“Pronto? Buongiorno, ho visto il cartello con la dicitura ‘affittasi appartamento’; vorrei saperne di più”.
“E’ italiano lei?”
“ Si!”
“No, noi affittiamo solo a stranieri”.
Questo è ciò che gli italiani si sentono rispondere in più circostanze, quando sono all’affannosa ricerca di un appartamento. La canzoncina è sempre la stessa: gli stranieri pagano, gli italiani no.
Fermo restando che non sempre è così, le motivazioni che portano a questo tipo di scelte, senza girare troppo intorno al problema, sono rappresentate dal fatto che affittare agli stranieri è più conveniente perchè sono disposti a pagare il prezzo più alto imposto, oppure perchè spesso si evita la registrazione del contratto o perchè si praticano contratti annuali di appartamenti ammobiliati (con due pezzi di legno per mobilio e quattro materassi), con spese condominiali a totale carico dell’inquilino, con contratti di utenze che rimangono a nome dei proprietari e con conseguente aggravio di spese (a causa delle tariffe superiori applicate) a danno dell’affittuario, e così via.
Un vero mercato fiorente per i furbetti. Furbetti che sanno, ma non sanno; o meglio, fanno finta di non sapere che per uno straniero che affitta una casa ci vivono poi in altri 10, dividendo fra loro l’importo delle spese, quando non subentra poi da parte degli stessi stranieri un’ulteriore speculazione nei confronti dei loro stessi connazionali; tutto ciò senza contare che il subaffitto è vietato e che la mancata denuncia dei nomi delle persone che realmente vivono in quell’appartamento è un reato.
Quindi, sia gli italiani che affittano e sia gli stranieri, chi per un modo, chi per un altro, in certi casi infrangono la legge.
Non che il sottoscritto voglia scoprire “l’acqua calda”, sono cose che si sanno ma, andando avanti di questo passo, gli italiani dove andranno ad abitare? Le giovani coppie, quando formano un famiglia, quei giovani che qualcuno ha definito “bamboccioni” come fanno a formarsi una propria vita quando, nel caso in cui lavorino, gli affitti sono quasi pari al loro stipendio, se non più alti?
E poi basta sentire, da parte di certi stranieri, la frase a loro più congeniale: “gli italiani ci sfruttano, sia sul lavoro e sia sugli affitti”, o altro, perchè se questa situazione si è creata è proprio grazie all’arrivo indiscriminato di stranieri in Italia. Vorrei rispondere, con il massimo rispetto, a questi nostri ospiti che non li abbiamo certo chiamati noi per farli venire nel nostro paese; loro sono venuti e noi italiani, con l’altruismo che ci ha sempre distinti, li abbiamo accolti, in alcuni casi anche aiutati, senza chiedere il loro grazie. Eppure, loro si sono chiusi nelle loro comunità, hanno prima preso e poi, in certi casi (lasciatemelo dire), non hanno usato molto riguardo nei confronti di chi ha teso loro una mano.
Non vorrei essere tacciato da “razzista”; al contrario, sono una persona altruista che non ha mai fatto distinzioni di colore della pelle, di razze o religioni. La mia è solo un’opinione personale, non è certo il Vangelo, ma sono convinto che se chi di competenza non inizierà a fare accertamenti più incalzanti sul fenomeno degli affitti, la situazione diverrà sempre più problematica, anche sotto un profilo di reciproca convivenza tra più etnie. E’ vero che l’Italia è il paese del sole, della pizza e degli spaghetti, ma non è certo il “paese dei campanelli” e nessuno porta l’orecchino al naso (anche se, per qualcuno può essere una moda). Non occorrono nuove leggi, basta applicare quelle in essere, in ogni campo.
Bisogna, comunque, dare atto agli stranieri che il mercato degli affitti, nei loro confronti, il più delle volte è vergognoso e indegno; un atto di vera estorsione nei confronti di persone già provate dal fatto di essere state costrette a lasciare la propria terra per bisogno e di questo, certi italiani, ne devono prendere atto. Fare i furbetti, affittare box e scantinati ad uso di civile abitazione, approfittando del bisogno di questa “povera gente”, facendoli vivere anche in condizioni indegne e arricchirsi alle loro spalle è una vergogna per il nostro paese. |