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Franca Compagnone
Un incontro molto cordiale con l’artista Franca Compagnone, sposata con due figlie, nativa di Gaeta ma romana di adozione, visto che vive e lavora a Roma come impiegata amministrativa ormai da una vita.
Classe 1946, aspetto giovanile e determinato, ma nel contesto molto umile nell’esporre quella che è stata sin da giovane la sua passione, quella della pittura.
Prima di addentrarmi nello specifico del nostro incontro inerente alla pittura le pongo alcune domande sulla sua vita, anche per rompere un po’ il ghiaccio, visto che è la prima volta che si lascia intervistare per parlare delle sue doti artistiche; le chiedo alcuni dettagli per conoscerla meglio, ad esempio quali sono stati e quali sono i suoi interessi di vita oltre la pittura.
La prima cosa che evidenzia è quella di essersi dedicata alla famiglia e in particolar modo alle figlie. Poi mi risponde cosi: "Mi porto dietro una collezione di francobolli da cinquant’anni ed il giardinaggio, anche se non ho un giardino, lo sport, da ragazza facevo salto in alto, correvo i 100 mt., il tennis, nuoto (essendo nata al mare), oggi, cerco di imparare le funzioni del cellulare e del computer, mi piace cucinare e fare dolci, a Pasqua è tradizione fare la pastiera per me, gli amici e parenti".
Passata la prima fase e fatta un po’ di conoscenza con la Sig.ra Franca entriamo nello specifico del nostro incontro, l’intervista sulla pittura.
Come si è avvicinata a quest’arte?
Mi piaceva e i disegni mi venivano bene, così molte volte aggiustavo quelli delle mie amiche, al prof. piaceva molto come disegnavo.
Ha altri artisti in famiglia?
Si, ci sono alcuni miei parenti che dipingono.
Quanto tempo dedica alla pittura?
Poco, lavoro un’oretta la sera, quando non sono molto stanca.
Quante opere ha realizzato?
Più di 50, negli ultimi 10 anni.
Quali sono le tecniche e i materiali che usa per realizzare le sue opere?
Matita, colori, acquerello, tempera, acrilico, olio sia ad acqua che quello tradizionale.
Ha partecipato a mostre sia personali che collettive?
Si, la mia prima mostra fu a scuola, era all’incirca il 1960; la scuola ha fatto una mostra interna per tutti gli studenti artisti a Gaeta, mi ricordo che dipinsi dei fiori ad acquerello, poi ho fatto mostre per vendere acquerelli per beneficenza. Nel 2008 ho esposto un quadro alla mostra dell’UPTER.(Università popolare di Roma “ terza età”)
Le sue opere sono state pubblicate in altri siti internet, giornali o riviste specializzate del settore?
Non ho mai pensato di pubblicare i miei disegni e quadri, ho sempre pensato che fossero cose mie, da non pubblicizzare. Semmai da appendere alle mura di casa; il primo che ho appeso fu il ritratto di mia madre.
Ha mai venduto o ceduto gratuitamente, le sue opere?
Ho venduto una quindicina di quadri e ne ho regalati diversi.
Conosce la quotazione delle sue opere?
No. Io mi sono fatta una quotazione per conto mio. Considerando il mercato, è una cosa molto soggettiva, è importante come l’opera viene pubblicizzata. Può essere pagata molto anche una tela con un puntino.
La sua impressione sulla pittura di ieri e di oggi?
Ho preso spunto dagli impressionisti, che mi piacciono molto. Mi è difficile capire il futurismo, comunque mi piacciono tutte le correnti; penso che ogni corrente dia un qualcosa di importante per la nostra immaginazione, dopotutto l’arte è immaginazione.
Quali consigli può dare a coloro che si avvicinano per la prima volta all’arte della pittura?
La pittura è l’espressione dell’anima; se si sente il desiderio di esternare un qualcosa, su un foglio, una tela, etc, bisogna farlo, per noi e per gli altri.
A suo giudizio, come nella vita, anche nella pittura c’è sempre da imparare?
Sempre, ancora oggi cerco di leggere o fare corsi per imparare i nuovi modi di dipingere, oppure cercare di capire quelle regole che non ti dice nessuno (ma che bisogna capire tra le righe).
Quali sensazioni prova nel realizzare un quadro?
Inizialmente sono trepidante e non vedo l’ora di iniziare. Poi inizio e continuo ad essere emozionata, fino alla fine. Mi sembra sempre che non riesco a proiettare quello che in quel momento sento.
Cosa la ispira a dipingere e come nasce un quadro?
Devo vedere una cosa che mi deve emozionare, piacere, mi deve colpire. I tramonti li dipingerei tutti. Così quando vado in campagna, quelle diversità di colori, mi fanno morire.
Quali opere predilige, paesaggistica, arte figurativa, astrattismo o altro?
Per I paesaggi, e i fiori, ho un’attrazione fatale, ora mi sta piacendo l’astratto e le raffigurazioni semplificate.
Predilige i colori forti o tenui?
I miei colori sono sempre molto marcati, mi viene naturale.
A suo giudizio, quali sono gli artisti del passato e di oggi più vicini alle sue opere?
Io penso a Monet, ma è inutile illudersi.(ndr: Claude Oscar Monet è stato un pittore francese, tra i maggiori esponenti dell'Impressionismo).
I maestri pittori del passato hanno lasciato una traccia indelebile delle loro opere, pur con pochi mezzi di informazione; quelli di oggi, pur avendo a disposizione più mezzi, la lasceranno?
L’opera rimane per i posteri, se è buona diventa una buona scuola. La stessa cosa è per quelli di oggi, qualsiasi sia il mezzo. Tutto si evolve, anche l’informazione sui quadri.
Artisti ci si nasce o ci si diventa?
Entrambi, l’importante è fare molta pratica. Così si sviluppano le capacità, le inclinazioni, si evolve il gusto, l’occhio e la mano.
Come ritiene la critica, sia positiva che negativa, su di un opera d’arte?
Io non ci credo. Il professore o chi per lui, guardando un tuo lavoro può dirti “vedi se facevi così, succedeva questo”. La critica è una persona pagata, che parlerà bene o male secondo i soldi che ha ricevuto. Purtroppo oggi senza critica non si fa nulla. Perfino per cercare un ristorante si cerca la critica.
Ritiene che lo spazio che viene dato agli artisti poco conosciuti sia sufficiente?
Dipende anche dall’artista, se vuole farsi scoprire. Comunque, per uno sconosciuto è difficile farsi strada. Ci vuole sempre una persona addentrata che può consigliare la via da seguire, la persona a cui presentare i lavori. Molte volte alcune persone addentrate che si fanno passare come persone che ci capiscono, non ci scommettono su di te, anzi ti demoralizzano. Una volta, un signore che diceva che se ne intendeva, mi disse che dovevo imparare a disegnare i pupazzetti. Le gallerie costano. I pittori sono sempre poveri in canna. Affittare un locale costa, e così i materiali etc.. a me sta bene così.

Silvano De Angeli