Riflessioni sul pensiero e i rapporti interpersonali
Non c’è dubbio che la qualità della nostra vita su questa terra sia determinata dai rapporti che abbiamo con gli altri, esistiamo e impariamo a vivere con le esperienze che la vita ci insegna.
Ci rapportiamo con la gente, con gli animali, con la città, con la natura, con la nostra cultura e quella degli altri paesi, ma una cosa spesso dimentichiamo: che prima di rapportarsi con tutte queste cose ed in particolare con i nostri simili, ci dobbiamo rapportare con noi stessi e non dare mai nulla per scontato, per certo; questo perchè siamo esseri umani con pregi e difetti, ed è importante prima di rapportaci con gli altri conoscere a fondo noi stessi e i nostri difetti, solo cosi potremo capire gli altri e farci capire.
La vita spesso ci mette a dura prova in varie situazioni, con le esperienze negative che impariamo a convivere con gli altri, la nostra ragione dell’essere si sviluppa in noi quando ci rapportiamo con il prossimo.
Quando nasciamo, i primi che vediamo sono i nostri genitori, il primo vero impatto con la vita avviene quando si comincia ad andare a scuola, dove ci rapportiamo con i nostri coetanei, con la maestra/o, ma siamo alle prime esperienze di vita collettiva; crescendo si avanza con gli studi frequentando sempre coetanei ma di età superiore, poi la prima comitiva di amici/che, la prima discoteca dove si ingrandisce il rapporto collettivo.
Passata questa fase, si intraprende il lavoro quindi nuova gente, nuovi rapporti, in linea di massima ci si sposa o si convive dove inizia un nuovo rapporto, nuove forme di vita di coppia con caratteri in genere diversi.
Pertanto non possiamo non riconoscere che la vita sia fatta di rapporti interpersonali.
Ma ci siamo mai soffermati a riflettere su quale sia l’energia e la fonte che alimenta i nostri rapporti con gli altri?
Io si.
Nella vita si commettono molti errori, è umano ma se non riusciamo a capire cosa ci ha portato all’errore, perseveriamo, ci ricaschiamo, perseveriamo e perseverare si dice sia diabolico.
I fattori fondamentali nel rapportarci con gli altri vengono determinati da tre aspetti fondamentali: la parola, ovvero la nostra espressione verbale che usiamo, la corporeità riferito alla nostra altezza e al nostro peso, l’approccio comportamentale, il modo come ci comportiamo nei rapporti con chi abbiamo di fronte a noi.
Se ci soffermiamo su questi tre aspetti e seriamente ci giudichiamo, possiamo capire quello che a volte non funziona nei rapporti con il prossimo; noi con la parola, con la nostra dialettica siamo in grado di affrontare le varie evoluzioni della vita, purché questa venga usata in modo corretto, civile; come io sono consueto dire, prima di parlare contiamo fino a dieci e diamo al cervello la possibilità di accendersi, così evitiamo di non farci capire o di essere fraintesi, evitando altresì che un problema risolvibile diventi irrisolvibile.
Il fatto di essere alti, robusti, non ci può portare a pensare che se abbiamo a che fare con un individuo più piccolo, basso, magro, di stazza inferiore alla nostra persona, noi siamo avvantaggiati nei suoi confronti; sarebbe un errore di sottovalutazione dell’altrui individuo.
