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UNA STORIA QUALUNQUE:
QUANDO L’IDIOTA RASENTA LA PAZZIA, CREA IL CAOS

di Silvano De Angeli

In un mondo pieno di problemi, di guerre, in un paese come l’Italia attanagliato nella morsa dell’economia, dove ogni mossa intelligente e onesta mentalmente può portare un piccolo segnale di ripresa economica (e dovrebbe nascere in ogni località), un’intesa di base, al di là di ogni estrazione politica, di religione, di colore di pelle, di arrivismo personale, sembra che l’ “idiozia”, il più delle volte, la faccia da padrona. Ormai sembra una moda costituire associazioni di varie tipologie e comitati, tutto nasce sotto il vessillo di “senza scopo di lucro”, autofinanziati, apolitici, con l’intento di portare nella propria località forze nuove, idee nuove, collaborazioni con tutti. Il tutto è condito con la storiella di farsi promotori di iniziative, atte a migliorare la qualità della vita quotidiana in loco. E’ veramente così? Non sempre. Le motivazioni vanno ricercate e viste sotto un profilo al di sopra delle parti, valutando gli aspetti più remoti di tali situazioni. Molte associazioni e comitati nascono già con la consapevolezza (anche se nascosta) di mettersi in contrapposizione con le altre, per dimostrare che le prime non sono in grado di fare quello che sanno fare loro, magari, formate da qualche insoddisfatto fuoriuscito dalle prime. Altre, che si definiscono apolitiche, alla prima occasione elettorale escono allo scoperto. Esistono poi quelle associazioni o comitati guerriglieri, contro le amministrazioni istituzionali locali, sempre pronte a dimostrare che questo o quel comune non fa nulla per la località, e magari si armano di scopa e guanti per pulire il ciglio della strada, o fanno riparare una panchina, oppure spostano i contenitori dell’immondizia da una piazza all’altra. Infine, esistono quelle radicate da anni che, pur consapevoli di non fare il bene del luogo, sono gestite sempre dalle stesse persone storiche, trascurando una cosa fondamentale: che la storia rimane, ma i tempi cambiano. Se poi mettiamo nel calderone che certi “personaggi” che compongono queste associazioni o comitati sono profondamente esibizionisti, arrivisti, con un esponenziale stile di vita prepotente, incollati a ciò che loro credono un potere, verrebbe quasi voglia di dire che l’associazionismo è in una fase di declino paurosa. Per fortuna, non sono tutte dello stesso stampo. Se certe associazioni o comitati in genere, specialmente quelle che godono di contributi istituzionali e di locali, non perseguono quelli che sono gli scopi sociali, come demandato dal proprio statuto, cosa esistono a fare? Soltanto per attingere ai contributi o per ottenere locali in comodato d’uso gratuito? Certi “personaggi”, sprofondati nella loro “idiozia”, non recepiscono che con il loro comportamento non fanno il bene della località e, di conseguenza, della comunità, senza contare che infangano il buon nome dell’associazionismo serio e del volontariato. L’associazionismo funziona solo se è compatto, unito e non disgregato, solo così può dare alla località quel tantino di forza in più per il turismo, l’ambiente e le problematiche della collettività. Diversamente, ciò non può avvenire. E’ vero che l’eliminazione è naturale, ma con una spinta al momento del rinnovo delle cariche sociali i votanti possono accelerare questo processo, mandando al “deposito”, pardon, a casa, certi “personaggi”. Le Istituzioni addette al controllo dell’associazionismo facciano la loro parte.
Ogni riferimento a località, associazioni, comitati o persone è puramente casuale.