La mia casella di posta elettronica
non è un bidone dell'immondizia!
Ovvero: difendersi dallo SPAM.
di Barbara Righini
Questa volta ci occuperemo di un problema fastidioso quanto le telefonate di telemarketing alle due del pomeriggio: l'invasione di e-mail indesiderate.
Chi di voi, scaricando la posta elettronica, non ha visto comparire messaggi pubblicizzanti Viagra, sistemi promettenti miracolosi ingrandimenti di parti intime
maschili, oppure pubblicità aziendali in qualche modo attinenti alla propria attività professionale?
Il fenomeno, vecchio quanto Internet, è noto ai più come SPAM, dall'omonima carne in scatola statunitense, per alcuni talmente poco appetibile da essere diventata
sinonimo di spazzatura; secondo altri, invece, usata come tormentone in un film dei Monty Python, tanto da provocare un rumore di sottofondo capace di rendere
inascoltabile qualunque altra parola. Tradotto in pratica, consiste nell'invio indiscriminato di una stessa e-mail pubblicitaria ad un numero imprecisato di indirizzi,
reperiti attraverso vari sistemi. Il più ovvio è la ricerca di quelli pubblicati su forum, newsgroup, mailing list. Una raccolta di questo tipo si presta particolarmente
all'invio di advertising "mirati" sui gusti dell.utente, ricavati dagli argomenti di discussione delle comunità online in cui l'email è stata trovata. Ci sono poi invii di
mass-mail automatici, attraverso appositi software che letteralmente inventano gli indirizzi. Il sistema gioca in questo caso sulla quantità: su 1000, ve ne sarano
almeno 100 esistenti, o anche di più.
Difendersi dallo spam al 100% è impresa davvero ardua, data l'invasività della pratica, tuttavia non disperiamo! Qualche piccolo accorgimento per ridurne la
portata esiste.
1) Non utilizzate la stessa e-mail che adoperate per lavoro e per la cerchia ristretta di corrispondenti per iscrivervi a forum, newsgroup, mailing list, newsletter, ovvero a luoghi di discussione virtuali dove può essere letta da più persone se non da chiunque.
2) Mascherate l'indirizzo che utilizzate pubblicamente. Facciamo un esempio pippo@casamia.com diventerà pippo@TOGLIMIcasamia.com. Ciò impedirà ai "robot" segugi di individuare il vero indirizzo.
3) Filtrate la posta. Ogni software per la gestione di posta elettronica degno di questo nome prevede un sistema per filtrare i messaggi in arrivo attraverso parole chiave. Premesso che filtrare direttamente il mittente non servirebbe. anche il mittente è generato automaticamente da appositi programmi, che lo rendono sempre diverso si può tentare di filtrare il corpo del messaggio o l'oggetto che contengano determinate parole, come ad esempio viagra.
4) Non rispondete mai alle e-mail di spam! Questo è un errore in cui è facile cadere, dato che spesso i messaggi riportano una frase di questo tipo: "se
non desidera ricevere più questo genere di email, clicchi qui per disabilitarsi". Non cascateci. Altro non è che un sistema utilizzato per controllare che il vostro indirizzo esista davvero (se rispondete, esistete!).
5) Non rispondete alle "Catene di S. Antonio", ovvero a tutti quei messaggi che consigliano di rimandare l'email ricevuta a quanta più gente potete per avere in cambio fortuna, denaro, amore o quant'altro. E. spam anche questo.
6) Per quanto attiene ad email di spam italiane, potete avvisare il garante della privacy. Spammare è vietato dalla legge italiana. Più informazioni al sito www.garanteprivacy.it.
Infine, rassegnatevi a cestinare con un click le infiltrazioni che supereranno tutti i vostri accorgimenti. Come vi ho detto, lo spam non è totalmente
eliminabile, quindi imparare a conviverci è la base di un rapporto sereno e duraturo con la Rete. (non il nostro giornale! . ndr)
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