Riflessioni sulla pace, sulla guerra e sul terrorismo
di Silvano De Angeli
In questo momento in cui il termine pace è un argomento rilevante nei pensieri di milioni di persone, credo che si debba riflettere su tale significato.
La pace non è un valore fondamentale, perché è sempre più evidente che essa è una conseguenza e un effetto legato alla capacità degli esseri umani di creare ordine e giustizia nei loro rapporti.
La conseguenza è che la pace è un obiettivo ancora lontano, che deve essere costruito nel tempo.
Oggi non può ancora esistere la pace, perché tutti noi possiamo constatare quanta aggressività sia presente nei nostri rapporti e nella nostra vita quotidiana.
La cosa più importante da fare oggi, è quella dei giusti rapporti fra individui e popoli, nel rispetto dei diritti umani, fondamento di ogni convivenza sociale e che essi si realizzano solo nel momento in cui gli individui e le nazioni si assumono ogni responsabilità dei propri doveri.
Similmente alla pace, la guerra ha subito una evoluzione rispetto al passato; in tempi non lontani, la guerra avveniva tra popoli al fine di conquistare territori o risorse.
Oggi lo scenario è cambiato, il nuovo nemico si chiama terrorismo; questo nuovo soggetto internazionale, differentemente dal passato, non ha più soltanto obbiettivi militari, ma palesemente l'uccisione dei civili.
Questa nuova organizzazione del terrore, non fa uso di eserciti regolari contrapposti, ma di guerriglieri senza scrupoli ed anonimi per diffondere paura colpendo in maniera non convenzionale di una guerra, ma improvvisamente e senza preavviso, pertanto si ha a che fare con un nemico invisibile.
Il terrorista nella sua ideologia, non ha paura della morte, anzi la cerca, quindi contro questo nuovo nemico sono ben poche le convenzionali difese. Tali organizzazioni terroristiche, sono spesso appoggiate da paesi o stati che forniscono loro ogni supporto, sia in termini economici che armi e addestramento.
Con questa metodologia si è cosi aperto nel mondo un nuovo e complicato scenario, assolutamente imprevedibile fino a pochi anni fa. Concludendo, in un momento cosi difficile per i paesi occidentali, l'Occidente con un senso di responsabilità dovrà operare nei confronti dei paesi più poveri, al fine di renderli economicamente indipendenti.
Sarà questa una dimostrazione che la pace si può raggiungere, dimostrazione da parte di paesi democratici, che con la democrazia pur non nascondendo alcune lacune, si possono governare i paesi nel più assoluto rispetto e civiltà, essendo la più avanzata forma di governo, dando ad ogni individuo libertà di parola, espressione, di culto, diritti fondamentali di ogni essere umano.
dicembre 2008 |