A PROPOSITO DI ABUSIVISMO
Mi permetto di esprimere una riflessione sull’abbattimento in corso delle case ad Ischia e nel Lazio.
E’ una palese ingiustizia e ciò per i seguenti motivi:
a) - la legge non è applicata in maniera uniforme difatti, considerando che solo lungo i quasi 8.000 chilometri di coste italiane vi sono migliaia e migliaia di abusi edilizi (ville, seconde case, alberghi, ristoranti, condomini ecc.) non perseguiti oppure con procedimenti giudiziari in corso da anni che non vedranno mai la fine, perché prendersela soltanto con chi in buona fede ha comprato o costruito la propria abitazione? Con licenza edilizia, rogito notarile, mutuo bancario?
b) - perché la magistratura prima di arrivare ai proprietari non ha inquisito e condannato i principali responsabili? Ad esempio gli amministratori che hanno rilasciato le licenze, gli organi preposti al controllo del territorio ed i notai che non hanno accertato la regolarità delle licenze e quanto altro?
c) - ci permettiamo, inoltre, in piena crisi economica buttare al vento decine di miliardi di euro, che è il valore degli immobili, pur sapendo che quella gente poi sarà a carico della collettività (case popolari), visto che non ha soldi per comperare un’altra casa.
A questo punto dovrebbe intervenire il Governo se non il Parlamento ed affrontare il problema in modo definitivo e non lasciare la mannaia in mano a giudici con facoltà di calarla o no sulla testa di uno o di un altro.
Colgo l’occasione per lanciare delle proposte in merito a questi problemi.
1) Riconoscere agli amministratori maggiori responsabilità nel rilascio delle licenze e maggiori controlli per ogni attività edilizia che è avviata.
2) Riconoscere la competenza in materia d’abusi edilizi che hanno l’Associazione “Lega Ambiente” e la sua Goletta Verde, assegnando loro l’incarico di visionare e vistare la pratica edilizia prima dei lavori, almeno nelle aree protette, se non ovunque.
3) Esaminare e valutare se è il caso di abolire i notai, oppure renderli
maggiormente responsabili per gli atti che redigono.
4) Abolire la prescrizione dei reati (ora di 2 anni) per i loro errori.
5) Fissare un numero massimo di atti che ragionevolmente e coscienziosamente
un notaio può redigere in una giornata.
6) Consentire anche ad altri professionisti idonei, avvocati e commercialisti di
redigere i contratti della compra vendita d’immobili, almeno fino ad un certo
importo (all’estero è uso comune).
7) Ancora più opportuno (maggiore garanzia e vantaggio economico per l’utente)
sarebbe affidare l’incarico ai funzionari dell’Agenzia del Territorio e/o
dell’Entrate, adeguatamente remunerati per la loro maggiore responsabilità.
8) I contratti di mutuo potrebbero essere predisposti da un funzionario
della banca e da questi firmati con l’utente alla presenza di un professionista di
fiducia di quest’ultimo, avvocato, dottore commercialista o ragioniere
commercialista.
I nostri parlamentari avranno la forza ed il coraggio di affrontare la casta dei notai?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Martino Pirone – 31/01/2010
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