Sempre più spesso dai giornali e dalla televisione sentiamo parlare della Protezione Civile in termini quali “è stata allertata la Protezione Civile”, oppure “Sono intervenuti i mezzi della Protezione Civile”, e ancora più spesso “La Protezione Civile ha diramato un bollettino meteo” etc.
In numerose altre occasioni in cui si sono verificate catastrofi come terremoti, alluvioni, disastri abbiamo visto immagini nelle quali persone in divisa erano impegnate nei soccorsi alla popolazione, allestendo tendopoli, fornendo pasti ai senza tetto, sgomberando le macerie, ricercando le persone disperse; da ultimo anche in quei casi in cui, a causa di abbondanti nevicate, si sono avute interruzioni di autostrade ed era necessario soccorrere automobilisti rimasti bloccati e portare loro viveri e generi di conforto.
Nel periodo estivo, quando a causa del caldo eccessivo e della siccità, si verificano incendi boschivi, vediamo, oltre ai Vigili del Fuoco, personale della Protezione Civile, organizzato in squadre Antincendio alla guida di agili fuoristrada, collaborare allo spegnimento del Fuoco e pattugliare il territorio boschivo a scopo preventivo.
Anche in occasione della morte di Papa Giovanni Paolo II, abbiamo potuto notare un impiego massiccio, con diverse migliaia di unità, di personale della Protezione Civile, impegnato nell’accoglienza e assistenza dei milioni di pellegrini giunti nella capitale.
Ma l’intervento di uomini e mezzi della Protezione Civile si è avuto nei mesi scorsi anche fuori dai confini nazionali, in occasione dello Tsunami nel sud est asiatico, del terremoto in Turchia ed in altre grandi calamità, dove la Protezione Civile ha inviato le sue strutture per fornire ausilio con uomini, attrezzature e tecnologie nelle fasi sia del soccorso ed anche in quelle della ricostruzione e del ripristino delle normali condizioni di vita dopo tali disastri.
Lasciando da parte le notizie dei media e volgendo lo sguardo alle nostre realtà cittadine notiamo spesso, in occasione di manifestazioni pubbliche, gare sportive, persone con le divise della protezione Civile (dai colori più svariati) alla guida di mezzi fuoristrada o ambulanze, che presidiano le zone in collaborazione di Polizia e Carabinieri.
Sentiamo, quindi, sempre parlare della Protezione Civile e vediamo sempre più spesso i diversi campi in cui interviene, ma forse non abbiamo un quadro esatto di cosa sia effettivamente la Protezione Civile e di che cosa essa si occupi.
In effetti i compiti della Protezione Civile sono questi che abbiamo sommariamente citato e tanti altri ma la sua funzione fondamentale, come ha stabilito la legge che l’ha istituita, è quella di conoscere i rischi presenti nel territorio, di adottare tutte le iniziative finalizzate ad evitare tali rischi e di soccorrere le popolazioni colpite.
In tale sintesi di funzioni, in verità, si racchiude una complessa attività che vede impegnati non soltanto gli organismi centrali costituiti del Dipartimento della Protezione Civile e le sue strutture scientifiche ed operative ma, ai diversi livelli anche la Regione, la Prefettura, la Provincia e il Comune in uno sforzo coordinato con l’obbiettivo di intervenire con rapidità ed efficienza quando le condizioni lo richiedono.
In Italia, a differenza di altri Paesi europei, la Protezione Civile è organizzata con personale e strutture che dipendono dagli organismi ed amministrazioni che abbiamo elencato, ma anche da diverse decine di migliaia di volontari, organizzati in gruppi ed associazioni, formati da giovani, donne, pensionati che, senza scopo di lucro e nel proprio tempo libero e in una comunione di ideali di solidarietà ed altruismo, mettono a disposizione le loro capacità e conoscenze, si addestrano attraverso continue esercitazioni, frequentano corsi di formazione in modo da essere pronti e operativamente in grado di intervenire quando si presenta il bisogno.
Ritengo interessante scoprire insieme com’è organizzata la macchina della Protezione Civile ad ogni livello, a partire dalla prima e più vicina realtà, quella Comunale
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