a cura del Col. Marco Scarpellini
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I Volontari del Gruppo Comunale di Cerveteri
in Abruzzo

(6-30 aprile 2009)

Già dalle prime ore del pomeriggio di lunedì 6 aprile, la colonna mobile, formata da un'autoambulanza e da due mezzi fuoristrada, con una decina di Volontari del Gruppo Comunale, aveva raggiunto l'area colpita dal sisma e veniva destinata al COM 2 di San Demetrio, dove riceveva l'ordine di portarsi a Villa Sant'Angelo.
In questo piccolo paese dell'appennino centrale, i volontari di Cerveteri venivano subito impegnati nelle operazioni di ausilioai Vigili del Fuoco per la ricerca di persone ancora intrappolate tra le macerie.
Purtroppo il duro lavoro non permetteva altro se non quello di riportare alla luce soltanto vittime.
Un duro trauma per tutti i volontari intervenuti che, peraltro, lo affrontavano impegnandosi costantemente in ausilio alle squadre dei Vigili del Fuoco.
Un impegno gravoso, che spesso veniva interrotto dalle continue scosse di assestamento, che provocavano ulteriori crolli ma che non fermavano l'attività dei Vigili e dei Volontari.
Lo scenario che si era presentato agli occhi dei soccorritori non lasciava dubbi sull'entità della tragedia che aveva colpito quelle zone e soprattutto i loro abitanti, molti dei quali colpiti negli affetti più cari.

 

Nel centro storico di Villa Sant'Angelo solo poche case erano rimaste in piedi; sembrava di trovarsi davanti agli effetti di un bombardamento a tappeto che aveva provocato 19 vittime.
Il lavoro si protraeva senza soluzione di continuità per l'intera nottata, nel corso della quale una squadra veniva dirottata nel vicino paese d. S. Eusanio Forconese, per rifornire di coperte ed acqua la popolazione che era costretta a passare la prima notte all'addiaccio all'interno delle loro macchine con una temperatura di circa 2 gradi sottozero
Complessivamente sono state distribuite circa 150 coperte che il Gruppo Comunale aveva in dotazione nonché un migliaio di bottigliette di acqua potabile.
Nello stesso tempo il nostro responsabiloe prendeva accordi con i Sindaci di Villa S. Angelo e di S. Eusanio per l'allestimento delle tendopoli nei rispettivi centri, restando sempre in contatto con il COM 2 di S. Demetrio.
Nelle prime ore dell'alba di martedi veniva dato avvio alla predisposizione della tendopoli di S. Eusanio, con l'ausilio di altre squadre della Regione Lazio che nel frattempo erano intervenute.
In questo paese, e nella sua frazione di Casentino, fortunatamente non si era registrata alcuna vittima, ma era evidente lo smarrimento negli occhi e nei comportamenti delle persone che, in pochi secondi avevano praticamente perso i loro beni, la loro casa, le loro certezze.

Soltanto dopo 24 ore di duro lavoro continuativo si cominciavano a vedere i primi risultati e la tendopoli a S. Eusanio stava diventando una realtà nella quale poter accogliere quasi tutti i suoi abitanti, completa dei servizi medici e sanitari.
La macchina organizzativa comunale dei socccorsi era operativa anche a Cerveteri, dove una decina di volontari erano impegnati a divulgare l'iniziativa e a ricevere i materiali e le derrate alimentari che i cittadini iniziavano a donare in grande quantità.
La mobilitazione della popolazione cerite è stata certamente encomiabile e particolarmente gravoso è stato il lavoro dei volontari nel selezionare e catalogare tutti i beni che pervenivano, con lo scopo di farli giungere prima possibile nei luoghi della tragedia.

Al Gruppo iniziale si aggiungevano e avvicendavano altre squadre già nella giornata di martedì 7 e contribuivano fattivamente a rendere operativa la tendopoli di S. Eusanio, mentre un'altra squadra, guidata dal Sindaco di Prata d'Ansidonia era impegnata a scortare l'autocarro che doveva portare tende in quella località dove, fortunatamente non si erano registrate altre vittime.
Praticamente è stata una corsa contro il tempo ed è stato messo in campo ogni sforzo e tutta la preparazione di cui ciascuno disponeva, per cercare di dare un riparo agli sfollati per sottrarli ad un'altra notte esposti al freddo intenso.

