Avete mai fatto una passeggiata lungo la spiaggia in riva al mare? E’ bello, rilassante, il sole, il mare, la brezza, tutto ci porta a gustare l’atmosfera che ci circonda; purtroppo ci possiamo andare, almeno per le persone che lavorano, solo il sabato e la domenica e quei festivi che sono talmente pochi da non potersi prende in considerazione.
A Roma abbiamo la spiaggia di Ostia e quella di Calstelfusano, bella lunga e larga , la sabbia in alcuni tratti è un poco scura, in quanto ferrosa, ma non è un problema.
Quando portiamo i nostri bambini a fare le prime visite di controllo, i dottori consigliano sempre di portarli a camminare sulla spiaggia poichè camminare sulla sabbia fa bene ai muscoli dei piedini e con il sole si fissa la vitamina D, cosa importante specialmente per i piccoli.
Le mamme, i nonni e tutte le persone che hanno questo compito, si devono inventare cosa fare per coinvolgere il bambino a trascorrere il tempo nel miglior modo possibile e non farlo annoiare, stando attenti a portarlo fuori stagione e senza farlo bagnare.
Si possono fare delle buche nella sabbia per fare arrivare l’acqua, formine di sabbia oppure cercare le conchiglie, ma…ci avete mai provato ? Sembra di cercare l’oro, ormai sulla spiaggia, si trovano solo delle piccolissime bucce di telline e di vongole. Qualche anno fa si riuscivano a trovare i cannolicchi, i datteri ed altro, comunque forse fuori stagione ancora qualche cosa si trova.
Mi sono appassionata alla ricerca e quando vado su una nuova spiaggia, mi faccio sempre una passeggiata sulla battigia per rendermi conto di cosa ci ha lasciato il mare. Purtroppo non si trova nulla di interessante.
Nel periodo estivo, ho pensato bene di adottare occhiali e pinne e cercare le conchiglie direttamente nel loro habitat naturale, in mare. Certo alle prime escursioni si fanno grandi bottini: Patelle, Lumachine, Orecchie di Venere telline di varie misure e poi ci sono le belle conchiglie dei ricci di vari colori e grandezze.
Bisogna avere un occhio molto attento se si vuole trovare qualche conchiglia meno comune. Certo forse bisogna andare anche in un mare un pochino meno frequentato e più frastagliato.
Comunque nelle mie ricerche ho trovato diverse conchiglie che vi farò vedere, cercherò di documentarmi per acquisire notizie più dettagliate sulle loro origini.
Un’estate, ho voluto fare un esperimento: in una bella spiaggia della Sardegna, situata vicino ad una roccia, ho raccolto una bella quantità di conchiglie e le ho messe alla rinfusa su uno scoglio vicino la riva, come se si dovessero asciugare, così chi passava le poteva ammirare.
Io stavo distante. Le persone più grandi non le guardavano, erano distratte da altro, ma i bambini e bambine si, c’era quella che furtivamente ne prendeva una e scappava, chi si soffermava a guardarle e poi andava via, poi, una bambina, è stata divertentissima, la madre le aveva detto che non doveva prenderle perché non erano sue, ha fatto finta di continuare a camminare, poi velocemente,è tornata indietro se le è prese tutte ed è scappata via.
Mi ha confermato che le passioni e i comportamenti dei ragazzi, secondo le circostanze, sono sempre gli stessi.
Mi ricordo un ragazzo, a cui piacevano molto le conchiglie che, con tanta passione, aveva creato una bella bacheca con divisori e aveva riposto tutte le sue conchiglie nei vari scomparti con tanto di nome. La cosa mi piacque molto.
Al giorno d’oggi la maggior parte degli adolescenti non pensa più a questo tipo di raccolte, oggi sono più interessati ai videogames, ai giochi del loro tempo, nell’800 si collezionavano uova di uccelli, poi nel ‘900 si collezionavano figurine Panini, oggi i pupazzetti che i programmi televisivi pubblicizzano.
Non so a chi mi sto rivolgendo e, questo mi lascia un po’ perplessa, ma una cosa è certa: se la conchiglia può essere già familiare a persone che vivono in zone vicino al mare, forse per chi non l’ha mai visto questo articolo può essere fonte di interesse.
Da ragazza vivevo in una città sulla costa laziale, mi piaceva andare a fare il bagno dove c’erano gli scogli e, con facilità si potevano raccogliere conchiglie, granchi, gamberi etc., in quei tempi era tutto più facile. Spesso i pescatori ci regalavano le conchiglie che trovavano nelle loro reti.
Avete mai visto le conchiglie esposte nei negozi oppure sulle bancarelle, così lucide? io purtroppo non riesco a farle diventare così belle, ho provato a mettere un anticalcare per togliere l’opacità del calcio, ma mangia il colore. Poi ho steso un lucidante, ed effettivamente sono venute più belle ma non come quelle delle bancarelle . Pazienza, se qualcuno mi vorrà dire come si fa, mi farebbe piacere.
Partiamo dall’inizio. Le conchiglie si classificano nelle seguenti famiglie:
Bivalve, Cephalopoda, Gasteropoda, Polyplacophora, Scaphopoda.
I Cefalopodi sono molluschi tra i più evoluti, con la conchiglia ridotta internamente o del tutto assente, prettamente nectonici, come le seppie e i calamari, o bentonici, come il polpo e il moscardino.
I Polyplacophori, chiamati normalmente Chitoni dal nome del genere tipo Chiton, sono molluschi marini alghivori con evidenti caratteri di primitività. L’identificazione è semplice grazie alla cochiglia dorsale ovale, costituita da piastre embricate ed articolate, 8 nelle specie attuali, che danno anche il nome alla classe.
Gli Scaphopodi, sono un piccolo gruppo di molluschi affini ai Gasteropodi. Essi sono caratterizzati da un corpo simmetrico e il sacco dei visceri allungato, leggermente incurvato ma senza avvolgimento a spirale. Il mantello e la conchiglia sono cilindrici o tubulari con l’apertura basale più ampia e quella terminale più piccola; il piede è allungato e cilindrico. Vivono colpiede affondato nel fango e con l’apertura della conchiglia rivolta verso l’alto Si nutrono prevalentemente di Foraminiferi.
Io vi farò vedere solo conchiglie della famigli delle Bivalve e Gasteropodi.
Inizio da questa che è abbastanza comune trovarla, anche in pescheria.