La diffusione del presepe domestico è venuta diminuendo negli ultimi anni, con un prevalere dell'albero di Natale nelle case di molti. Fortunatamente, vi sono ancora numerosi padri di famiglia che amano costruire un nuovo presepe ogni anno, come da tradizione, disponendo il plastico e le statuette in modo creativo.
Abbiamo avuto la fortuna di conoscere una persona che, anno dopo anno, ha realizzato un presepe domestico veramente originale. E' il dr Sergio Coccia che, con la preziosa collaborazione del suo amico Franco Girolami, assembla ogni autunno gli elementi del suo presepe, ispirato ad alcuni degli acquerelli realizzati dal pittore Ettore Roesler Franz nella seconda metà del XIX secolo, per immortalare aspetti ed angoli della Roma pre-unitaria, destinati a sparire od a cambiare, a causa della decisione di farne la città capitale del Regno d'Italia dopo il 1870.
La raccolta di tali acquerelli, infatti, è indicata come la “Roma sparita” di Roesler Franz ed è conservata al Museo di Roma nel Palazzo Braschi. Ebbene, il dr Coccia ed il Sig. Girolami impiegano più di un mese per ricomporre gli elementi plastici, attivare gli automatismi, disporre le luci e le statuine, ricreando un ambiente il più fedele possibile a quello tramandatoci dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli e descritto dalla poesia di Giuseppe Gioacchino Belli.
Vi sono pentole in cui realmente l'acqua bolle e sviluppa vero vapore, fontane con acqua corrente, lavoratori e casalinghe impegnati nelle loro attività: un falegname che sega un asse di legno, un barbiere che insapona il viso del cliente, una madre che culla il suo neonato con una sedia a dondolo, una massaia che batte la coperta sul davanzale e poi un mercatino di frutta e verdura, una processione con chierici e sacerdoti, un tipico “carretto a vino” con due ruote, le sue botti ed il caratteristico soffietto laterale di copertura.
Vi è anche un gruppo di giovani che suona e canta una serenata ad una “ciumachella” affacciata al balcone, un'affollata osteria, insomma tutto un mondo romanesco che è la vera passione dei creatori di questo presepe, realmente unico.
Però la passione del dr Coccia per la romanità non si manifesta solo attraverso il suo presepe, ma anche con lo studio della poesia e della canzone romanesca, che lo ha condotto ad esibirsi con macchiette petroliniane e con canzoni della tradizione romana in diverse occasioni conviviali tra amici e in manifestazioni teatrali pubbliche.
La visione delle foto e del video del presepe di Roma sparita, purtroppo, non rende appieno lo stupore e l'emozione che si prova nell'osservare dal vero l'opera di questi appassionati amanti di Roma e del Presepe.
Claudio Tescari