
Ancora stupri: porci, porci e ancora porci
Sono sempre più inc…to, più imbestialito, è un periodo che scrivo articoli con il sangue che mi ribolle dentro; ma è possibile che dobbiamo sempre sentir parlare di donne stuprate, di donne usate con violenza come mezzo di piacere, di donne malmenate, di donne usate come oggetti?
Ma dico a voi, porci e bestie che non siete altro, ma da quale cloaca venite? Di qualunque nazionalità voi siate.
Vi sentite tanto “uomini”, ma vi rendete conto che non siete capaci ad avere un rapporto sessuale se non con la violenza?
Ma che razza di esseri siete? Scarti della società civile.
Scusate lettori/ci del mio sfogo, ma non se ne può più, non è possibile che una donna di qualsiasi età essa sia non sia padrona di circolare e vivere la sua vita liberamente. Vedete, i fatti delle ultime ore non sono più un campanello di allarme; dopo il grave caso Reggiani avvenuto a Roma sembrava che si dovessero prendere esemplari provvedimenti, ma dove sono?
Chi protegge le nostre mogli, compagne, figlie, madri, gente comune che va a lavorare, a scuola, a fare la spesa?
Non si deve essere tentati di farsi giustizia sommaria, da soli, di dare la caccia alle streghe, sarebbe un errore, capisco il risentimento che provano le famiglie colpite da simili fatti, ma non è con la violenza che si risponde alla violenza, quindi buoni e calmi; non è prendendosela con le forze dell’ordine, inviate a pattugliare le zone, che si risolve il problema, perché anche loro sono potenzialmente soggetti ad essere colpiti da tali eventi, sono dei lavoratori come tutti, anzi, sicuramente con un lavoro ad alto rischio ai tempi attuali.
Ci si trova purtroppo di fronte ad esseri senza dignità, a dei meschini ed ignobili individui senza scrupoli che vanno contrastati e fermati con determinazione, infliggendo loro pene pesantissime e, se sono stranieri, dopo aver espiato la pena, con l’espulsione immediata dal nostro paese.
Sono del parere che chi si è macchiato di un reato ed è straniero, comunitario o no, non debba rimanere sul suolo Italiano.
Per l’amor di DIO, che mi perdoni se lo nomino impunemente, non tacciatemi per razzista, non lo sono affatto, ma il buonismo non sempre ripaga.
Le nostre patrie galere sono piene di stranieri, ogni tanto si fa un indultino e si svuotano, dopo pochi mesi sono piene nuovamente, allora a che cosa é servito? A niente. Signori governanti, fate le carceri; Signori Giudici, chi sbaglia deve pagare; quando li condannate teneteli dentro sia che siano italiani che stranieri.
Una piccola definizione: "La violenza sessuale è, secondo la definizione del codice penale italiano, la costrizione mediante violenza o minaccia a compiere o subire atti sessuali."
In proposito si parla comunemente anche di stupro o (nel caso abbia luogo la congiunzione carnale) di violenza carnale.
Citata questa piccola definizione di carattere tecnico, parliamo dei traumi di chi subisce tale atto: consumato l’atto bestiale lo stupratore si dilegua, mentre per la vittima inizia un calvario in primo luogo fisico, per ciò che ha subìto, poi inizia quello psicologico, danno non indifferente se si considera che deve subire interrogatori, raccontare l’accaduto, quindi rivivere quei momenti di terrore, affrontare nuovamente la sua vita di fronte alla famiglia, ai suoi amici, provando vergogna di se stessa per un fatto avvenuto contro la sua volontà.
Dopo lo stupro, la donna può avere reazioni di diversa entità, alcune reagiscono con immediatezza, altre restano traumatizzate per molto tempo, rendendo a loro stesse e di riflesso alla propria famiglia una vita di sofferenze.
Perché vi dico questo, per riallacciarmi ad un mio articolo, pubblicato su questo sito, inerente al caso Reggiani, dove dopo il danno anche la beffa di una sentenza che sotto il profilo giuridico è ineccepibile, ma sotto il profilo morale, leggendo alcuni passi delle motivazioni, lascia interdetti; rimanendo dell’avviso che così non si può continuare, che dei provvedimenti vanno presi con immediatezza per arginare questi vergognosi e ignobili atti criminosi nei confronti delle donne, ormai all’ordine del giorno e della notte.
Non ho la bacchetta magica per risolvere il problema, magari, ma dobbiamo tutti reagire, con ponderatezza, senza violenza, con la civiltà che ci distingue, con democrazia; qualcosa possiamo fare e mi permetto di lanciare un iniziativa, che per primo attuo: scriviamo lettere, e-mail, a tutti gli organi competenti. AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, AI MINISTRI COMPETENTI, AI MASSIMI ORGANI DELLE FORZE DELL’ORDINE, ALLA MAGISTRATURA, a tutti; facciamo sentire la nostra voce di cittadini onesti, stanchi di sentire ancora queste notizie di cronaca nera. Facciamolo in nome di tutte le donne alle quali non posso che chiedere scusa come uomo anche a nome di tanti uomini onesti, che certo non si confondono con certa spazzatura.
Perché la donna non è un oggetto, è ora di dire basta a questi vergognosi soprusi maschilisti perpetrati da questi scarti dell’umanità.
Care lettrici, simbolicamente vi abbraccio tutte.
27 gennaio 2009
Silvano De Angeli