a cura del Ten. Col. Marco Scarpellini
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TUSCIA 2006
   

LA PREPARAZIONE

Per diverse settimane il servizio Protezione Civile di Cerveteri è stato impegnato nell’organizzazione di una complessa operazione di Protezione Civile che prevede l’impiego di più di 100 volontari dell’intero comprensorio della zona di Roma Nord, comprendente numerosi Comuni ed i rispettivi Gruppi Comunali ed Associazioni di Protezione Civile, nonché gli escursionisti esperti del Gruppo “Giannino Caria” particolarmente conosciuti per operazioni di salvataggio in condizioni estreme
Lo scopo dell’esercitazione è quanto mai attuale - specie con riferimento alle ormai ripetute notizie di stampa e dei media che spesso parlano di ragazzi dispersi - quello della ricerca di dispersi in territori impervi attraverso l’impiego delle diverse specialità presenti nei vari gruppi, a partire dai ricognitori appiedati, dalle unità cinofile di appoggio, dal nucleo degli enduristi e di alcune unità equestri che saranno impegnate nell’intera giornata di domenica nella zona boschiva tra il Comune di Tolfa e Cerveteri in un ampio territorio di oltre 4 kilometri quadrati.
La simulazione riguarda una segnalazione pervenuta nella notte tra sabato e domenica dagli organi istituzionali, per il mancato rientro di due escursionisti dispersi o infortunatisi nella zona boschiva tra i Comuni di Tolfa e Cerveteri in seguito alla quale fin dalle prime luci dell’alba di domenica 18 giugno la task force di 130 volontari preparati dal Comandante della Protezione Civile di Cerveteri Ten. Col. Marco Scarpellini, si muoverà alla volta della zona segnalata.
Imponente anche il quadro della assistenza sanitaria che sarà messa in atto grazie alla partecipazione della Croce Rossa Italiana – Comitato di Ladispoli Cerveteri con una tenda da destinare a Posto Medico Avanzato e due ambulanze di cui una specifica su mezzo fuoristrada con circa 20 unità specializzate tra cui un medico, alcune delle quali seguiranno le squadre impegnate con l’attrezzatura idonea per una pronta assistenza destinata; il supporto sanitario sarà coordinato dal Prof. Massimiliano Visocchi, anch’esso appartenente al Gruppo Comunale di Cerveteri.
Il Ten. Col. Scarpellini chiarisce che si tratta del primo esperimento di questo genere nelle nostre zone e l’obiettivo fondamentale è quello di addestrare tanti volontari appartenenti a diversi gruppi ed associazioni a lavorare gomito a gomito sotto un unico coordinamento; per tale ragione non può che ringraziare i Sindaci e i funzionari responsabili dei Comuni di S.Marinella, Bracciano, Civitavecchia, Tolfa, Allumiere, Anguillara Sabazia, Marino che hanno autorizzato l’impiego di personale e mezzi per un’esercitazione che vedrà presenti non soltanto il Corpo Forestale e la Polizia Locale di Tolfa ma anche Funzionari della Regione Lazio in veste di osservatori.

LA CRONACA DELLA GIORNATA
Eccezionale riuscita della maxi esercitazione progettata e coordinata dal Servizio di Protezione Civile del Comune cerite svoltasi nella scorsa domenica sulle colline tra Cerveteri e Tolfa in un vasto territorio boschivo reso ancora più impervio della recente attività di taglio.
Il punto di ritrovo era stato stabilito in corrispondenza del Silos rosso sulla Via di Pian della Carlotta dove decine di associazioni ed oltre 130 volontari di diversi Gruppi appartenenti a diversi Comuni del circondario.
Le caratteristiche e le livree dei mezzi di Protezione Civile coinvolti e delle tute dei volontari presenti forniva già un primo segnale della complessa operazione che si iniziava a svolgere.
La cartografia del luogo con le esatte coordinate era stata, infatti, diramata nella serata precedente a tutte le associazioni e Gruppi coinvolti che puntuali si sono ritrovati pronti alle operazioni di ricerca di alcuni escursionisti che, secondo la simulazione dell'evento, non avevano fatto ritorno a casa.

Dopo un brevissimo e preliminare briefing ci si portava sul vicino luogo dove venivano formate le squadre di ricerca, dotate di tutto punto per una sopravvivenza giornaliera e per i primi interventi di medicazione urgente; in effetti per ciascuna squadra era presente un volontario della locale C.R.I. con in spalla un capiente zaino medico. La stessa C.R.I. - Comitato Locale di Cerveteri e Ladispoli, peraltro, aveva predisposto un Posto Medico Avanzato con la presenza di infermieri e medici coordinati dal Dr. Massimiliano Visocchi.


