IMMIGRAZIONE
L'emigrazione è un fenomeno sociale che porta una parte delle popolazione a spostarsi dal proprio luogo natio. Esso può essere legato a cause ambientali, economiche o sociali, spesso tra loro legate.
Quando vengono a mancare le condizioni necessarie di vita dell'uomo, questo è spinto a cercare un luogo diverso da quello di origine dove cercare miglior fortuna. Le motivazioni possono essere le più diverse: economiche, politiche, guerre in atto. La separazione dalla terra d'origine è sempre sentita come una frattura nella vita personale.
Sono sempre esistiti due tipi di emigrazione: quella temporanea e quella permanente.
L'emigrazione temporanea è quella che caratterizza i fenomeni migratori di manovalanza, mentre è molto più difficile descrivere l'emigrazione quando si tratta di una permanenza per vari anni.
Queste persone cercano di far fortuna ed accumulare quel capitale necessario per acquistare un terreno od una attività propria nella terra d'origine.
In questi ultimi anni il flusso migratorio in Italia come in tutta Europa, ha visto l'arrivo di molta gente provenire da molti paesi, in particolar modo dai paesi dell'est (Ucraina, Polonia, Romania) portando incrocio tra varie etnie, con usi e costumi diversi.
Da alcuni questa situazione è vista come un fenomeno multietnico culturale, da altri come un' invasione barbarica.
Questa controversia mentale tra le popolazioni ospitanti va ricercata nel fatto che molte persone identificano la maggior parte degli stranieri bisognosi come persone arrivate nell'altrui paese con l'intenzione di delinquere e legarsi alla criminalità locale.
Se vari fatti di cronaca evidenziano spesso atti criminosi compiuti per mano di stranieri, nel rovescio della medaglia vanno evidenziati alcuni aspetti fondamentali: quanti sono gli atti criminosi da parte degli stranieri in confronto a tanta gente immigrata che lavora, inserendosi nel tessuto sociale del paese che li ospita?
Si è certi che si tenda realmente una mano a questa gente per il loro inserimento? Essendo ormai il problema divenuto un fenomeno mondiale e inarrestabile, la cosa più importante a questo punto è che i paesi ospitanti, di comune accordo con i paesi di provenienza, stringano accordi bilaterali al fine di regolamentare seriamente i flussi migratori, controllando l'effettiva e veritiera situazione lavorativa nel paese di arrivo, impedendo l'ingresso a chi non ha un lavoro e relativi mezzi di sostentamento.
Pur rimanendo nella piena convinzione che la cosa non sia facile e non trascurando l'aspetto umano, solo in tal modo si potrà parlare di società multietnica, composta da persone di origini diverse.
In Europa esiste una profonda incertezza sul fenomeno, anche in considerazione della scarsa natività in alcuni paesi di origine, contrariamente alle minoranze che potranno assumere con gli anni una situazione demografica di maggioranza, con un punto interrogativo anche inquietante; come sarà la coesistenza di tradizioni e culture diverse? Quindi, un'altra esigenza primaria è quella di preparare le popolazioni ad una società multietnica, al fine di garantire una integrazione civile, economica e culturale, nel rispetto totale di tutti gli esseri umani.
Una mia personale opinione, parlando più specificatamente del nostro paese, è che ci vorrebbero più fatti e meno parole, meno demagogia politica, meno scontri politici di qualsiasi colore essi siano, solo cosi i cittadini vedrebbero che ai signori politici sta a cuore il benessere della popolazione; e questo non soltanto sul tema dell'immigrazione, ma in tutti i campi della vita quotidiana. Silvano De Angeli |