Non siamo solo noi a dover godere di così tante bellezze, il Lazio è un intreccio di natura, biodiversità e cultura, che costituisce di per se un ecosistema tanto fragile.
Il Lazio è una regione di oltre 17.200 Kmq., con paesaggi che vanno dal mare e dalle isole tirreniche alle vette appenniniche, ricca di ambienti naturali che la rendono una delle regioni con maggiore biodiversità nell'ambito della penisola. Una varietà di ambienti che è ben rappresentata nel Sistema Regionale delle Aree Naturali Protette del Lazio, dove accanto a vari parchi naturali troviamo ambienti ancora intatti racchiusi tra gli stessi centri urbani, dove alle zone umide di importanza internazionale si abbinano comprensori archeologici inseriti in grandiosi scenari naturali.
I Parchi che il Lazio faticosamente tiene in “vita”, non sono solo flora e fauna come la cultura popolare crede, ma in un Parco si basa ogni ragionevole prospettiva di sviluppo sociale ed economico sostenibile e duraturo; insomma la nostra vita dipende proprio dalla corretta gestione di queste aree. Oggi si crede molto di più nella corretta gestione di un parco, c'è un maggior senso di responsabilità, che tende a tutelare queste aree, ma nello stesso tempo tende a ravvicinare l'uomo come cittadino, a scoprire che in un Parco non ci sono solo bei paesaggi, ma ci sono storie, culture e tradizioni che gelosamente ognuno di questi custodisce con sé.
E quale momento migliore per scoprire paesaggi che forse pensiamo di conoscere benissimo, ma che in realtà non ci rendiamo conto dei tesori che nascondono.
La Primavera è la stagione ideale per ricreare questo riavvicinamento tra uomo e natura, per visitare le numerose aree protette del litorale laziale, una collana di ambienti protetti tipici dell'ecosistema mediterraneo, che alla fine di febbraio e a marzo sono già in piena fioritura.
I grandi cespugli di euforbia arborea, di lentisco, o i profumatissimi gigli di mare ai quali è legata la farfalla notturna Brithys crini, il cui bruco si nutre unicamente delle sue foglie e di altre specie dai colori sgargianti; contornati dal volo del falco pellegrino, che alla fine di febbraio ha già deposto le uova in una fessura irraggiungibile della roccia, e poi i voli nuziali del passero solitario, o ascoltare in silenzio il canto di due grandi passeriformi come l'occhiocotto o la sterpazzolina, non sono un sogno di pochi o un paesaggio immaginario, ma solo una realtà a pochi chilometri da nostra casa, si tratta delle falesie rocciose della costa di Giannola e Monte Scauri sul Promontorio del Circeo. Stesso paesaggio può essere osservato in aree come Macchiatonda o la palude di Torre Flavia.
Tutti questi paesaggi sono tutte realtà che ancora possiamo ammirare, ma fin quando potremmo avere sotto i nostri occhi questo paradiso senza doverlo rimpiangerlo in altre Regioni?
Lo sviluppo sostenibile è un obiettivo globale che mira a rispondere ai bisogni delle generazioni contemporanee senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.
La sfida ambientale è la più critica. Il mediterraneo a causa del degrado ambientale, corre il serio rischio di perdere le sue principali risorse, soprattutto agricoltura e turismo, che lo caratterizzano e lo rendono unico, per non pensare le tante specie migratrici che dal nord Europa raggiungono la nostra
regione per trascorrere l'inverno e che ancora trovano nelle nostre aree habitat ideali, e non è costruendo un maggior numero di attrezzature, alberghi, sulla riva del mare che si accresce il turismo, o si tutelano queste specie, ma soltanto salvaguardando le zone più critiche senza comprometterle ulteriormente.