Perché molta gente finisce in mano agli usurai o si lascia andare a gesti inconsulti?
Premetto che i contenuti di questo mio scritto sono fatti reali di vita quotidiana, ne parlo con ragion di causa in base all’art. 21 della Costituzione Italiana che recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".
Tutto purtroppo si fa con il dio denaro, ieri la lira oggi l’euro, che è un mezzo di sopravvivenza per molti e di sfarzo per altri che ne fanno uso indiscriminato in questa società che ancora si vuol definire civile e democratica con lauti stipendi e laute pensioni e che si arricchisce alle spalle della povera gente.
Si sa, è sempre esistito il ricco e il povero, ma ora vediamo sempre più gente, famiglie e pensionati sprofondare nella più profonda povertà.
Non a caso sono aumentate le persone che fino a ieri conducevano una vita non ricca ma vivevano dignitosamente, mantenevano la loro famiglia con quel poco che però garantiva loro di mandare i figli a scuola, di compragli un paio di scarpe, pagare l’affitto o il mutuo; oggi hanno dissacrato e sfasciato il matrimonio, la loro convivenza, la loro famiglia e sono ridotti a rivolgersi alla Caritas o ad elemosinare e dormire per la strada.
Perché hanno perso il lavoro, sono stati sfrattati per morosità, gli hanno tolto la casa, perché le banche hanno messo la loro casa all’asta o sono incappati nelle maledette forche caudine delle banche, finanziarie, recuperi crediti o la famigerata Gerit Equitalia, o perché costrette a rivolgersi al mondo dell’usura per sopravvivere (?).
Il potere economico, il denaro, gira in mano alle banche, alle finanziarie; è un commercio come un altro.
Il fruttivendolo vende frutta e verdura, loro denaro, ma a chi lo vendono?
Principalmente a chi non ne ha bisogno.
Le banche come le finanziarie anche per piccole somme chiedono garanzie, il che è anche giusto, vogliono tutelarsi, anche se ci sarebbe molto da dire sui metodi e sulle entità delle garanzie richieste (su un mutuo prima casa viene accesa un’ipoteca pari al doppio della somma erogata); le cose cambiano poco da banca a banca e da direttore a direttore.
Gli interessi praticati dalle banche sono di un tipo, quello delle finanziarie di un altro.
La cosa che più fa riflettere è che in molti casi il cittadino si rivolge alla banca e si vede erogare il prestito da una finanziaria; strana la cosa, la banca vende il denaro degli altri, ma come funziona?
Per meglio esprimere il mio concetto e punto di vista personale tratterò l’argomento parlando singolarmente di ogni soggetto “imputato”.
Banche: tutte con una tradizione alle spalle, tranne alcune di nuova generazione trasformatesi da ex finanziarie.
Il loro lavoro consiste nel far circolare denaro, raccogliendolo tramite i conti correnti più o meno cospicui da parte dei cittadini che vanno dal pensionato o normale lavoratore che accredita pensione o stipendio, ai commercianti ecc. ecc., ed agli investitori sui titoli; per espletare questo lavoro la banca percepisce delle commissioni che variano da istituto a istituto.
Tutto questo lavoro viene condotto dalle agenzie bancarie tramite personale che dovrebbe consigliare al cliente il miglior prodotto, agenzie condotte da un direttore le cui capacità di comunicazione variano da persona a persona, alcuni ti guardano in faccia, altri ti giudicano dai numeri del loro computer, (In altre parole, il cliente viene giudicato dalla consistenza del conto).
La cosa che più mi fa sorridere, anche se ci sarebbe da piangere, sta nella quantità di denaro che questi istituti spendono in pubblicità, promettendo mari e monti nella concessione di piccoli prestiti, ma che, all’atto pratico, si rivela, a mio avviso, come pubblicità spazzatura o addirittura, a volte, ingannevole; denaro che se venisse risparmiato potrebbe veramente favorire la clientela, con condizioni migliori e servizi più efficienti con ampliamento della base creditizia, facilitando l’accesso al credito (ma si sa che le banche non sono istituti di beneficenza), contribuendo ad alleggerire la disoccupazione giovanile assumendo qualche giovane in cerca di lavoro, valutandone il grado di istruzione e le capacità e non il parentado più o meno illustre! Ma questo, si sa, è chiedere troppo!
Ci sono figli e figli!
Nipoti e nipoti di amici degli amici…!
Pensate poi che in certe località apre un agenzia bancaria perché quel tale politico ha detto si, prima si costruiscono dei locali, guarda caso, strutturati a misura da costruttori amici o parenti di Tizio o Caio, poi una banca, i cui vertici sono vicini a Tizio o Caio, affitta proprio quei locali!
