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“Ronde si Ronde no”

Nere, verdi, gialle, rosse e turchine Una idiozia politica.
I proclami di città più sicure, all’insegna della tranquillità e della sicurezza dei cittadini, si risolvono secondo i grandi cervelloni istituzionalizzando con una legge le così famigerate ronde.

Una legge che lascia molti dubbi. Sempre secondo i cervelloni, gruppi di tre persone armati di telefonino e di tanta voglia di fare per il prossimo dovrebbero dare ai cittadini la sicurezza tanto decantata.
Ma siamo seri, anzi siate voi seri, signori che ci governate, di qualsiasi colore politico siate, che avete avuto questo barlume di “intelligenza”; come potete pensare di risolvere il problema della sicurezza in questo modo. E non raccontate la barzelletta che l’istituzione delle ronde possa servire da deterrente per scongiurare certe situazioni di pericolo per i cittadini.
Da quando è mondo, la sicurezza e la pubblica incolumità è stata demandata alle onorate forze dell’ordine, che anche a sprezzo della loro vita hanno sempre dato il massimo per garantire ai cittadini la tranquillità, anche con pochi mezzi e uomini messi a disposizione dallo Stato e con stipendi... che non hanno nulla a che vedere con il rischio che corrono giornalmente.
Quante vite umane delle forze dell’ordine hanno lasciato questo mondo terreno, quanto sangue è stato versato da loro per garantire la sicurezza, quanti orfani hanno lasciato anche in tenera età, ed oggi vengono istituite le ronde, come a dire, a mio modesto avviso, “voi forze dell’ordine non siete in grado di adempiere in toto al vostro compito d’istituto”.
Già il fatto che sono stati posti in essere, ovvero in circolazione, militari dell’Esercito a pattugliare o controllare punti strategici aveva dato un senso di incapacità dello Stato stesso a fronteggiare certe situazioni; ma passi questo, in caso di necessità ben venga.
Sono sicuramente più titolati e preparati e non per ultimo sono un organo dello Stato, che rispetta dei ferrei regolamenti militari, dove a capo esiste gente che conosce la materia e sa di cosa si parla.
Ma le ronde, al di là di quel regolamento di attuazione, da chi sono dirette? Chi le dirige quale preparazione tecnico operativa ha per impartire direttive ben precise a chi poi viene messo nella strada a svolgere un compito così difficile e delicato?
Mi pongo e vi pongo alcune domande.
Iin questi ultimi tempi il problema più sentito è quello degli stupri, che avvengono in forma inaspettata per le malcapitate donne, in posti più o meno nascosti.
Secondo l’idea dei cervelloni, le ronde eviterebbero questo? In che modo? Ammesso che si trovino di fronte ad una situazione del genere cosa fanno? Chiamano con il telefonino le Forze dell’ordine!
Sì, ma hanno scongiurato l’evento delittuoso?
Ma secondo voi lo stupratore che fa, sta li ad aspettare che lo arrestino? E se è armato, come finisce per le ronde e la malcapitata di turno?
Umanamente, trovarsi dinanzi a situazioni del genere, dove sappiamo benissimo che può scaturire qualsiasi ed imprevedibile reazione dove può accadere di tutto, è fattibile questo?
Fin qui abbiamo parlato di stupri, ma di situazioni illegali, anche di una certa pericolosità, nella strada se ne possono incontrare e le ronde, lì ben visibili con quella pettorina gialla fosforescente, fanno una telefonata ed avvertono chi di dovere e scongiurano l’evento?
Io alla befana ho smesso di crederci da tempo.
Poi esiste un altro aspetto fondamentale che a mio modesto parere non va e non può essere trascurato: quello delle persone che andrebbero ad espletare un simile compito.
Al di là della preparazione si rischia di trovarci di fronte a gente un pochino esaltata, senza offesa si intende, che sentendosi investita di un incarico del genere si monta il "capoccino" sconfinando nell’illecito.
Per chiarire al meglio il concetto appena espresso vi porto un piccolo e banale esempio, premettendo che non intendo inveire nei confronti di un certo volontariato che stimo moltissimo, quello della Protezione Civile.
Questo tipo di volontariato, (fatto da persone squisite, lo stiamo vivendo in questo momento nelle zone terremotate) sta dando il massimo di se stesso sin dai primi momenti del tragico evento. Non c’è che dire.
Però essendo fatto di persone, spesso capita, e a me è capitato come credo a molti di voi, di vedere gente travestita da generale di corpo d’armata, che va in giro con palette e lampeggianti, attrezzatura demandata esclusivamente alle Forze dell’Ordine.
Capita spesso di vedere sempre alcuni soggetti demenziali che nulla hanno a che vedere con il vero volontariato, espletare servizi di controllo a mare(!) con asce e coltelli alla Rambo (oggetti che ritengo corrispondano ad arma impropria!) e quant’altro li faccia sentire, poverini, importanti e contenti di se stessi, bardati con tute, mimetiche o meno.
Ora ci mettiamo anche le ronde! Lascio a voi immaginare la confusione e i risvolti ai quali si potrebbe andare incontro.
Senza contare i rischi di un’operazione cervellotica che ha fatto addirittura partorire una legge così velocemente come fosse la cosa più importante nel nostro beneamato Paese in questo momento di crisi economica, di disoccupazione, di immigrazione continua e chi più ne ha ne metta.
Se andiamo ancora a mettere il dito nella piaga delle Forze dell’Ordine, mi chiedo e chiedo a voi: ”a che cosa servono i corsi di addestramento, di preparazione, i test psicofisici, ai quali chi aspira a diventare un tutore dell’ordine si deve sottoporre, senza contare le competenze che acquisiscono nei vari campi operativi, se comuni persone pur con tanta volontà e indubbiamente con uno spiccato senso altruistico possono scendere in strada a fare gli sceriffi della situazione solo perché una legge e un regolamento li autorizza a farlo?”.
Uno Stato Democratico deve garantire, come sancito dalla costituzione, la sicurezza e la pubblica incolumità della popolazione con mezzi idonei, con personale istituzionale demandato e preparato ad assolvere un compito così delicato rischioso e non facile. Non con misure ibride che iniziano in un modo e non si sa come possano finire, o forse si.
Qualcuno sa dove vuole arrivare con certe soluzioni che ritengo a mio avviso molto barbine e forse anche un po’ troppo sconsiderate.
Ottobre 2009 -
Silvano De Angeli

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