2 novembre 2007
ROMA – ANCORA UN FATTO DI SANGUE PER MANO DI UN CRIMALE RUMENO
E’ MORTA GIOVANNA REGGIANI
Silvano De Angeli
Vergogna, sdegno, orrore; sono soltanto parole ma ciò che resta è un altro atto criminoso, commesso da un cittadino di nazionalità rumena nei confronti di una cittadina italiana.
Giovanna Reggiani, 47 anni: una moglie, una mamma, un essere umano. Aggredita, seviziata e gettata in un fosso per mano del solito rumeno di turno che viveva in una baracca a Tor di Quinto (RM). Non ce l’ha fatta Giovanna Reggiani (la Redazione esprime il più profondo cordoglio ai suoi familiari), è morta per mano di chi bivaccava qui, nel nostro paese; ma come viveva, se lavorava e come è entrato in Italia, dal momento che aveva avuto precedenti penali nel suo paese (a 14 anni era già in carcere)?
Oggi, l’orrore di Roma crea sgomento. E fino a ieri? Proprio in un articolo del numero precedente avevo trattato l’argomento dell’ “emergenza rumeni”; nello stesso dicevo di essere dell’avviso che fosse ora di prendere dei seri provvedimenti, di iniziare ad effettuare controlli serrati su questo fenomeno. Non volevo fare il “profeta in patria”, ma oggi, che i buoi sono usciti, pretendiamo di chiudere la stalla? Avevo torto quando dicevo che queste baraccopoli sono sotto gli occhi di tutti?
Perchè non è scattata prima la legge sulle “espulsioni immediate”, prima di questa sequenza di violenze e di sangue? E’ possibile che bisogna sempre assistere a fatti di così grave importanza per giungere poi a prendere dei seri provvedimenti?
Viene quasi da chiedersi perchè paesi come la Romania siano stati ammessi nell’Unione Europea, oppure perchè siano state aperte le frontiere nei confronti di una nazione nella quale ben si sapeva quanto fosse dilagante il fenomeno della criminalità. In Europa ci si sta a certe condizioni; l’altruismo e l’accoglienza sono belle parole, ma ciò non può portare un paese civile come l’Italia a subire certe nefandezze. Le persone straniere che vengono nel nostro paese hanno il sacrosanto dovere di comportarsi degnamente, di lavorare, di rispettare le nostre leggi e di pagare le tasse, come le paghiamo noi italiani. Certamente non si può e non si deve fare l’equazione: rumeno = criminale. E’ vero che ci sono tante brave persone fra loro che si sono integrate, ma quante sono?
Non si può dire che “sono in regola” solo perchè hanno un permesso di soggiorno. Sapete perchè? Perchè per avere il foglio di soggiorno basta essere in possesso di un fittizio contratto di affitto, avere una partita IVA, ed il gioco è fatto, senza poi neppure iscriversi alla Camera di Commercio, all’INPS, all’INAIL. Eppure ottengono anche l’assistenza sanitaria. Se lavorano lo fanno “al nero” e le tasse chi le paga? Sempre noi. Se poi parliamo di certe persone che non lavorano, stanno nei bar dalla mattina alla sera, posseggono un’automobile, hanno moglie e figli e mandano dei soldi nel loro paese, come fanno? Queste sono cose di vita quotidiana, le so io ma le sapete anche voi, quindi, le sanno anche gli addetti ai lavori per la sicurezza e l’ordine pubblico. L’eccesso di tolleranza finora avuta porta soltanto a fatti come questi, a crimini di agghiacciante efferatezza e questo non è che l’ultimo anello di una catena di violenza. Bisogna anche dare atto a quella donna nomade che, vedendo il giovane rumeno gettare nel fosso quel povero corpo, ha chiamato le forze dell’ordine denunciando il rumeno. Questa donna ha dato un esempio di civiltà a tanti altri connazionali che dovrebbero denunciare certe situazioni, emarginare certe persone, collaborare nella loro individuazione, invece di entrare nei bar, bere, ridere e scherzare mentre gli italiani, giornali alla mano, commentano il fatto di sangue accaduto: non hanno neppure il buon senso del pudore, di fronte ad un fatto tremendo come questo e ciò crea un senso di ripugnanza.
I controlli devono essere immediati, a tappeto, nelle loro case per verificare quante persone ci vivono, se sono regolari, se lavorano, sul come hanno ottenuto il permesso di soggiorno. In altre parole, ora i cittadini italiani si aspettano una risposta immediata. Vogliono, e ne hanno tutto il sacrosanto diritto, sapere chi è l’inquilino straniero della porta accanto; se è brava gente che resti, altrimenti che venga espulsa immediatamente e, laddove vi fosse la complicità di alcuni italiani, che vengano denunciati anche loro.
E’ giusto ciò che dice il Premier rumeno Calin Popescu Tariceanu, cioè che non possono portare i rumeni a casa con la forza, dipende dal governo italiano. Ebbene, il governo italiano proceda ad espellere i delinquenti rumeni. Qui bisogna capire che non si sta facendo la guerra alla Romania; si capisce che l’intera nazione rumena è composta anche da brava gente che soffre e che oggi ha paura e si vergogna, ma sta a voi cittadini rumeni dimostrare che rispettate l’Italia e le sue leggi. Denunciate, anche in forma anonima, le situazioni illegali, collaborate, isolate gli imbecilli, i ladri, gli sfruttatori, i rapinatori, gli stupratori. Solo così dimostrerete di essere persone civili, ben accette nel nostro paese.
Voglio concludere dicendo che quanto ho detto vale non solo per i rumeni, ma per tutti gli stranieri che nel nostro paese si comportano male.
Cercate di non sfidare troppo la sorte, non provocate dissensi sterili, perchè anche certi atteggiamenti o comportamenti non appropriati ed irrispettosi nei confronti degli italiani e del luogo in cui vivete possono essere visti come un atto di sfida. Non c’è nulla da ridere. Il momento è molto delicato.
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