La giornata particolarmente calda era soltanto appena mitigata da alcune nuvole che in parte davano respiro ai 70 volontari che effettivamente avevano iniziato l’attività di rastrellamento del vasto territorio, dapprima dividendosi in due grandi squadre e, via via secondo le disposizioni che venivano date con un megafono dal Comandante della Protezione Civile di Cerveteri, Ten.Col. Marco Scarpellini, per poi frazionarsi in ulteriori squadre più piccole, ciascuna delle quali in costante radio collegamento col centro radio e con il coordinamento per tutti i necessari contatti e riferimenti e con a capo di ciascuna degli elementi di provata esperienza e capacità appartenenti all’Associazione di Soccorso “Giannino Caria” – Paracadutisti, appositamente chiamato per collaborare nella ricerca. Dopo alcune ore di intensa ricerca, nel corso della quale si sono rivelati fondamentali e rapidissimi negli interventi i motociclisti del Nucleo Enduristico di Cerveteri e quello delle unità cinofile, veniva individuato il primo disperso ai bordi di un cespuglio che, per precauzione veniva barellato fino all'ambulanza che prestava i primi soccorsi; poco dopo in tutt'altra zona veniva ritrovato l'altro disperso che aveva una gamba fratturata, per cui si provvedeva ad immobilizzarlo e a disporne il trasporto mediante barella fino al punto più prossimo all'arrivo dell'ambulanza che provvedeva a disporne l'immediato ricovero presso il Posto Medico Avanzato e per il successivo trasporto al nosocomio più vicino.


Le radiocomunicazioni hanno consentito di ricevere immediatamente le notizie sullo spostamento delle squadre nel teatro dell'evento ma soprattutto di coordinare i soccorsi al momento del ritrovamento dei dispersi; un apporto specialistico in tale veniva posto in essere non soltanto da alcuni volontari del Nucleo Trasmissioni del Gruppo Comunale di Cerveteri ma anche dall'Associazione Radioamatori di Civitavecchia, coordinati dal responsabile sig. Stefano Loru.


Terminate le operazioni di ritrovamento e di soccorso il Ten. Col. Scarpellini, unitamente al capo-nucleo ricognitori, Massimo D’Emilio, organizzavano un debriefing con tutti i responsabili delle Associazioni e Gruppi nel corso del quale veniva radiografata l'intera attività svolta e rilevate quelle situazioni di carenza in modo da consentire un miglioramento della macchina operativa predisposta; in effetti si trattava della prima esperienza in tal senso che vedeva all'opera un così folto gruppo di volontari appartenenti a svariate associazioni di volontariato.
Nel corso del debriefing sono state appuntate una serie di piccole anomalie e, visto l'entusiasmo suscitato in tutti i partecipanti, si è concordato di predisporre una futura esercitazione con il coinvolgimento di ulteriori strutture per affinare non solo le capacità tecniche di ciascun volontario ma di conquistare uno spirito di gruppo lavorando gomito a gomito con sconosciuti in automatismi già collaudati.

 


Di fondamentale supporto, al termine di tutta l'attività si è dimostrato il gruppo logistico del COI di Marino, coordinato dal M.llo Alessandro Campana, che era intervenuto con una cucina da campo in grado di preparare un eccezionale pasto per tutti nel giro di pochissimi minuti; anche questo aspetto ha contribuito alla riuscita di una esercitazione che ha lasciato tutti soddisfatti e desiderosi di ripetersi con difficoltà maggiori.
Per la verità, tali situazioni si stanno verificando con una certa frequenza in tutto il territorio nazionale e una task-force preparata ed affiatata in questa specifica attività può essere di valido aiuto per le Autorità che volessero utilizzarla.

(da "LA VOCE")
il servizio fotografico è stato curato dall'Associazione Culturale "L'orizzonte"

 

