![]() |
||
| indice rubriche | indice articoli | |
IL BIONDO TEVERE: di Francesca Laurini |
La gente di una volta lo ricorda come biondo Tevere, per la trasparenza delle sue acque, oggi non si fa altro che parlare del Tevere come una discarica, tanto che proprio a Roma prende piede sempre più la famosa frase “Vatt' a buttà a fiume!”, affidando a questo il ruolo di discarica. Il Tevere cominciò a lottare con l'inquinamento dopo l'industrializzazione, quando i depuratori di Roma hanno cominciato a non sorreggere la forte pressione demografica, Roma diventa sempre più grande, le abitazioni aumentano a livello esponenziale, e i depuratori sono troppo pochi, e non bastano a depurare tutti gli abitanti di Roma. Ma stimando i dati si nota un lieve impoverimento di queste specie man mano che passano gli anni. Il Lazio guadagna la maglia nera per lo stato di salute dei corsi d'acqua doppiamente danneggiati: dall'inquinamento e dai reati. Il 48% dei fiumi della nostra Regione presenta un indice di stato ecologico pessimo o scarso. Insomma niente male per un corso d'acque che più di un fiume è una bomba di inquinanti! Il Tevere è un bene inestimabile, e Roma o forse ancor meglio i romani, non sanno che un giorno quelle acque purtroppo non potranno più essere salvate! L'apporto più grande di inquinanti lo si deve al fiume Aniene, il più grande affluente del nostro fiume, non più un corso d'acqua ma una massa d'inquinanti galleggianti, che hanno fatto scomparire tutta l'avifauna presente. Un fiume distrutto dall'uomo per la sua smania di fare, costruire, anche andando contro la legge pur di realizzare i suoi scopi, a danno di un bene rarissimo. Prima che sia troppo tardi salviamo il nostro fiume, tra pochi anni potremmo pentirci di non averlo fatto! |