Ma si sa, il sottobosco politico è lussureggiante. Purtroppo!
Tornando al puro, se cosi si può definire, rapporto tra banche e cliente, il cliente deposita i suo risparmi nelle banche percependo interessi da piangere, le banche si rivendono il denaro con interessi che le fa ingrassare e ridere.
Quello che prima accennavo, ovvero la richiesta di eventuali piccoli prestiti che il cliente richiede alla banca, (piccoli prestiti reclamizzati a tassi competitivi rispetto alle finanziarie) non si capisce perché in taluni casi tale prestito viene poi concesso non dalla banca a cui è stata fatta la richiesta ma da una finanziaria, a tassi guarda caso, maggiori; domanda: ma il solerte impiegato percepisce lo stipendio dalla banca o dalla finanziaria?
Quindi vedete, ci sono molti lati oscuri nel rapporto tra banche e cliente.
Approfondiamo un altro aspetto: l’incidente di percorso nel rapporto.
Se qualcosa va male, se il cliente si trova in difficoltà anche momentanea, l’interlocutore, ovvero il direttore, se è quello che ti guarda in faccia cerca soluzioni, se è quello che guarda solo il computer ti sputa, anche se diplomaticamente, in faccia.
Generalmente, specie nelle agenzie bancarie di nuova apertura, il rapporto è un pochino più umano, vuoi perché hanno bisogno di incrementare il numero di clienti, vuoi perché la persona del direttore risulta essere più aperta e un tantino più umana, il rapporto fila liscio anche in presenza di difficoltà, sempre nei limiti consentiti si intende, ma qualche tempo dopo cambia il direttore; arriva quello che io definisco il tipico “castiga matti”, che guarda solo il computer e il rapporto cambia: è arrivato l’uomo del monte e ha detto no.
Quello che crede di salvare il mondo, di ripulire la spazzatura, che si deve fare bello dinanzi ai capi, che, magari, è alla sua prima esperienza e crede di sapere tutto. Saprà forse di tecniche bancarie, ma di rapporti umani sicuramente è a zero.
Concludo il capitolo banche esprimendo il mio personale pensiero: sono carrozzoni gestiti male, che gestiscono il denaro degli altri con forme molto discutibili e con personale, per fortuna non tutto, al limite della conoscenza bancaria, messo là spesso per grazia ricevuta.
Carrozzoni che spendono cifre non indifferenti per pubblicità e sponsorizzazioni, argomento molto discutibile anche questo, mentre se si trovano di fronte a casi umani se ne fregano altamente (non sono istituti di beneficenza!).
Finanziarie: esercitano in parte lo stesso lavoro delle banche ma con forme e metodologie diverse: vendono denaro per le più diverse motivazioni, finanziano acquisti e rateizzano in vari mesi con tassi di interesse spesso appena al di sotto del limite di usura.
I metodi ed i tempi di erogazione dei prestiti personali da loro pubblicizzati sono molto più rapidi degli istituti di credito ordinari..
Fino a questo punto nulla da eccepire, il rapporto di rimborso avviene generalmente tramite rid bancario e in alcuni casi tramite bollettini postali.
Direte cos’ è che non va?
La stessa cosa delle banche, la differenza consiste nel fatto che con queste venditrici di denaro non esiste un contatto diretto, solo tramite telefono o per iscritto, il cliente parla o scrive, riceve risposte senza sapere con chi sta conducendo il dialogo.
Se il rapporto fila liscio tutto è bene quel che finisce bene, se ci sono problemi, insoluti, ritardi da parte del cliente loro non ti conoscono più perché la tua pratica è finita in mano a società di recupero crediti, quando addirittura il tuo credito se lo sono venduto a “chissachi” a cifre stracciate.
Una mia considerazione: non sarebbe più logico trattare con il cliente, ascoltarlo e fare un eventuale piano di rientro? No, loro se ne fregano del cliente che conoscono solo tramite un numero di pratica e come tale lo trattano.
Non puoi pagare? Problemi tuoi, io non ti conosco più.
Che squallore! Loro le uniche cose che fanno sono segnalarti alle banche dati (centrale rischi) come cattivo pagatore e fregarsene.
Recupero crediti: sono società che si interessano di recuperare i crediti per conto di finanziarie o altro, il loro compito è quello di contattare il cliente e trovare forme di intesa atte a regolarizzare la propria posizione di insolvenza bonariamente.
