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IL BIONDO TEVERE:
IL FIUME PIÙ MALATO D'ITALIA

di Francesca Laurini

La gente di una volta lo ricorda come biondo Tevere, per la trasparenza delle sue acque, oggi non si fa altro che parlare del Tevere come una discarica, tanto che proprio a Roma prende piede sempre più la famosa frase “Vatt' a buttà a fiume!”, affidando a questo il ruolo di discarica.

Il Tevere cominciò a lottare con l'inquinamento dopo l'industrializzazione, quando i depuratori di Roma hanno cominciato a non sorreggere la forte pressione demografica, Roma diventa sempre più grande, le abitazioni aumentano a livello esponenziale, e i depuratori sono troppo pochi, e non bastano a depurare tutti gli abitanti di Roma.
Facendo un indagine tra i cittadini della capitale, alla domanda che cosa rappresenta il fiume per Roma, le risposte più frequenti sono state: la casa dei topi, una discarica, solo sporcizia e via dicendo, ma c'è anche chi non ha saputo darmi una risposta!
Lungo le sponde delle sue acque ancora si riescono ad avvistare numerose specie di uccelli migratori, che trascorrono l'inverno nelle acque del fiume, è molto facile riconoscere aironi cinerini, o cormorani, gabbiani reali e comuni, gallinelle d'acqua, germani reali, ballerine, folaghe, e verso la foce del fiume spessissimo si trovano alcune garzette.

Ma stimando i dati si nota un lieve impoverimento di queste specie man mano che passano gli anni.

Il Lazio guadagna la maglia nera per lo stato di salute dei corsi d'acqua doppiamente danneggiati: dall'inquinamento e dai reati. Il 48% dei fiumi della nostra Regione presenta un indice di stato ecologico pessimo o scarso.
E' sempre il Lazio la Regione con il più alto numero di illeciti commessi dal 2003 al 2005 lungo i suoi corsi d'acqua: 24 reati al mese sono stati stimati dal Corpo Forestale dello Stato, i più frequenti sono la pesca illegale, mancata depurazione degli scarichi, sversamento di sostanze inquinanti e tossiche direttamente nei corsi d'acqua, abusivismo edilizio, furto di ghiaia e captazione delle acque.

Insomma niente male per un corso d'acque che più di un fiume è una bomba di inquinanti!
Alti i livelli dei nitrati, dovuti all'eccessiva presenza di pesticidi, non mancano di certo fosfati per la presenza di tutti gli scarichi civili ed industriali all'interno del corso d'acqua.

Il Tevere è un bene inestimabile, e Roma o forse ancor meglio i romani, non sanno che un giorno quelle acque purtroppo non potranno più essere salvate! L'apporto più grande di inquinanti lo si deve al fiume Aniene, il più grande affluente del nostro fiume, non più un corso d'acqua ma una massa d'inquinanti galleggianti, che hanno fatto scomparire tutta l'avifauna presente. Un fiume distrutto dall'uomo per la sua smania di fare, costruire, anche andando contro la legge pur di realizzare i suoi scopi, a danno di un bene rarissimo. Prima che sia troppo tardi salviamo il nostro fiume, tra pochi anni potremmo pentirci di non averlo fatto!