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a cura di Claudio Tescari

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Quanto sono lontane le donne e gli uomini del passato?

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IL VERO D'ARTAGNAN E I TRE MOSCHETTIERI

Il successo che riscuote tuttora il capolavoro di Alessandro Dumas, attesta il fascino che i quattro protagonisti esercitano sui lettori e sugli spettatori dei numerosi film dedicati alle avventure descritte dal grande romanziere francese.

Ebbene, questi eroi sono realmente esistiti, erano tutti della Guascogna (nella Francia sud occidentale, ai piedi dei Pirenei) e le vicende della loro vita furono descritte, alla fine del Seicento, nelle Memorie del signor D'Artagnan , redatte da un certo Courtilz de Sandras, in un libro certamente noto a Dumas.

Le pubblicazioni di studiosi che hanno condotto approfondite ricerche hanno permesso di individuare ATHOS in Armando di Sillegue , signore del paesino di Athos appunto, moschettiere dal 1640 al 1643, anno in cui morì durante un duello e venne sepolto a Parigi nel cimitero di Saint Sulpice. PORTHOS si chiamava Isacco de Portau , era nato nella cittadina di Pau ed era entrato nel corpo dei moschettieri nel 1642. Il vero nome di ARAMIS era Enrico de Aramitz e poiché dopo aver lasciato il servizio prese moglie ed ebbe due figli, in Francia vivevano ancora nell'Ottocento alcuni suoi discendenti diretti. Dumas ringiovanì di parecchi anni i personaggi storici , per farli partecipare alle strabilianti avventure del romanzo. Infine, Carlo de Batz , cambiò il suo nome in D'ARTAGNAN, in omaggio ad un suo zio materno che era stato un valente moschettiere. Carlo – D'Artagnan era un cadetto, cioè non era il figlio primogenito nella sua famiglia ed aveva sei o sette tra fratelli e sorelle. Il suo destino e quello degli altri cadetti di Guascogna, era di andare a cercar fortuna a Parigi, dove giunse nel 1640. In breve tempo riuscì ad entrare nel corpo delle guardie del Re, precisamente nella Compagnia “des Essart”.

Il personaggio del romanzo ha tutte le virtù del vero D'Artagnan, mentre non ne mostra i difetti. Fu ambizioso e superbo, un libertino rubacuori ed un abile cortigiano, riuscendo a barcamenarsi per sfruttare la benevolenza del Re Luigi XIV e del Cardinale Mazzarino.

Giunse ad essere il capo delle Guardie del Re Sole, che lo onorò firmando il suo contratto di nozze e facendo da padrino al battesimo di due dei figli di D'Artagnan.

Anche Mazzarino seppe apprezzarne la discrezione, la prudenza e l'astuzia mentre svolgeva i delicati incarichi affidatigli dal Cardinale. Certo sostenne numerosi duelli e fortunate imprese amorose, ma non disdegnò i denari che le belle dame gli offrivano per poter mantenere la sua compagnia di Moschettieri. D'Artagnan morì in battaglia colpito da una cannonata. Non fu un grande generale, ma un valoroso combattente; non un gran diplomatico ma un furbo intermediario: un buon servitore per il suo Re.

Ce n'è abbastanza per ispirare una grande storia ad un grande romanziere!

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