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IL DRAMMA DELLA POVERTA' Lei, Emilia, si fa il segno della croce, piange, si chiede se ha fatto bene a denunciare quello sporco criminale, quel Nicolae, suo vicino di baracca. Emilia, venuta da Sibiu (Transilvania), 46 anni, vive con due figli; gli altri tre sono rimasti nel suo paese nativo insieme al marito. Vive in una baracca, sulle sponde del Tevere, avvolta da fogli di plastica, come un pacco. Si sente fortunata perchè nella sua baracca ci vivono in tre, lei e due dei suoi figli. La polizia, con molto rispetto, la fa salire sull'auto per portarla in Questura quale testimone, sotto gli occhi dei figli che si chiedono cosa succederà alla propria mamma. Non perchè è una nomade significa che sia cattiva, è solo vittima del dramma della povertà di quel paese. Emilia deve essere un esempio per i cittadini di tutte le nazionalità, ma in particolare per i rumeni, per quei rumeni che lavorano onestamente e magari hanno la fortuna di vivere in una casa calda e che , in certi casi, non si accontentano neppure di ciò che hanno. Perchè nella vita non esistono solo i soldi, ma l'amore verso il prossimo, i valori umani troppo spesso dimenticati da chi sa solo prendere e nulla sa dare.Ciao Emilia, sei un esempio di civiltà. Sono sicuro che per te la vita cambierà e che qualcuno, magari italiano, ti tenderà una mano amica. |