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Alfiero Alfieri
Attore romanesco


 
da "Er malato immaginario"
6 agosto 2009 - Cerveteri
 
 

Artista fin da bambino, dal carattere un po' ribelle. Spinto da un grande amore per il teatro, a 15 anni decide di provare il brivido del palcoscenico come imitatore e showman in varie compagnie tra cui quella dei Fratelli De Vico, Ric e Gian, e di Cecè Doria, con apparizioni sugli ultimi palcoscenici del Volturno e dell'Ambra Jovinelli.
Tenta di arruolarsi nell'aviazione e nella legione straniera, destinazione Alabama, ma ben presto si rende conto che la vita del militare è dura e triste, anche se riesce a tenere alto il morale della truppa con la sua prima compagnia di cabaret. Nel 1964 si trasferisce negli Stati Uniti ma la tristezza lo assale presto.
Sposato, con due figli riprende gli studi. Nel '70 si presenta da Checco Durante al teatro Rossini. Il maestro lo assume come suggeritore. Da dentro la buca spia, ruba battute, atteggiamenti, insomma il mestiere del capocomico. Presto il maestro lo promuove "attore giovane".
Forma una sua compagnia: prima con Enzo Liberti, poi una col suo nome. Corre l'anno 1975, quando inizia a farsi conoscere e a conquistare un pubblico di affezionati che da allora lo seguirà ovunque. Nel '90 rientra nella compagnia stabile di Checco Durante non più come "attor giovane" (data l'età!), ma come capo comico, direttore artistico e regista, iniziando una rigorosa campagna di sensibilizzazione del teatro in vernacolo.
Apre una scuola di prosa in romanesco presso la stessa sala Rossini di Piazza Santa Chiara vicino al Pantheon, cercando di salvaguardare il patrimonio di Giovanni Giraud e dello stesso Durante.
La rassegna romana “all'Ombra del Colosseo” ormai è diventata una tappa fissa, replica ogni estate davanti ad un'arena colma di spettatori con “Oggi la Compagnia Checco Durante”.
Negli ultimi anni è anche autore delle commedie che interpreta. Un solo rammarico nella sua lunga carriera artistica: il poco tempo dedicato al cinema. Il grande Alfieri ricorda con piacere la sua partecipazione al film di Carlo Verdone, “Viaggi di Nozze”, nel quale interpreta il ruolo del sacerdote. Nel '92 vince il “Premio Paolo Stoppa” e il Premio "Roma viva", nel '96 è la volta del Premio "Personalità europea". Nel '99 festeggia i suoi quarant'anni di attività istituendo il "Premio Aldo Fabrizi: un impegno per Roma". Alfieri conserva nel suo bagaglio scacciapensieri l'abitudine ad improvvisare a diretto contatto con il pubblico, ad usare gli spettatori come “spalle” con quel suo modo bonario di sfottere e colloquiare in ogni momento possibile. Tante le commedie: “Er marchese del Grillo”, liberissimo adattamento del copione di Berardi e Giovagnoli, con qualche riferimento al film di Monicelli interpretato da Alberto Sordi; “Mastro Titta”; “L'Avaro”, “Er Malato immaginario” tratti da Molière ; “Lassatece passà semo romani”; “Tragedie a vapore”; “Er don Abbondio de Roma”, che trasporta all'ombra del Cupolone “I Promessi Sposi” manzoniani; “Solo due parole: ciao,ciao”; “Tre mariti e porto uno”; “Li patrizi? So' tutti antenati mia”…e tantissime altre.

da www.teatroteatro.it/personaggi