Allarme FFII: USA-UE di nuovo al lavoro. Lontano da occhi indiscreti
TEC&TABD: lobbisti all'opera
Rappresentanti di multinazionali americane ed europee s'incontrano in tavoli privati e riservati per decidere il futuro dei brevetti sul software nell'Unione. Ma non si era già detto di no?
di Loris “snail” D'Emilio
http://www.ldenews.info/?p=164
22-05-2008
TEC, Transatlantic Economic Council [http://www.eurunion.org/partner/euusrelations/TEC.htm]. TABD, Trans Atlantic Business Dialogue [http://www.tabd.com/]. Chi sono? Chi rappresentano? Da chi sono stati nominati/eletti? Organizzazioni del tutto sconosciute all'uomo comune stanno ri-decidendo, a porte chiuse e lontano dai clamori della folla, decisioni già prese da un organo sovrano (il Parlamento europeo) democraticamente eletto da quei cittadini che rappresenta.
Il TEC [http://en.wikipedia.org/wiki/Transatlantic_Economic_Council] è nato da poco più di un anno, voluto dal presidente americano Bush, dal presidente del consiglio europeo Angela Merkel e dal presidente della commissione Europea José Manuel Barroso con lo scopo di armonizzare i sistemi legislativi dei due Paesi; il TABD è un organismo formato da imprese americane ed europee con lo scopo di migliorare gli scambi commerciali tra le due sponde dell'oceano Atlantico.
[http://en.wikipedia.org/wiki/Transatlantic_Business_Dialogue]
Sarà un caso, come ha immediatamente fatto rilevare la FFII, Foundation for a Free Information Infrastructure [http://www.ffii.org/], che all'ordine del giorno
delle prime riunioni è stata posta proprio l'armonizzazione delle leggi sui brevetti, con la particolare richiesta di raggiungere subito un accordo sui tempi necessari perché questa armonizzazione inizi a prendere forma? E perché mai simili decisioni, volte a scardinare un sistema legislativo vigente (quello europeo che non consente al momento la brevettabilità del software) vengono prese da illustri sconosciuti uomini d'affari in tavoli riservati e lontano dalle sedi preposte a legiferare?
[http://ec.europa.eu/enterprise/enterprise_policy/inter_rel/tec/doc/tec_objectives.pdf]
Semplice: per prima cosa si evitano le lungaggini burocratiche proprie di un parlamento, dove per altro il politico in qualche modo deve rispondere al suo elettorato; secondo, trattati bilaterali esulano dagli scambi multilaterali, che nel campo dei brevetti fanno riferimento al WIPO, World Intellectual Property Organization [http://www.wipo.int/], dove però allo stesso tavolo siedono i rappresentanti di altri Paesi, come la Cina, l'India ed il Brasile, assolutamente contrari alla brevettabilità sui software.
Stringere un pre-accordo USA-UE su un tavolo commerciale significa quindi mettere il legislatore europeo di fronte al fatto compiuto, rendendolo quindi un mero esecutore di decisioni prese altrove e da altri soggetti, e soprattutto sedersi ai tavoli del WIPO in una netta posizione dominante rispetto agli altri Paesi. Il gioco americano è noto: evidenzia infatti un articolo di Punto Informatico:
“Durante i negoziati del GATT gli Stati Uniti hanno manipolato un processo di apertura e libero scambio per ricattare partner commerciali affinché accettassero i trattati TRIPs, che limitavano la flessibilità delle normative nazionali sui brevetti”.”
Ricorda molto la massima “dividi et impera” di romana imperiale memoria: alleandomi ora con uno ora con l'altro, e mantenendo i miei potenziali avversari sempre divisi tra loro, mi metto in una posizione di forza rispetto all'avversario diretto facendo valere l'alleanza più confacente alla bisogna.
Tutto come prima quindi? Si ricomincia daccapo? Si. E purtroppo, con i mutati venti politici in Unione Europea, stavolta sarà molto più difficile riuscire a fermarli.
Sempre che non sia già troppo tardi.
FONTI
Monopolio dei brevetti
L'Europa come gli Usa
Software liberi? Macché: vincono le corporation
Stefano Bocconetti
Liberazione, 17 maggio 2008
http://www.liberazione.it/giornale_articolo.php?id_pagina=50028&pagina=9&versione=sfogliabile&zoom=no&id_articolo=367567
Accordo Usa-Ue per introdurre i brevetti software in Europa
I due soggetti politici stanno discutendo degli accordi commerciali che potrebbero andare contro la decisione presa dal Parlamento tre anni fa.
ZeusNews, 16 maggio 2008-05-22
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7518&numero=999
Brevetti software, l'Europa ci (ri)pensa
(PI - News) Le pressioni degli Stati Uniti si moltiplicano e si ragiona sulle prime bozze di accordo. L'Europa riprende la strada dei muretti brevettuali. Resuscita l'idea che l'alfabeto digitale possa essere proprietà di qualcuno
Punto Informatico, 16 maggio 2008
http://punto-informatico.it/2288181/PI/News/Brevetti-software--l-Europa-ci--ri-pensa/p.aspx |