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Come sempre, il nuovo anno porta una ventata di buoni propositi, tanti pensieri positivi per i dodici mesi che verranno… che poi tutto questo sia dettato solo dall’euforia o da un eccesso di positivismo… non importa!
Come si dice? Chi ben comincia è a metà dell’opera.
Tra le tante novità, il 2006 porta il mio primo articolo su questo giornale, spero il primo di una lunga serie. Vi confesso di essere molto emozionata, mi auguro di essere all’altezza del compito per cui sono stata chiamata: redattrice di una rubrica sulle donne. No, mie care signore! Niente “pizzi e merletti” questa volta, vorrei andare un po’ più a fondo: parlare delle nostre aspirazioni, dei nostri sogni raccontati e di quelli segreti, del nostro essere…speciali; mi piacerebbe raccontare i nostri respiri profondi, perché piangiamo di gioia, perché riusciamo sempre ad alzarci e a non arrenderci… perché siamo donne!
Non vorrei sembrare una femminista accanita, semplicemente (i signori mi perdoneranno) credo che il “sesso debole” abbia una marcia in più e che la sappia usare a dovere.
Il mio primo pensiero va ad una donna speciale, una mamma speciale: Pietra Maggio. Inizierà un altro anno senza la sua Denise… a lei e a chi vive come lei, dedico ogni mia parola.
Su questa scia, il primo tema che toccherò in questa rubrica sarà l’abbandono dei neonati. Troppi sono stati i casi di abbandono, abbiamo sentito cronache di tutti i generi, dal più classico “trovato in una culla, ai gradini di una chiesa” al più orrido “in un cassonetto hanno sentito dei vagiti”. Non è facile parlare di quello che spinge una donna ad un gesto così estremo. Vorrei sentire anche voi lettrici, non vi chiedo un giudizio, un’ammonizione, una morale, credo che nessuna di noi possa ergersi giudice in questi casi, chiedo solo una parola. Forse sbaglio, ma sono sicura che le parole portino lontano, sicuramente più lontano del silenzio in cui queste mamme hanno “partorito” la folle idea.
In questi mesi, il Ministero delle pari opportunità assieme alla Commissione per le pari opportunità fra uomo e donna ha presentato una campagna di informazione contro l’abbandono dei neonati, con un unico obiettivo: aiutare le mamme in difficoltà. Grazie a questo progetto sono state rese note informazioni oscure a molte donne, infatti, spesso non si sa che si può partorire nelle strutture sanitarie anche senza lasciare le proprie generalità, non si sa che in questo caso il bambino godrà di tutte le cure che gli spettano e successivamente sarà dato in adozione a una famiglia.
Giacché le mamme sono tutte uguali, non c’è discriminazione per le mamme straniere. Le donne irregolari, senza permesso, che partoriscono in Italia, avranno diritto, insieme a tutte le cure, a rimanere in Italia nei sei mesi successivi alla nascita del figlio.
Donne, mamme, fate sentire le vostre voci che siano pianto o grida di gioia. Non è una banalità dire che l’unione fa la forza e la forza da il coraggio di capire che essere mamme è sempre una cosa meravigliosa.

gennaio 2006

Alessandra Bocca