Si potrebbe dire un lavoro come un altro, ma non sono tutte rose o fiori, in molti casi il povero cliente malcapitato si trova di fronte a veri e propri aguzzini senza scrupoli, che inizialmente, riferendosi ad articoli di legge scrivono lettere minacciose, poi alzano il tenore minacciando questo e quell’altro mondo, telefonano con modi di basso ceto al limite della minaccia fisica, intimoriscono, chiedono assegni a garanzia post datati (fuori legge), caricano di spese il cliente, mandano incaricati presso le abitazioni dei clienti a chiedere informazioni ai vicini di casa violando la legge sulla privacy, cercano in internet l’email del malcapitato e scrivono; magari poi non è nemmeno la persona che cercano e ti sputtanano.
In altre parole: alcune di queste società sconfinano nell’illecito con veri e propri tentativi estorsivi. Ma questi aguzzini chi li autorizza ad esercitare il loro lavoro in questo modo? Chi sono questi furfanti nascosti dietro un telefono?
Il mio personale giudizio: degli schifosi vermi e topi di fogna (senza offesa per vermi e topi di fogna).
Gerit Equitalia: ente di riscossione dei tributi, tasse multe e varie, un altro carrozzone che costa allo Stato e ai contribuenti, ma mi domando: tutti questi apparati dello Stato, regioni, provincie e comuni non hanno uffici appositi con personale esistente per curare le riscossioni?
No, demandano il tutto, tanto che importa? Paga il contribuente.
Questi “signori” della riscossione mettono ipoteche o pignoramenti sulle case, attuano fermi auto e quanto altro senza che il contribuente sappia nulla.
E’ capitato molto spesso, anche per pochi euro e ci sono denunce per questo.
Uun caso eclatante fu quello di Genova dove un pensionato malato gravemente si è visto pignorare la casa per 60 euro.
Ma grandi “signori” che ci governate, fate pace con il cervello; le banche, le finanziarie sono dei privati, voi siete lo Statooooo… voi dovete aiutare i cittadini, il popolo, non metterlo in mano ad altri aguzzini. Ma cosa state facendo oltre che a prendere lauti stipendi e altro o dormire o giocare sui banchi dei palazzi del potere o fare leggi garantiste per chi vi conviene? Non guardate il popolo dall’alto in basso, la povertà sta fuori dei palazzi. Vergognaaaa!
Banche dati (centrali rischi): sono un raccoglitore di dati creditizi atti a raccogliere informazioni di coloro che intrattengono rapporti con banche e finanziarie (mutui – prestiti ) dove viene annotato l’andamento del rapporto. Concessioni, ritardi nei pagamenti, insolvenze, in altre parole una schedatura dell’individuo che se incappa in queste situazioni si trova rovinato. Ci sono due tipologie di centrale rischi, quella della Banca D’Italia e quelle di alcune società private. Pur ritenendo giusto il sistema informativo a tutela del credito, nello stesso contesto ritengo una forma di schedatura che mette in condizioni la gente di non poter usufruire di forme di credito regolare e in casi di grave necessità a rivolgersi al mercato illegale e clandestino del denaro, ovvero quello dell’usura, con tutti i risvolti negativi che comporta.
La cosa che mi fa riflettere è quella che da una parte lo Stato combatte l’usura e dall’altra, con queste forme di schedatura anche se forse “inconsapevolmente”, la alimenta.
Credo che in primis la Banca d’Italia e lo Stato tutto dovrebbe prendere in esame questa drammatica situazione, specie in un momento di crisi economica come quello in cui versa il nostro Paese, dove molta gente oltre che arrivare ad andare in mano agli usurai non si lasci andare a gesti inconsulti, come spesso le cronache ci raccontano.
Nella conclusione di questo mio scritto esprimo sempre il mio pensiero personale, ma avendo avuto modo di parlare con molta gente anche disperata credo di interpretare il pensiero di molti.
Il nocciolo della questione sta nel fatto che molti cittadini, sotto il profilo economico, sono letteralmente a pezzi, vivono o sopravvivono nella più assoluta incertezza di vita, preoccupati per i loro figli che non trovano lavoro e per non essere più in grado di tirare avanti.
La povertà aumenta vertiginosamente, la fiducia nelle istituzioni è meno di zero, tutti gli attori citati sopra fanno e disfanno a loro piacimento, mentre nelle istituzioni che hanno il dovere di essere garantiste nei riguardi dei cittadini nulla si fa per tutelarli.
Per certi lor “signori” si preoccupano e cercano di trovare soluzioni ad personam.
E’ veramente uno schifo, una vergogna tutta italiana.
Non è solo il cittadino che deve risparmiare e stringere la cinta ma in primis l’apparato dello Stato tutto di qualsiasi colore politico esso sia.
Voi direte ma perché certe situazioni non vengono denunciate?
La risposta è semplice e spontanea: la gente ha paura di ritorsioni di ogni genere e non ha più molta fiducia nelle istituzioni!
Silvano De Angeli
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