home
indice rubriche indice articoli

ADOZIONI: sempre più problematiche in Italia
Nel trattare questo argomento farò, come mia consuetudine, alcune riflessioni e considerazioni mie personali, ma credo che molti alla fine siano d’accordo.

Affrontare una tematica così delicata che riguarda bambini, quindi gioia di ogni famiglia che ha la fortuna di averne, ed affrontarla nei canoni civili, senza dire spropositi, non è facile.
Partendo dal presupposto che i bambini hanno il bisogno e il diritto di vivere in un clima famigliare armonioso, pieno di attenzioni e felicità, cose fondamentali per il loro sviluppo psicologico, mi domando perché le adozioni debbano essere così lunghe, farraginose, aggrovigliate in questa burocrazia che soffoca in tutti i campi il nostro amato Paese, pur riconoscendo che chi deve decidere si trova di fronte ad una problematica non indifferente.
Capisco che prima di decidere un affidamento o addirittura un’ adozione gli organi preposti hanno il dovere di accertare, controllare, verificare, essere certi che quel bambino/a non cada dalla padella alla brace, ma le lungaggini burocratiche sono tali che passano anni prima di arrivare al traguardo.
Questi minori tenuti negli istituti sono assistiti, curati, nutriti, magari anche carezzati, ma da chi? Da personale specializzato in materia, non ci sono dubbi, ma pur sempre da personale che lo fa per professione, con amore ma pur sempre per lavoro.
Contrariamente ad una famiglia che esercita il più difficile dei mestieri: quello del genitore, sia esso di sangue che adottivo.
Molte coppie, per vari motivi, non riescono ad avere figli. Dopo molti tentativi di carattere medico, rimane l’amarezza che non poterne mai avere; non è facile rassegnarsi a tale evento e a molte di queste coppie capita, purtroppo, di separarsi, creando nella propria vita un vuoto non indifferente. Altre, dopo il momento iniziale di sconforto, accettano la situazione, altre ancora dopo lunghe ed attente riflessioni decidono di adottare un bambino e si mettono in moto al fine di raggiungere il loro intento, si imbarcano sulla nave della burocrazia, si informano, preparano la documentazione necessaria, si sottopongono a colloqui non indifferenti; alcune coppie cambiano abitazione prendendo un appartamento più idoneo al caso. Quindi tutto è a posto, la pratica sembra risolta, tra poco vivremo tutti felici e contenti. Ma è così? No, inizia la lunga attesa di anni; si chiede, ci si informa, alle volte nessuno sa dare una risposta concreta, il tempo passa, la coppia attende, rischiando che la documentazione scada e che si debba ricominciare tutto nuovamente e il più delle volte rinuncia. Intanto i bambini seguitano a restare negli istituti e lì crescono; c’è proprio da dire “grazie, burocrazia”. Un grazie particolare dai fanciulli che vorrebbero avere anche se adottivi, una mamma, un papà, una casa, andare a scuola accompagnati dai genitori e non per ultimo avere il bacetto della buona notte. Una mia riflessione è questa: lasciamo, anzi lasciate i bambini negli istituti, lasciateli là sino alla maggiore età, poi aprite le porte e dite loro: “questo è il mondo, andate”. Ma abbiate anche il coraggio di dire che qualcuno amorevolmente voleva prendersi cura di loro e che la burocrazia gli ha negato il diritto e la possibilità di vivere la loro infanzia, la loro adolescenza, fuori da quelle quattro mura di un istituto, istituto che rimarrà sempre impresso nella loro mente.
Nel contempo, signori illuminati della burocrazia, provate se ci riuscite ad immedesimarvi in quelle coppie, nella loro sofferenza psicologica di non poter avere figli, nella loro speranza di poter dare il loro affetto ad un bambino/a adottandolo/a. Immedesimatevi in loro, in comuni cittadini che le risposte le trovano sempre quando devono pagare le tasse, là non esiste burocrazia, o si paga o si paga; c’è sempre qualcuno pronto a trovarti ed esigerle. Non voglio puntare il dito inquisitore su nessuno, ma signori delle istituzioni preposte in materia, possibile che nell’era dell’alta velocità, della tecnologia avanzata nell’informatizzazione, non si riesca a snellire le pratiche in merito alle adozioni? No, non ci credo, non è possibile, forse non sono ferrato in materia, o forse sono ignorante del tutto, se a qualche illuminato dovesse capitare di leggere questo mio scritto, lo prego di illuminare anche me così sarò edotto anch’ io in materia e tante coppie in attesa. Ma che non sia uno dei soliti burocrati, ne sono allergico purtroppo. Ho parlato soltanto di adozioni nazionali, non ho toccato quelle internazionali che considero cose da ricchi.

Silvano De Angeli