Quando lavorano insieme più Gruppi Comunali ed Associazioni di Protezione Civile

di Silvano De Angeli

Parlare oggi di Protezione Civile per me, che fin dai suoi primi passi l’ho seguita, vista nascere, crescere e diventare adulta, è un vero piacere. Dico per me in quanto erano gli ormai lontani anni ’80, quando mi avvicinai al volontariato di protezione civile, prima militando presso alcune associazioni, poi fondandone una: la “Gamma”.
Erano tempi difficili; ricordo i primi incontri con l’allora Ministro Zamberletti, le prime leggi in una immensa confusione di compiti e competenze. Ho detto tempi difficili, ma che dico, difficilissimi. Non ci davano nulla, neppure una pala. Tutto ciò che riuscivamo ad ottenere era frutto delle tasche dei volontari e l’aiuto di qualche privato. Ricordo quando fui eletto responsabile regionale (in altre parole, le associazioni esistenti sul territorio della Regione Lazio mi diedero fiducia per rappresentarle a livello regionale), gli incontri in Via della Pisana (sede della Regione) dove ribadivo concetti fondamentali per il volontariato: corsi di addestramento nei vari settori di intervento, materiale operativo e riconoscimento ufficiale del volontariato, con la creazione di un’unica sala operativa interforze. In ogni riunione nell’Assessorato competente non usciva mai un si o un no, al limite uno “sni”.
Il problema fondamentale, all’epoca, era che non si capiva chi dovesse gestire questo volontariato, ma i volontari, con tutte le problematiche che li circondavano andavano avanti, dimostrando la loro utilità.
Ai tempi d’oggi, le cose sono molto cambiate; le leggi ci sono, sono specificati i compiti e le competenze, i Comuni hanno l’obbligo di formare i gruppi comunali di protezione civile e l’associazionismo viene formato con corsi e corredato di mezzi e materiali operativi. Assistendo alla maxi esercitazione “Tuscia 2006” (in senso giornalistico), coordinata dal servizio di Protezione Civile del Comune di Cerveteri di cui è responsabile il Ten.Col. Marco Scarpellini, alla quale hanno partecipato oltre 100 volontari di vari gruppi e associazioni diverse, ho potuto constatare la gran voglia di operare dei volontari e l’alto grado di responsabilità dei loro dirigenti.
Ogni associazione, relativamente al suo campo di intervento si adoperava in un coordinamento unanime, di concerto con gli altri operatori. Un’esercitazione è un avvenimento simulato che richiede l’ausilio di più forze tecnico operative, ognuna per le proprie competenze, serve anche a sbagliare per poi fare tesori degli errori commessi e correggere il tiro.
Nel dettaglio tecnico di Tuscia 2006, le forze messe in campo erano molte, l’A.R.I. (Associazione Italiana Radioamatori) sezione di Civitavecchia, coordinata dal Sig. Stefano Loru, che ha messo in campo le sue strutture di comunicazione a lunga distanza necessarie per il contatto tra il campo base e chi opera. La C.R.I. (Croce Rossa Italiana), comitato locale di Cerveteri-Ladispoli, con le sue strutture e la presenza di medici ed infermieri, coordinati dal Dr. Massimiliano Visocchi.
Puntualizzati i due vertici fondamentali citati (A.R.I. e C.R.I.), l’esercitazione verteva sul ritrovamento di persone scomparse tra le colline di Tolfa e Cerveteri, un territorio molto impervio e vasto.
Tutti i gruppi si sono ritrovati puntualmente nel punto stabilito nel quale venivano presi in consegna dal centro di coordinamento. Qui iniziavano le operazioni di assegnazione degli incarichi; il Capo Nucleo Ricognitori Massimiliano D’Emilio, appartenente al gruppo comunale di Protezione Civile di Cerveteri, effettuava un breve briefing con i responsabili delle altre associazioni, fra cui il gruppo Enduristi (motociclisti) di Cerveteri, le Unità Cinofile, con l’apporto dell’Associazione di Soccorso “Giannino Caria”- Paracadutisti, gruppo di provata esperienza.
Di lì a poco partivano le ricerche, mentre il C.O.I. di Marino, coordinato dal M.llo Alessandro Campana, si interessava del supporto logistico della sussistenza, attrezzando in breve tempo una cucina da campo in grado di preparare velocemente pasti per tutti i partecipanti.
“Questa esercitazione – dice il Ten.Col. Scarpellini – è servita al fine di verificare l’affidabilità del personale partecipante, eventuali defezioni e, cosa molto importante, fare in modo che i vari gruppi si affiatino al punto di essere pronti in caso di necessità non simulata (speriamo mai), per un lavoro di squadra, pur facendo parte di più associazioni.
Inoltre, in una prossima esercitazione, verranno coinvolte altre strutture operative già collaudate, dando modo ai volontari di operare in automatismi collaudati ma sconosciuti a molti volontari alle prime armi.
Vorrei aggiungere che queste simulazioni sono della massima importanza per valutare l’efficienza dei soccorsi in caso di necessità e che la preparazione teorico-pratica dei volontari è fondamentale al fine di poterli utilizzare al fianco delle autorità in modo professionale”.

da "La Rete" - luglio 2006

       
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