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INDOVINA CHI VIENE A CENA

“Preparati, stasera dormi da papà”.
E' una frase ricorrente che i figli dei separati si sentono ripetere.
Oggi dormo con mamma, domani con papà; un giocattolo in questa casa, un libro nell'altra, poi un vestitino dai nonni, un altro dalla zia.
Questo triste pellegrinaggio si ripete in continuazione in una società di famiglie divise a metà, di non famiglie, di vite in affitto per una sera, come stabilito dal giudice, e ti capita di avere come invitato a cena per una sera tuo figlio.
Sarà retorica la mia, ma io non lo trovo giusto, non è giusto.
Non c'è tempo sufficiente per conoscersi padri e figli, mondi paralleli, realtà diverse quello dei padri e delle madri. Mamma dice così, papà diversamente.
I bambini chi devono ascoltare, chi devono imitare, quale sarà la cosa più giusta da fare, quella consigliata dalla mamma o quella consigliata dal papà. Interrogativi ai quali un bambino di quattro anni non sa rispondere, non può rispondere.
Se taglio i capelli chi si dispiacerà mamma o papà, se vesto in un certo modo chi sarà contento mamma o papà?
Per i bambini non esiste un mondo diviso a metà, ma un solo universo, unito, sereno, armonioso, una sola cameretta, un solo grande amore universale, quello del papà e della mamma, quello dei nonni, quello delle zie. Perché farli scegliere, perché farli vivere nei compromessi, fargli fare delle cose solo per non dispiacere ad uno dei genitori. Che peccato!
Inutile messaggio in un mondo proiettato all'individualismo, dove l'io comanda ed il noi non esiste.
Riflettiamo su questa realtà e se non siamo in grado di modificarla cerchiamo almeno di chiedere scusa a queste nostre creature che si affacciano alla vita.

Simona Brinati