C'è da sottolineare come Volontari di Associazioni e Gruppi Comunali diversi della Regione Lazio, come del resto quelli di tutta Italia, abbiano trovato un affiatamento ed una collaborazione assolutamente encomiabile.

Nelle giornate successive il gruppo di volontari ceriti veniva ulteriormente dirottato nella frazione di Casentino, dove si era deciso di allestire un'altra tendopoli per circa 80 abitanti che preferivano restare nelle vicinanze delle loro case.
In questa frazione i danni subiti erano notevolissimi ed anche la Chiesa aveva lesioni gravissime, con il suo campanile che minacciava di crollare da un momento all'altro, tanto è vero che è stato necessario disattivare il meccanismo elettrico che azionava la grande campana che, con le sue vibrazioni ed i suoi movimenti, avrebbe potuto causare il crollo del campanile e la distruzione di altre case sottostanti.

Proprio a Casentino si iinsediava il folto Gruppo dei volontari comunali di Cerveteri che assumeva la responsabilità della gestione dei magazzini beni e vestiaro e delle derrate alimentari che, con frequenza quasi giornaliera venivano integrati dalle colonne di rifornimenti provenienti da Cerveteri.
Fin dalla serata di Venerdì Santo, 15 volontari del Gruppo Comunale erano impegnati in tutte le attività connesse alla gestione di una tendopoli, con particolare riguardo al miglioramento delle condizioni igieniche e di vita di quella sparuta popolazione che aveva voluto mantenere la sua identità in una piccola tendopoli.
Pure in quelle condizioni di non vita, la gente d'Abruzzo ha dato una dimostrazione di grande coraggio e forza d'animo e si è dimostrata subito collaborativa e con notevoli capacità di adattamento.
Grande commozione traspariva in ciascuno dei loro volti quando i volontari, nei momenti di pausa delle normali attività di gestione della tendopoli, si fermavano a parlare dei loro problemi, delle loro aspettative e speranze, della mancanza della privacy e della difficoltà della vita in tenda, ma subito dopo riaffiorava la volontà di farcela e la determinazione di non cadere nell'autocommiserazione, anche se, purtroppo, la terra continuava a tremare e le continue scosse contribuivano ad affievolire le speranze di un rapido ritorno alla normalità.
Questo rapporto di stima e fiducia che via via cresceva tra i volontari del Gruppo Comunale di Cerveteri e gli abitanti di Casentino è stata la più grande gratificazione per tutto l'impegno profuso fino alla fine del mese di aprile allorché, su disposizione della Regione Lazio, dovevamo rientrare in sede.
Ora restano i legami di amicizia ed affetto con quelle persone e spesso continuano le visite di volontari che partono con la famiglia per trascorrere intere giornate con i terremotati e, allo stesso modo, alcune famiglie di Casentino sono ospitate per il fine settimana da noi a Cerveteri.

Grazie Abruzzo, per aver consentito a noi volontari di mettere in campo il nostro spirito di solidarietà e la nostra passione per le tematiche di Protezione Civile.

Grazie Abruzzo, per averci fatto conoscere, fin nell'intimo, persone con tanta forza d'animo che hanno fatto crescere anche noi.

Grazie Abruzzo, ritornerai presto a volare.


12 -14 ottobre 2009
L’impiego nelle zone terremotate d’Abruzzo non è ancora finito per i volontari del Gruppo Comunale di Cerveteri che sono stati chiamati nella prima decade di ottobre per fornire un valido ausilio all’attività di smontaggio delle tendopoli ormai inutilizzate.
Un lavoro duro nei diversi campi di Fontecchio, Barisciano e S. Demetrio che ha visto impegnati sei volontari del Gruppo Comunale (Roberto, Alberto, Pino, Andrea, Valerio e Francesca) che hanno dovuto fronteggiare anche condizioni meteo particolarmente avverse e anche la prima neve.