Puglia terra di sogno
ora arida e brulla
ora ricca di ulivi e vigneti
ove dal Vulture al mare
aleggia lo spirito fiero
del grande Svevo imperatore
che Ti magnificò e immortalò
erigendo mura e castelli
e dettando al mondo di allora
insanguinato da guerre e crociate
leggi assennate e moderne
e messaggi di accordo e di pace.

Ma molto prima sulle Tue rive
vedesti sorgere opulente città
fondate dai Greci che ai Messapi
sottrassero campi ed armenti,
poi conquistate da Roma
che però vide sulle sponde dell'Ofanto
la sua più grave disfatta
ad opera del Cartaginese
che abile come stratega
ma scarso di senso politico
non seppe trarre profitto
da quella strepitosa vittoria.

A Brindisi un'alta colonna ancora si erge
al termine della via che da Roma
portava all'imbarco per I'Ellade,
ed a Barletta il Colosso
effigie di un imperatore romano
ricorda imponente la potenza di Roma.

Alla cui caduta successe Bisanzio
che a lungo Ti tenne in possesso
fondando chiese e conventi
e disseminandoTi di immagini sacre
ancor oggi in chiese e strade esistenti.

Ma i Longobardi invasori
movendo da Benevento
ducato già in loro possesso
ai Bizantini strapparono
numerose terre e città,
e di Rotari loro gran re
si tramanda che a Monte Sant'Angelo
si trovi la sepoltura.
I Saraceni venuti dal mare
per decenni insidiarono i Tuoi litorali
e con scorribande e razzie
terrorizzarono le povere genti
depredando campagne e città.

 

 

 

 

 

 

 

Poi calarono i biondi Normanni
quindi gli Svevi, gli Angiò e gli Aragona
e Tu Puglia sola e assolata restasti
terra di conquista per secoli.

Poi venne la Spagna
che a lungo Ti dominò
con i suoi Viceré che Ti tolsero
molto più di quanto Ti diedero.

Ed al successivo Borbone
Tu cercasti di ribellarti
nell'insurrezione del novantanove
per riprenderti la libertà.
Libertà che fu effimera e breve
perché le orde selvagge
dei Sanfedisti del Cardinale
Ti invasero e Ti riportarono
sotto il giogo di Re Ferdinando.
Ad Altamura una lapide
ricorda la strenua ed eroica difesa
della città che da allora
fu chiamata la "Leonessa di Puglia".

Infine con ardente entusiasmo
col plebiscito aderisti all'Italia
cui ancora Ti senti fortemente legata
anche se dopo il ventennio fascista
la Repubblica non motto Ti ha dato.

Con le Tue bianche e linde città,
le mura, le torri, i castelli,
con le chiese d'ogni epoca e stile,
le gravine ed i tipici trulli
resti di una civiltà che scompare,
con le superbe antiche rovine
di città greche e romane
Tu sei testimone nel tempo
di tanta storia passata
che Ti vide percorsa nei secoli
da tante genti diverse
e teatro di tante umane vicende
inghiottite per Io più dall'oblio.

Giovanni Dotti
(di ritorno da un viaggio in Puglia — anno 2005