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Questo “contenitore” chiamato Italia

Un mio libero pensiero: vedo il nostro bel Paese come un contenitore, una grande scatola nella quale vi è racchiuso di tutto; bene e male, odio e amore, ricchezza e povertà, politica e mala politica, vergogna e dignità, guerra e pace, informazione e disinformazione, onestà e disonestà e non per ultimi razzismo e violenze
Ne potrei aggiungere molte altre di definizioni, ma credo che quelle citate diano spunto e modo di esprimer al mio pensiero.

Dividiamo le definizioni buone da quelle cattive.
BUONE: bene, amore, ricchezza, politica, dignità, pace, informazione, onestà.
CATTIVE: male, odio, povertà, mala politica, vergogna, guerra, disinformazione, disonestà, razzismo, violenze.

Facendo una analisi logica delle due definizioni, va evidenziato che non sto scoprendo l’acqua calda, sono cose vecchie quanto il mondo, ma una cosa è certa a mio modesto avviso, che più si va avanti e più il fenomeno delle due definizioni da me sopracitate si accentua; non credo che, come molti dicono, è effetto della modernizzazione e della globalizzazione. Solo una cosa unisce queste due grandi definizioni, il trapasso dalla vita terrena a quella dell’aldilà come diceva il grande Principe Antonio De Curtis (in arte Totò). La vita è una livella, in quel momento siamo tutti uguali perché si, è vero che qualcuno avrà una mega tomba, un mausoleo, altri due metri di terra sopra, ma sempre morti si è.
Tornando al contenitore, questo grosso scatolone che racchiude le mie due definizioni ma che racchiude tutti noi comuni mortali di passaggio come in un grande film che è la vita, fondendosi tra attori principali e comparse, ritengo che noi stiamo vivendo un’era che vista sotto un profilo di continuità della vita per i nostri figli non lascia intravedere allo stato attuale una sicurezza di continuità serena e dignitosa; non vorrei essere tacciato per catastrofico, ma purtroppo è una realtà innegabile.
Noi tutti, ogni giorno, apprendiamo dai mezzi di informazione notizie più o meno gradevoli, alcune con il solo intento di informare, altre con l’intento di costruire castelletti “ad hoc” di parte specie nella politica, questo grazie ad un giornalismo politicizzato, legato a quei filoni politici che per mille motivi porta benefici, diciamolo, chiaramente economici per qualcuno.
Io personalmente ho sempre ritenuto che i mezzi di informazione debbano essere neutrali, fuori da ogni tipo di condizionamento politico, senza ombra di faziosità, dare la notizia e approfondirla dove necessario nel modo più pulito possibile.
A questo proposito mi permetto di spendere due righe su un fatto che, credetemi, personalmente mi infastidisce non poco e credo che lo stesso valga per molte altre persone.
Parlo di trasmissioni televisive di approfondimento delle notizie, dove su fatti sconcertanti di cronaca nera si da vita a trasmissioni continue con ospiti che ognuno vede il caso a modo suo, dove tutti stanno nell’immaginario delle ipotesi più disparate; io credo che questo sia soltanto un accanimento mediatico che trascura le più elementari norme di rispetto nei confronti di chi purtroppo è parte lesa nelle vicende, contrariamente a notizie di spiccato interesse, che andrebbero approfondite al fine di far capire ai cittadini cose di loro interesse di vita quotidiana, che vengono date sminuzzate al limite della comprensione o addirittura distorte secondo programmi editoriali.
Se facciamo un’analisi delle cose cattive in contrapposizione a quelle buone ci rendiamo conto che quello che esiste di cattivo spesso si tende a farlo passare per buono, prendiamo ad esempio le guerre: vi risulta a voi che si parli di guerre, o di interventi militari, in quei paesi che si trovano nella zona comunemente definita “Terzo Mondo”? a me no!
Diciamola tutta, senza peli sulla lingua.
In quei paesi già provati dalla profonda povertà dove bambini muoiono per fame, per un antibiotico, dove non ci sta l’oro nero (petrolio), il gas o cose che seguitano ad arricchire spudoratamente i potenti a cosa serve difenderli?
Contrariamente corriamo e aiutiamo quelle popolazioni perseguitate dalla dittatura, dall’oppressore che però hanno il petrolio e il gas.
Si parla sempre di aiutare le popolazioni del terzo mondo, si fanno raccolte di fondi in tutti i modi, poi spesso si sente che di quello che è stato raccolto solo una minima parte arriva a questa gente, il resto resta nelle tasche del solito furbetto disonesto di turno che la fa franca.
Parlando di immigrazione ricorre la frase ormai storica “integrazione”. Tutti ne parlano, dalle associazioni di volontariato ai vertici della politica, ma in realtà cosa si sta facendo se non parlarne? Ormai viviamo in un Paese multietnico dove si deve vivere e non convivere con gente e popoli di culture diverse, di religioni diverse, di usi e costumi diversi, l’Italia ormai è un crocevia per l’immigrazione rendiamocene conto e non è dando un permesso provvisorio che si risolve il problema, non è con i respingimenti che si rimane immuni da questo fenomeno, occorrono patti collaterali ben precisi con altri paesi, ma per fare questo necessitano idee chiare e credibilità internazionale, cosa che allo stato attuale vedo molto latente.
Questa gente che affronta viaggi al limite della sopportazione umana e spesso rimettendoci la vita in mare, pur pagando profumatamente le organizzazioni criminali che organizzano il loro viaggio, sono dei poveri cristi, degli esseri umani come noi e non si può dire “restatevene a casa vostra” e qualcuno quando accadono delle tragedie in mare usa frasi razziste, come “meglio così, meno negri in Italia”.
