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I “PADRONI” DEL XXI SECOLO

VIOLENZE E PERCOSSE SULLE DONNE: UN FENOMENO IN CONTINUA CRESCITA

di Silvano De Angeli

Le statistiche ci dicono che sono più numerosi i danni provocati dalla violenza sulle donne che quelli causati dal cancro o dagli incidenti stradali. Ci sono casi in cui la violenza fisica e le percosse, perpetrate tra le mura domestiche e fuori, rasentano l’inverosimile, tramutandosi in autentici atti di pestaggio nei confronti delle proprie mogli o compagne di vita.
Questi atti di violenza sono spesso messi in atto da esseri spregevoli, rifiuti della società civile; questi esseri non si sono uniti in matrimonio o in convivenza con una donna per formare una famiglia ma, nella loro sporca mentalità, hanno preso con sé una schiava che deve lavorare, accudire i figli, la casa e fare sesso, poi stare zitta e subire.
La cosa ancor più allucinante è che dopo aver agito in modo così vile e sporco, anche laddove questi “uomini” si allontanano spontaneamente o perchè finiti per breve tempo in carcere, hanno poi il coraggio di rientrare con prepotenza ed inganno tra quelle mura domestiche, teatro del misfatto, magari costringendo, ricattando o promettendo questa o quell’ altra cosa pur di avere un tetto sopra la testa e da mangiare, considerato che il più delle volte non lavorano e si fanno mantenere.
Ancor più grave è quando certe situazioni si svolgono in presenza dei figli che, pur se piccoli, capiscono e rimangono segnati per tutta la vita da ciò che vedono o sentono.
Alcuni di questi “uomini” si celano dietro la storiella di non trovare lavoro. E’ vero che c’è disoccupazione, ma un padre di famiglia che si reputa tale - non solo sulla carta – cerca di lavorare, anche se per poco denaro al giorno, e mantiene i figli che lui e la sua donna hanno deciso di mettere al mondo, visto che nessuno glielo ha imposto.
Sono poi proprio questi loschi individui che, con tutte le loro colpe, si arrogano il diritto di lamentarsi se il loro rapporto di coppia si incrina; non si chiedono il perchè, non si domandano se i loro figli hanno da mangiare, se hanno l’occorrente per andare a scuola (quando ce li mandano), non fanno il “mea culpa” e, se hanno in tasca 50 euro, magari dati dalla propria moglie o compagna che lavora, se li fumano, se li bevono o se li giocano, ma non lesinano a fare i mariti padroni, malmenando le loro donne, facendole finire in ospedale quando va bene (le cronache sono piene di questi episodi). Chi sono questi individui? I padroni? Ma di chi? Non sono nemmeno i padroni di sé stessi!
Per l’essere umano di sesso maschile, c’è un proverbio che dice: gli uomini si dividono in 5 categorie: uomini, mezzi uomini, ruffiani, ominicchi e quaquaraquà. Per certi soggetti sarebbe da aggiungere anche l’aggettivo “scarti della civiltà umana”.
In questo contesto, c’è da chiedersi perchè certe donne, subendo tali situazioni, magari dopo 15-20 anni di reciproca convivenza o matri-monio con certi esseri, rimangono con loro.
Per paura? Per ricatto? O perchè fa loro comodo, pur subendo? Lasciatemelo dire: anche voi, “signore”, continuando a subire, fate del male ai vostri figli, generati forse in un momento di piacere.
In qualità di madri, tutelateli; si dice che è meglio stare soli che essere male accompagnati. Guardate avanti con le esperienze negative del passato e prendetevi la responsabilità di insegnare loro cosa significa essere genitori con un bagaglio di valori umani.
Le mie riflessioni, descritte in queste ultime righe, scaturiscono dal fatto che mentre delle coppie non possono avere il bene più prezioso, i figli appunto, imbattendosi in lungaggini burocratiche per una eventuale adozione - cosa veramente complicata in Italia – altre famiglie che hanno la fortuna di averne, non se ne curano affatto, vivendo alla giornata da veri, autentici zingari.
A questo punto rivolgo un invito a tutte le donne: non abbassate la guardia, non permettete a questi esseri di compiere gesti ignobili. Abbiate rispetto di voi stesse e dei vostri figli; denunciate. Rivolgetevi alle associazioni che vi tutelano (ed in Italia ce ne sono molte). Non abbiate paura dei vostri aguzzini, rivolgetevi anche alla nostra redazione che, in forma riservata, vi indicherà la strada da percorrere mettendovi in contatto con chi può tutelare voi e i vostri figli.