Infine il comportamento, sempre accendendo il cervello, quando ci confrontiamo con un’altro o altre persone, il modo di presentarci, di comportarci, è fondamentale, dobbiamo essere noi stessi, spontanei e naturali, ridere, dialogare, ascoltare, rispondere alle domande in modo appropriato e senza voler per forza prevalere, non cercare di aver ragione anche quando non l’abbiamo, far valere le nostre ragioni con fermezza e fatti alla mano, non con prepotenza; non pensare che perchè si possiede magari la macchina nuova, il telefonino di ultima generazione o l’abbigliamento firmato si possa essere superiori all’altro, perché sotto sotto non sappiamo mai con certezza con chi abbiamo a che fare. Se l’essere umano con umiltà riesce a fare tesoro di queste tre cose, il rapporto con gli altri scorre nel migliore dei modi, evita molti errori e non per ultimo non rimane isolato come in molti casi avviene; certo, a volte ci si trova davanti all’imbecillità umana, che credetemi esiste e lo sapete bene tutti, non a caso esiste un detto che recita: “la madre degli imbecilli è sempre incinta”, è bene che la si lasci andare per la sua strada, è meglio non confondersi, ci si guadagna certamente in dignità, ma tutto questo va rilegato alla forza del pensiero.
Ci siamo mai chiesti cosa sia il pensiero? Qualcuno sì, qualcuno no, io personalmente ritengo che sia la più alta fonte di energia della nostra mente, la radice di tutti i processi mentali, che dà vitalità, forza, voglia di vivere, di fare. Se siamo deconcentrati per vari motivi e non abbiamo voglia di pensare tutto sembra caderci addosso, non crediamo più in niente, non abbiamo più voglia di fare niente.
Perchè la persona gravemente ammalata si lascia andare? Semplice, perchè non ha più voglia di pensare; è il pensiero che non ci deve abbandonare, non possiamo permetterglielo, altrimenti vince lui, il pensiero ci fa reagire sia nei momenti belli che in quelli brutti della nostra vita.
Il pensiero è quella forza impalpabile, impercettibile, totalmente invisibile che vive dentro di noi, che ci dà quella sostanza importante nelle nostre reazioni, di gioia, di armonia, di autocontrollo, una forza dinamica che ci mette in condizioni di rapportarci con gli altri; è un qualcosa di contagioso che ci aiuta a trasmettere agli altri le nostre sensazioni.
Dico contagiosa per un motivo semplicissimo: se noi siamo allegri incontrandoci con gli altri trasmettiamo loro la nostra allegria, viceversa se siamo tristi, se siamo portatori di odio, di criticità, nei rapporti interpersonali influenziamo gli altri, che a loro volta influenzeranno altri ancora e così via sempre di più.
Non trascuriamo una cosa importante, che ogni pensiero negativo trasmesso agli altri ritorna sempre su di noi, sia esso buono che cattivo, come un boomerang.
Se noi riusciamo a controllare la forza del nostro pensiero, portandolo su forme di lealtà, armonia, etica di vita sana, ci accorgeremo ben presto che i rapporti di vita, sia con la propria famiglia che con coloro che ci circondano, nello studio, nel lavoro, nelle amicizie o conoscenze casuali, migliorano sensibilmente, cominciando ad esprimerci in modo coerente e comprensivo, portando i nostri rapporti di vita nella direzione giusta sicuramente miglioreremo la qualità della stessa nostra vita.
Noi vediamo quante malefatte, guerre e violenze, ci sono nel mondo; questo stato di cose accadono perchè la forza del pensiero di una o più persone trasmettono negli altri pensieri distorti, adducendo cause magari inesistenti ma che influenzano e portano a compiere atti indegni ed inconsulti, come il terrorismo, le stragi di massa, i genocidi.
Non vi è alcun dubbio che l’essere umano con il pensiero, ne ricava un’azione, un’abitudine di vita, il proprio carattere decidendo il suo destino; se queste azioni venissero usate da tutti in maniera coerente e amorevole, sicuramente avremmo un mondo migliore, contrariamente avremmo un mondo sempre più allo sbando, pieno di negatività dove sentiremo sempre parlare di guerre, terrorismo, povertà, di allarmi per l’ambiente, aumentando la distruttività generale.
Certo qualcuno mi giudicherà un sognatore, ma sognare non costa nulla ed alcune volte i sogni si avverano e poi sono pure e semplici mie riflessioni, d’altra parte dobbiamo con la forza del pensiero pensare in positivo, non possiamo essere sempre negativi nella vita.
febbraio 20009
Silvano De Angeli