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MALAPOLITICA

Egregio direttore,
Uno dei principali argomenti, in discussione in questo periodo, è quello concernente le prossime elezioni amministrative, relative al rinnovo dei governi di alcune Regioni, Province e Comuni.
Ritengo questa l’occasione opportuna per tentare una correzione alla mala politica.
Sappiamo che ciascun candidato durante la sua campagna elettorale, oltre a fare le pulci agli avversari, anche cercando di screditarli agli occhi dell’opinione pubblica, enuncia il proprio programma pieno o stracolmo di promesse o d’impegni tesi a realizzare una serie di progetti. Così è sempre stato e così sarà anche stavolta.
Ora rivolgo una domanda al connazionale elettore qualunque, come si suole dire al cittadino della strada, al politico ed all’esperto: possiamo chiedere e pretendere dai nostri dipendenti, perché tali devono intendersi tutti gli amministratori eletti, che nel suo programma di leader candidato Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione, inserisca l’ammontare della spesa annuale relativa al suo costo e della sua amministrazione. In tal modo ciascun elettore, nella valutazione complessiva, oltre alle opere in programma considererà la simpatia per il partito, la serietà e professionalità del leader e degli altri candidati della lista e la parte non meno importante: quanto ci costerà quella compagine rispetto alle altre.
Faccio un esempio: gli elettori della Provincia Autonoma di Bolzano se avessero saputo che solo il Presidente si sarebbe assicurato una volta eletto un appannaggio di….ben 480.000,00 euro l’anno, l’avrebbero eletto? Non credo. Egli ha saputo che qualcuno ha criticato quest’eccesso e si è anche adombrato obiettando: “Io lavoro tanto e bene per 12 ore il giorno”. Visto che lavora tanto e bene è perché le forze e le capacità glielo consentono, ma è sempre e in ogni modo un eccesso, uno sproposito, una vergogna. Lo stesso vale per tanti altri amministratori, compresi i Segretari Generali del Senato e della Camera. Un giornalista, un redattore, un conduttore TV, può fare un’indagine e dirci come si è arrivati a questi paradossi, a questa scalata continua ed alternata tra i vari soggetti politici e no.
Un’ultima domanda e la rivolgo ad un costituzionalista od altro esperto in materia:
Sarebbe possibile ed opportuna o meno una legge che desse il potere ad un’unica istituzione incaricata di stabilire le retribuzioni massime di tutti gli amministratori pubblici, compresi quelli delle regioni autonome e delle province autonome?. Potrebbe essere, ad esempio, il Ministero della Funzione Pubblica o la Corte dei Conti.
In tal modo, oltretutto e forse, sparirebbero anche tanti politicanti (dal dizionario enciclopedico: chi si occupa di politica per ambizioni e per tornaconto personale, con scarsa competenza e con mezzi poco onesti, perfino intrigante e faccendiere) di cui questo Paese abbonda.
Ovviamente con l’occasione andrebbero riveduti e corretti anche i costi di tutte le istituzioni pubbliche, compresi Camera, Senato, Presidenze ecc. ecc.
Cari lettori riflettete un po’ su questi problemi e non lasciatevi distrarre molto e soltanto dal pallone, dai pacchi di rai uno, dal grande fratello, escort ed altro.
Mi aspetto qualche commento, grazie e cordiali saluti.


Martino Pirone
08/01/2010

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