalla pedopornografia al traffico di organi e tante altre brutte cose, usati nelle maniere più vergognose e una società civile e democratica non può e non deve permettere questo.
Aiutiamo i bambini! Sono il nostro futuro.


Silvano De Angeli