Queste forme di razzismo nel nostro Paese esistono anche tra connazionali, tra Nord e Sud non a caso al Nord definiscono gli abitanti del Sud come terroni.
Si guarda all’omosessualità come esseri diversi, le coppie di fatto non unite dal matrimonio religioso come esseri diversi da parte della Santa Romana Chiesa che non considera le motivazioni di questo fenomeno.
Si vieta di prendere la Comunione o di far da padrino o madrina in occasione di battesimi, cresime o matrimoni religiosi a chi è divorziato, contrariamente al “beneamato” Presidente Del Consiglio al quale viene concesso di comunicarsi!
Pur rispettando le leggi ecclesiastiche ripeto ecclesiastiche perché non sono leggi emanate da nostro Signore, ritengo una certa forma di razzismo anche questa, con il massimo rispetto per il Santo Padre e la Santa Romana Chiesa.
Aggiungo che una famiglia sia essa conclamata con il matrimonio religioso, civile o di fatto convivendo, se basata sui valori umani, di onestà e di rispetto e cura dei figli vada rispettata in ogni caso!
La politica è l’arte di governare una società, una Nazione con abnegazione etica morale e onestà rispettando il popolo.
La mala politica è l’arte di farsi eleggere presentandosi come il buon samaritano scalzo e poi guardarsi i propri interessi, arricchendosi alle spalle del popolo.
Premetto che non guardo al colore politico, al simbolo, ma oggi pronunciare la parola politica viene un senso di nausea, di ribellione psicologica, senso di smarrimento.
Stiamo vivendo in questo contenitore Italia un clima di totale incertezza esistenziale, dove vedi e senti da parte dei politici solo accuse, insulti, di promesse nei riguardi del popolo che durano da “Natale a S.Stefano”. Tutti sembrano avere la bacchetta magica per risolvere i problemi ma al momento di risolverli tutto si eclissa. N
on posso esimermi dal parlare dell’attuale governo, degli attuali governanti sia della maggioranza sia dell’opposizione, dei ministri, dei parlamentari, dei sottosegretari, dei loro portaborse. Non posso perché io vengo dalla base, da una famiglia povera ma altamente onesta, dove pur mancando il necessario per la sopravvivenza si viveva un clima di onestà, dove quando si mangiava un pezzo di pollo era gran festa.
Questi “signori” dei palazzi del potere, cosa ne sanno di cosa accade fuori? Anche se lo sanno per loro vige un detto romanesco: “panza piena nun pensa a quella vota”. Si, sono romano dalla nascita!
Quello che più mi fa schifo di questa gente è che trincerandosi dietro la crisi economica mondiale ci raccontano che l’Italia è a posto con i conti pubblici, che ormai siamo usciti dalla crisi economica; ma le tasse non si possono abbassare, gli stipendi non si possono incrementare, le pensioni sono sempre più da fame, mentre è al vaglio una nuova e consistente manovra economica che unita ai tagli nei settori più importanti come la scuola, la sanità, la sicurezza, il sociale, fa del comune mortale cittadino un idiota in mano loro, credono loro!
Contrariamente, questi scalda poltrone che dormono anche durante l’espletamento delle loro funzioni si sono aumentati i già loro lauti stipendi più annessi e connessi.
Quando prima parlavo di etica, dignità e credibilità, mi riferivo al modo con cui chi ci rappresenta (ovvero il Presidente del Consiglio dei Ministri), seguita imperterrito a parlare male dell’Italia nei suoi viaggi di rappresentanza all’estero.
Nei confronti dei Magistrati che ha definito “eversivi comunisti”, ha permesso di far affiggere dei manifesti eguagliando i magistrati di Milano alle brigate rosse; ma lui dove era quando molti Magistrati sono caduti uccisi dalle Brigate Rosse? Su di un altro pianeta?
Quando parlo di vergogna e per tutto quello che scrivono ormai da tempo i giornali stranieri, anche i più autorevoli, dell’Italia; siamo conosciuti più per le scorribande, i festini, i bunga bunga, le escort, i processi, l’olgettina e chi ne ha più ne metta, che per i rapporti Internazionali tra Stati.
Vedete, a me personalmente, come credo a voi, non interessa quello che il Presidente del Consiglio fa sotto le lenzuola, minorenni a parte; a me ed a voi interessa che la macchina dello Stato funzioni, che le tasse che paghiamo siano messe a frutto dei cittadini, che si ritorni a vivere dignitosamente e non tentare di sopravvivere, che i nostri figli abbiano un futuro nel lavoro che li metta in condizione di formarsi una famiglia e che quando andiamo fuori dall’Italia ci possiamo andare a testa alta come è sempre stato con i nostri connazionali che vivono all’estero.
Deve finire lo stato “io do una cosa a te e tu dai una cosa a me, io ti do l’appoggio alla maggioranza tu mi dai i ministeri al nord, io passo con te e ti do la fiducia tu mi fai sottosegretario”, altro denaro da spendere e intanto fuori c’è gente che muore di fame, che perde il posto di lavoro, che perde la casa e qualcuno ormai è ridotto a rivolgersi alla Caritas.
La dignità è quella di riconoscere i propri errori e se necessario togliersi dal gioco, non perseverare ai danni del popolo, questo vale per il Presidente del Consiglio e per gli altri, di qualunque appartenenza o colore politico, non trascurando che la Costituzione sancisce che la legge è uguale per tutti, politici di qualsiasi colore e comuni cittadini.
Concludo dicendo che l’Italia è unica ed indivisibile, lode al tricolore e al nostro amatissimo Capo dello Stato Giorgio Napolitano, unico garante dei nostri diritti.
Silvano De Angeli
Giugno 2011

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