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VITA QUOTIDIANA E GLOBALIZZAZIONE:
UNO SVILUPPO SOSTENIBILE?

di Silvano De Angeli

Noi umani siamo una specie, singola ed indipendente, diffusa in tutto il mondo. Ci piaccia o no, siamo legati insieme intorno alla Terra, da est ad ovest, da nord a sud; il nostro destino è indissolubilmente unito. Quindi, oggi più che ieri, è sempre più necessaria una visione globale.
Alcune amministrazioni lavorano di comune accordo, contribuendo allo sviluppo socio economico di alcune località, valorizzando le risorse interne come il turismo, usando nel nostro Paese la grande risorsa dei Beni Culturali. Nella vita di tutti i giorni ricorre spesso una frase: le grandi catene di distribuzione uccidono il piccolo imprenditore. Se, da una parte, questa frase può avere valore, dall’altra va considerato che la grande distribuzione offre maggiori opportunità di acquisto, da ricercare nei prezzi più concorrenziali e, da non trascurare, maggiori possibilità di lavoro.
L’entrata dell’euro in molti paesi, come l’Italia, ha portato non pochi disagi economici al basso e medio ceto. Operai, impiegati e pensionati sono stati i più penalizzati, ma siamo sicuri che ciò è dipeso da piccoli imprenditori o commercianti poco onesti? Anche il piccolo commerciante ha subìto un rincaro che poi, ha riversato sull’ultimo anello della catena, cioè l’acquirente finale che, certamente, ne ha risentito, considerando il fatto che stipendi e pensioni sono rimasti fermi.
Lo sconsiderato aumento dei carburanti super tassati, il flagello degli affitti e la disoccupazione sono tutti elementi che hanno portato il nostro Paese ad un decadimento economico non indifferente e preoccupante; elementi che hanno portato molte famiglie a ricorrere all’indebitamento, legale e non. In un paese che si definisce moderno, industrializzato e avanzato come l’Italia, dove chi ha governato e chi governerà lanciano slogan in favore della famiglia, della casa e del lavoro, sarebbe opportuno chiedere se realmente conoscono la realtà della povertà, dell’indigenza, del bisogno di curarsi, di formarsi una famiglia e crescere dei figli; insomma, tutto ciò che la Costituzione dovrebbe garantire. Senza dubbio, sono importanti le grandi opere, ma se qualcuno di buona fede non recepisce le necessità dal basso e comincia a mettere le mani partendo dalle fondamenta, dalle necessità quotidiane spesso di sopravvivenza dei cittadini, sentiremo sempre parlare di globalizzazione, di energie alternative, di case per tutti, di lavoro precario, di cunei fiscali, di trasparenza a 360° e, nel contesto, assisteremo a campagne elettorali all’insegna di accuse reciproche, di scandali di tutti i generi, di balzelli delle poltrone e seguiteremo ad assistere al rientro dei nostri figli, mariti e padri militari dentro una cassa, avvolta dal Tricolore