| a cura di Claudio Tescari | ![]() |
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Quanto sono lontane le donne e gli uomini del passato? Fatti, personaggi e curiosità che ce li fanno sentire vicini. |
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TRILUSSA E LA PUBBLICITA’ Il poeta Trilussa, il cui vero nome era Carlo Alberto Camillo Salustri, nacque a Roma in Via del Babuino il 26 ottobre 1871, da madre bolognese e di padre nativo di Albano Laziale. Il successo e la diffusione dei suoi versi lo collocano subito dopo Giuseppe Gioacchino Belli, quale poeta della romanità moderna. Ma la gran diffusione dei suoi libri, pubblicati e periodicamente ristampati dal grande editore Arnoldo Mondadori, non riuscì a garantirgli una vita agiata. |
| Per le lanerie Valle, una terzina La vecchia canta – Allegre, pecorelle le lane che se fileno da Valle diventeno più morbide e più belle. |
Una quartina per la legatoria Ciottarello: Se ce mette la mano Ciottarello qualunque libbro sia, diventa bello. Dunque coraggio, letterati, avanti, ciavete chi ve lega a tutti quanti. |
| Per l’autoscuola Strano, un’altra quartina: Chi si abilita da Strano è padrone del volano: vada presto o vada piano ha il pensiero nella mano. |
Per il liquore Sciascino: In un sorso di Sciascino c’è dell’uovo e c’è del vino, e così tra il vino e l’uovo mi rinforzo e mi rinnovo. |
| Ancora una quartina per la linea del transatlantico Giulio Cesare: Doppo d’avé filato tante mija, doppo d’avé passato tanto mare, sbarco dar Giulio Cesare e me pare c’abbandono la casa e la famija. |
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Un componimento più ampio ed articolato nella metrica, per l’ottica Salmoiraghi: Attraverso quei cristalli |
Infine, due sestine per il medicinale “La pasticca del Re Sole”, tuttora nelle nostre farmacie: Però la zia, ch’è furbe e che capisce, |
I creativi di oggi giudicheranno queste rime una forma assolutamente primitiva e inadeguata di comunicazione pubblicitaria, eppure 70 – 80 anni fa era in linea con gli spot che venivano trasmessi alla radio e con le inserzioni pubblicitarie sulla stampa periodica. La sensibilità del pubblico verso la poesia, letta o recitata, era più elevata e alcuni di questi versi li ho sentiti ripetere a memoria, mezzo secolo dopo, da anziani parenti o conoscenti. Erano diventati per loro un “tormentone” pubblicitario, ma di un’eleganza oggi definitivamente perduta. |
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