indice rubriche indice articoli    
home
     

 

A proposito di Rosarno

Egregio direttore,
A completamento del pensiero espresso da qualcuno circa le cause e le responsabilità per i fatti accaduti a Rosarno, desidero esporre alcune precisazioni.
Le omissioni relative alla carenze di controlli, di verifiche, di vigilanze ecc. degli Organi che, su disposizioni del Governo, dovrebbero effettuare sono indiscutibili.
A proposito, una precisazione le disposizioni, gli ordini, i dettami, sono emanati dal Governo e non dallo Stato.
Lo Stato siamo tutti noi, difatti: Lo Stato è costituito da un popolo organizzato su un territorio sotto l’autorità di un Governo (l’insieme dei vari ministri).
Mi perdoni la breve disquisizione. Penso che indubbiamente le responsabilità e le omissioni siano duplici, da parte del Governo e da parte degli Organi subordinati.
Se ci fosse un controllo e quindi la eliminazione del forte divario di prezzo tra ciò che viene pagato al produttore degli agrumi ed il loro costo al consumo, lo stesso produttore non avrebbe più alcun motivo e/o giustificazione per pagare in nero quel tipo di lavoro. Lo stesso vale per tutti gli altri sfruttamenti in agricoltura in Calabria come in Sicilia, in Puglia come in Campania ecc.
Dobbiamo auspicare che le Autorità preposte ora si muovano in tal senso.

Martino Pirone

L’OPINIONE

Egregio Sig. Pirone
Fermo restando che concordo sulla sua precisazione inerente la differenza tra Stato e Governo, ritengo che questa situazione che si è creata a Rosarno, sia soltanto l’inizio di una pattumiera annunciata, pattumiera che allo stato attuale fa comodo a qualcuno per distogliere gli Italiani dai veri problemi.

Vede, nel nostro bel Paese che si chiama Italia, quando ci si avvia ad una qualsiasi elezione sembra come per incanto che un qualche fatto clamoroso accada, dando così modo a maggioranza e opposizione di mettere carne sul fuoco e dimostrare chi è il più bravo a cucinarla.

I fatti accaduti a Rosarno, sono vecchi come il mondo e non accadono soltanto al sud, dove si è subito pronti a parlar delle varie mafie che manipolano queste situazioni e, mi permetta il termine, a sputare contro quel pezzo di Italia che va dalla capitale in giù, dipingendo gente della Campania “camorrista”, della Sicilia “ mafiosa”, della Calabria “andranghetista” o della Puglia “appartenente alla sacra corona unita”.

Non nego l’esistenza di tali organizzazioni!
Ma in quei posti ci vive anche tanta brava gente, tanti lavoratori, tante famiglie che hanno lo stesso problema del resto dell’ Italia: quello di arrivare a fine mese; quindi se fossero tutti mafiosi o altro, questo troncone dell’Italia sarebbe fiorente.

Le faccio una precisazione: io non sono del sud, sono di Roma, dove sono nato e vivo; ho avuto modo, per vari motivi, di andare al sud dove ho visto posti bellissimi, dove ho trovato gente comune semplice, cordiale, ospitale, che spesso non trovo nemmeno nella mia città natia e mi dispiace profondamente sentir sempre dipingere quei miei connazionali come scarti della società.
L ’Italia è una, unica e indivisibile e in ogni regione ci sono i pro e i contro.

Questa guerra si è scatenata tra poveri a Rosarno per motivi che non spetta certamente a me giudicare, “per questo ci sono gli scienziati in materia”.
Personalmente non approvo assolutamente quello che certa stampa dice, ovvero che gli Italiani sono razzisti e che quello che è accaduto a Rosarno è razzismo.
E' soltanto frutto di una incapacità di chi, delegato a gestire una situazione esplosiva del flusso immigratorio, ha un modus operandi molto labile nell’affrontare la lotta contro lo sfruttamento dell’immigrato; situazione che esiste in tutta l’Italia, isole comprese.

Lo sfruttamento esiste da nord a sud e non soltanto nel campo dell’agricoltura o nei confronti degli immigrati, ma anche nei confronti degli Italiani stessi.
Molti vengono fatti lavorare intere giornate, con una retribuzione, a volte, di nemmeno 500 euro al mese.
Tradotto in cifre: 500 per 26 giorni lavorativi = circa 20 euro al giorno, lavorando 8 ore al giorno pari a circa 2.50 di paga oraria e questo con tanto di contratti, se così si possono definire; questo da gente certamente non in odor di mafia o altro.
Le statistiche emanate dicono che è necessaria una soglia di 1.500 euro al mese ad personam per vivere.

A questo punto, visto che siamo in tema, mi permetto di farle notare ancora un altro aspetto, che mette a fuoco, a mio parere, come in Italia le cose stanno andando.
Si parla tanto di extracomunitari, di leggi, di clandestinità, di evasione fiscale, di lavoro nero; ritorniamo un attimo ai controlli e allarghiamo un pochino il discorso.

Coloro che fanno parte della comunità Europea, Paesi da poco entrati a farne parte come la Polonia o la Romania, non sono certo extracomunitari, vivono nel nostro Paese, alcuni lavorano alcuni no (chi non lavora sa solo lui come vive), molte di queste persone con famiglie composte da cinque persone, ovvero madre padre e tre figli, con un reddito dichiarato di 500 euro al mese frutto del lavoro della moglie, pagano un affitto di 600 o più euro al mese. Domanda: come fanno a vivere? Tutto il resto da dove esce?
Esiste del lavoro nero svolto dagli uomini, per lo più nel campo dell’edilizia non di certo a pochi euro al giorno, per il quale non viene pagato uno straccio di tassa, viene evaso il fisco e che favorisce così anche l’evasione fiscale da parte del datore di lavoro.
Inoltre questi lavoratori attingono a tutti i benefici: l’assistenza sanitaria, gli assegni famigliari per tutta la famiglia, benefici scolastici come mensa, libri ed altro, solo per i pochi contributi pagati dal lavoro della moglie.
In via subordinata vivono di illeciti guadagni.

Queste situazioni avvengono in tuta Italia sotto gli occhi di tutti, in particolare di chi dovrebbe, e ripeto dovrebbe, per compito istituzionale controllare certe cose. Ma lo fa?
Una domanda; la legge non dice che per soggiornare in un determinato Paese si deve dimostrare di essere in grado, ed avere i mezzi, per sostenersi?
O solo per il fatto di essere comunitari possono fare e disfare tutto a loro piacimento e semmai qualcuno di noi cittadini Italiani si permette di dire "a", soltanto "a", vien tacciato di razzismo..

Concludo, altrimenti non basterebbe la Bibbia per parlare di certi argomenti, quello che è accaduto a Rosarno è grave e vergognoso.
Non è con la violenza che si risolvono situazioni del genere, ma una cosa è certa e auspicabile: lo Stato e le istituzioni tutte hanno il dovere di attivarsi con immediatezza al fine di scongiurare altri episodi del genere.
Chi è delegato a certi compiti ha l’obbligo di controllare, intervenire e ristabilire le regole.

Ma una cosa deve essere chiara, a mio modesto avviso: ogni essere umano di qualsiasi estrazione esso sia, deve essere trattato come tale e non sfruttato e ghettizzato come purtroppo spesso accade.

Cordialmente

Silvano De Angeli
GENNAIO 2010


indice articoli