RIFLESSIONI: Il capolinea della vita
Mi soffermo spesso a riflettere su quello che la vita ci dà, nel bene e nel male.
In questi ultimi tempi la mia mente si divide tra i miei problemi personali e quelli di questo nostro paese Italia ridotto al macero dove, facendo uno più uno, mi rendo conto che poi tutto cammina in due binari paralleli e mi chiedo quale sarà la prossima fermata, perché prima o poi una fermata ci deve pure essere in tutti i sensi; si arriva sempre al capolinea della vita.
Quando nasci, perché qualcuno lo ha voluto, sei un piccolo essere inerme che affronta la vita con qualcuno che si occupa di te sempre nel bene o nel male; cresci, diventi bambino, adolescente, ti guardi intorno ma ancora non sai nulla della vita stessa; forse qualcosa percepisci nella tua famiglia se hai la fortuna di avercela, ed anche qui rifletto sul fatto che la parola famiglia non è sempre in positivo, alle volte è in negativo e già vorresti scappare cercando nuovi orizzonti magari lontani, dove trovare la tua serenità, ma ancora non sai cosa ti riserva la vita: cose belle, cose brutte; sai forse soltanto una cosa che quella vita che ti è stata data prima o poi finisce; non sai quando e in che modo, ma sai che la corsa finisce e che, arrivata al capolinea della vita, non ne parte un’altra.
Quando diventi adulto magari pieno di speranze e di idee, ci sono dei momenti che vorresti salire sul tetto del mondo, ma presto ti accorgi che non sei uno scalatore per eccellenza e quindi ritorni con i piedi e la mente sulla terra e così passano gli anni, tra alti e bassi, guardandoti intorno e rendendoti conto che è difficile, sempre più difficile trovare la giusta dimensione e quell’equilibrio necessario per tirare quel carro di responsabilità, quindi ti adegui e tiri avanti nel migliore dei modi ed intanto il tempo passa inesorabilmente.
Passano gli anni, qualche capello bianco o brizzolato fa la sua degna comparsa, il bagaglio di esperienze sia positive che negative che ti porti dentro portano a mille e più riflessioni; cosa avresti potuto fare di diverso nella vita, ripensi agli errori fatti ma non puoi farci nulla, sono ormai passati e indietro non si torna, si guarda avanti. Segui le vicende di vita quotidiana dove ti rendi conto che sei stato solo una comparsa in mano a dei registi senza scrupoli che ti hanno usato per le loro più vergognose malefatte; ti guardi intorno e ti rendi conto, ormai in età avanzata, di essere solo una pedina in mano a dei giocatori incalliti che del loro sporco modo di vivere ne hanno fatto una virtù anche alle tue spalle, che quello che hai cercato di costruire negli anni di onestà e sacrifici oggi ti viene tolto da chi si è arrogato il diritto di governare anche te e la tua vita; che di tutto ciò che tu hai costruito loro possono appropriarsene e distruggerti senza scrupoli; che la tua onestà di vita non è servita a niente contrariamente a loro che con la loro disonestà oggi vivono beatamente fregandosene del prossimo.
Credi di far parte di una società democratica e libera ma ti rendi conto che la parola democrazia è soltanto una parola del vocabolario; che la Legge, come si legge, è uguale per tutti, ma anche questa è una frase messa lì così, senza rispettare la realtà; che anche le parole uguaglianza e diritti sono soltanto parole parole parole messe lì, tanto perché fanno parte della Costituzione Italiana; il tutto perché un nutrito manipolo di “personaggi” che si definiscono politici e garanti del popolo hanno portato il tuo paese, lo Stato, sull’orlo del precipizio, guardando solo i loro interessi personali fatti di misfatti, di corruzione, di “escort” nascoste divenute politicanti e garanti che, secondo loro e chi le ha messe in quei posti, dovrebbero governare i sacrifici del popolo, di figli di politicanti messi lì a governare con stipendi esosi mentre i figli del popolo sono alla ricerca anche di un umile lavoro che ormai è divenuto un miraggio, di posti di lavoro persi mentre si assumono collaboratori, segretari/e, di porta borse dei portaborse che vanno a spasso con auto blu pagate dai sacrifici dei contribuenti, di aerei di stato per trasportarci il più profondo schifo sul mercato; mentre prolificano manifestazioni popolari di piazza, scontri con le forze dell’ordine che non si sa come finiranno.
Scontri tra poveri, tra coloro che svolgono compiti d’istituto, dove gli viene ordinato di mantenere l’ordine pubblico, e dimostranti, popolo esasperato che reclama i suoi diritti, che non sa più come vivere, come tirare avanti.
Una cosa è certa, se finirà male questa situazione sarà soltanto colpa di quelle persone incollate con il loro di dietro a quelle poltrone del potere in quei palazzi dove si decidono le sorti di una Nazione e del popolo tutto.
Una mia considerazione: credo che oggi nessuno vorrebbe stare al posto dell’Ill.mo Capo dello Stato Giorgio Napolitano che dal colle si domanderà dove sta quell’Italia per cui tanti eroi sono morti per la Patria, per la Libertà, per la Democrazia e per eroi intendo anche illustri Magistrati e persone impegnate che hanno combattuto con onestà per la legalità del nostro Paese.
Una cosa è certa, che se la vita arriva al capolinea senza corsa di ritorno, l’Italia, gli Italiani, il Popolo Sovrano sapranno come uscirne fuori a testa alta, riprendendosi quello che gli è stato tolto, non fosse altro che per dare una società civile ed un avvenire dignitoso ai giovani.
Silvano De Angeli (Ottobre 2011)