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Mamme e videoclip: un reato federale di Loris “snail” D'Emilio Quanti di voi, da genitori, si sono cimentati nel filmare i primi passi, i primi compleanni, i momenti più importanti dei primi anni di vita dei vostri figli? E quanti di voi, da bambini, sono stati filmati dai vostri genitori e ancora oggi, ormai adulti, vi vergognate come dei ladri sorpresi a rubare in un appartamento nel rivedere quelle immagini sfocate dei guai che combinavate da piccoli? Immaginiamo una scena tipica: padre e madre, trentenni benestanti, genitori di un adorabile pargolo che muove i primi passi appoggiandosi ad un girello, o pedala su un triciclo in una improbabile gimcana lungo il corridoio di casa; telecamera a portata di mano e via che gli orgogliosi genitori si trasformano in cineasti amatoriali, filmando divertiti tutto il filmabile delle acrobazie dello sportivo in erba. L'altro ieri c'erano le cineprese con i filmini, quelle pellicole dentate di color marrone che giravano in grandi bobine mentre il proiettore emetteva il tipico ronzio da “silenzio in sala!”; ieri si usavano le telecamere, con le cassette VHS ed i video proiettori collegati ai grandi televisori strategicamente posizionati nella “sala da pranzo”; oggi ci sono le handycam, videocamere digitali con minicassette DV il cui contenuto è facilmente scaricabile su un computer e magari montato con dei titoli, delle didascalie, una musica di sottofondo. Ma soprattutto, l'altro ieri e ancora ieri, i filmini e le videocassette si vedevano in casa con parenti e amici, magari si spediva una copia per posta ai parenti più lontani; oggi c'è Internet, ed in particolare Youtube, una piattaforma di condivisione di video, per cui condividere con gli altri i video del piccolo orgoglio di famiglia e le sue avventure alla scoperta del mondo è molto più facile e per certi aspetti gratificante, se i genitori cineamatori hanno un minimo di capacità di video editing. Nel fare queste operazioni, però, i nostri genitori immaginari, da trentenni benestanti della medio borghesia, potrebbero ritrovarsi ed essere considerati come dei pericolosissimi criminali, avendo violato una legge federale statunitense, ovvero il Digital Millennium Copyright Act, o DMCA[1]. Esagerazioni? No. E' quello che sta accadendo ad una mamma americana, la signora Stephanie Lenz la quale, avendo girato un breve video del suo bambino [2], ha pensato bene di accompagnare le immagini con trenta secondi di brano della canzone “Let's go crazy” di Prince [3] (e mai testo poteva essere più appropriato!). Apriti cielo! La Universal Music, detentrice dei diritti sulla canzone, ha immediatamente intimato alla signora Lenz di togliere il videoclip dal web inviandole una “takedown letter” (ossia la richiesta di rimozione), pena la citazione in giudizio con richiesta di danni derivanti dal mancato rispetto del copyright. Ma stavolta la Major sembra aver trovato pane per i suoi denti: la Lenz infatti, appoggiata dall'avvocato Corynne McSherry della Electronic Frontier Foundation [4] ha fatto causa all'etichetta, intenzionata a dimostrare che l'industria del disco abusa del Digital Millennium Copyright Act a danno dei cittadini onesti, chiedendo un risarcimento danni per essere stata accusata ingiustamente di un crimine federale. La Universal, attraverso il suo avvocato Kelly Klaus [5], fa sapere che il caso in questione non rientra nel cosiddetto “fair use” perché quel contenuto ci è finito lì per caso e, soprattutto, Universal non può essere ritenuta responsabile di alcunché perché il DMCA prevede compensazioni solo se chi ha effettuato la richiesta di rimozione non è intestatario dei diritti d'autore sul brano musicale contestato, mentre nel caso specifico Universal è proprietaria al 100% del brano di Prince. La questione ora è in mano al giudice Jeremy Fogel che dovrà decidere sulla questione cercando la migliore interpretazione della controversa norma (il DMCA); e questo, nonostante il biasimo della Biblioteca del Congresso [6] come misura deleteria per il bene comune. Vogliamo scommettere a favore di chi sarà la sentenza? NOTE [1] http://www.copyright.gov/legislation/dmca.pdf [2] http://it.youtube.com/watch?v=N1KfJHFWlhQ [3] http://www.canzoni-mp3.net/testo_let_s_go_crazy.htm [4] http://www.eff.org/deeplinks/2007/07/mom-sues-universal-music-dmca-abuse [5] http://blog.wired.com/27bstroke6/2008/07/universal-says.html [6] http://kingofgng.com/2008/07/19/la-libreria-del-congresso-squalifica-le-drm-e-il-dmca/
FONTI Universal: inutili gli appelli al fair use |