UN AQUILANO RISPONDE

La partecipazione di una "pseudo" aquilana alla nota trasmissione televisiva "forum"ed alcune sue dichiarazioni tendenti a mostrare l'Aquila come una città tornata completamente ad una vita normale hanno acceso un vero vespaio di critiche culminanti ad oggi nel titolo in stampa " il comune dell'Aquila farà causa a Forum".
Come è possibile, quindi , che un episodio diciamo così banale possa suscitare tanto clamore?
La risposta sta nello stato d'animo degli aquilani che si sentono traditi ed utilizzati sia dalle istituzioni che dagli organi di informazione solo a fini propagandistici in quel clima da curva nord/sud che oramai occupa stabilmente la quotidianità degli italiani. Tornando con la memoria alle prime ore successive alla tremenda scossa della notte (a proposito perché la magnitudo inizialmente fu classificata 5,8 - poi in 6,3 e soltanto molto tempo dopo in 7,1?) ricordo di aver notato una fila di camper con parabola sul tetto e con a bordo una folla di persone armati di microfoni e telecamere.
In quel momento avrei preferito vedere, al loro posto, braccia disponibili ed escavatori ma evidentemente le esigenze della informazione sono altre.
In tutto ciò un risultato a favore degli aquilani c'è stato: abbiamo ricevuto manifestazioni concrete di aiuto e solidarietà veramente uniche ed estremamente commoventi.
Anche il record di circa 75 milioni di euro di donazioni ricevute dalla protezione civile lo conferma.
La Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e tutti gli altri organismi delegati alla assistenza hanno svolto un opera meritoria e straordinaria.
Personalmente ho dormito in auto solo 3 notti e poi sono stato assistito in tutto.
Dopo la parentesi del G 8 si inizia la costruzione delle case ( i progetti erano già pronti ed utilizzabili alla prima occasione utile).
Si devono costruire in 3 mesi ed infatti, lavorando giorno e notte, si costruiscono case e scuole a tempo di record. Il capo del Governo consegna a settembre i 30 appartamenti realizzati ed annuncia: " abbiamo mantenuto le promesse: "Abbiamo ridato le case agli aquilani".
E si continua a costruire ma con la tempistica normale ed in primavera 2010 vengono consegnate le ultime delle 4449 abitazioni realizzate.
Costo medio di ognuna 178 mila euro. Altri Enti ed Istituzioni italiane realizzano altro gruppo di abitazioni identiche a quelle della protezione civile (pareti prefabbricate con cartongesso a finitura) ma non posizionate su piastre antisimiche.
In totale 3535 appartamenti e costo medio di ognuno 65 mila euro.
Paragonando i costi sorge il sospetto che l'intera operazione della Protezione Civile sia stata fatta per far guadagnare qualcuno in particolare.
Ma le case sono utilizzate dagli aquilani e quindi ... amen .
Gli aquilani ringraziano ed il Capo del Governo considera chiuso il suo impegno per l'Aquila.
Abbiamo avuto delle belle case completamente arredate e fornite di tutto.
Il problema terremoto è risolto e le fonti di informazione allineate sposano questa propaganda.
Restano sul collo degli aquilani tutti i problemi economici di disoccupazione, cassa integrazione e case inagibili.
Si richiedono al Governo le stesse provvidenze economiche accordate a suo tempo per l'Irpinia,il Friuli, L'Umbria, le Marche, ma, avendo già ricevuto le case altri aiuti non possono essere concessi.
Inizia così una lunga serie di proteste cittadine:
10 dicembre 2009
Consiglio Comunale all'aperto in zona rossa
21 febbraio 2010
manifestazione "delle 1000 chiavi" con successivi insulti agli aquilani via internet
16 giugno 2010
20 mila persone sfilano per la città ed occupano l'autostrada. Soltanto il tg 3 se ne interessa. Dagli altri nessuna notizia
25 giugno 2010
trasferta del consiglio comunale a Roma . Seduta pubblica a piazza Navona. Delegazione aquilana non ricevuta dal Senato.
8 luglio 2010
in 5 mila a Roma con incidenti e feriti.

Questi i risultati ottenuti paragonati alle provvidenze erogate negli altri casi:

A noi
ad altri
Interruzione pagamento tributi
14 mesi
24 mesi
restituzione tributi
rimborso dopo 20 mesi per l'intero importo
rimborso dopo 10 anni con decurtazione del 40%
a partire dal 1 gennaio 2012. zona franca
no
si

Ad oggi risultano quasi completate le sistemazioni degli edifici classificati "A / B/ C" (cioè con danni lievi e non strutturali) mentre non risulta avviata la ricostruzione degli edifici classificati "E" (aventi danni strutturali).
Sempre ad oggi risulta che all'Aquila (che dovrebbe essere un grande cantiere) vengono messi in cassa integrazione operai.... edili.
Il quadro visivo del centro cittadino è quello di militari che presidiano gli accessi 24 ore al giorno ed interi quartieri totalmente transennati.
Queste sono alcune delle considerazioni che mi vengono spontanee sul terremoto aquilano.
Ve ne sarebbero ancora tante altre ma penso che quanto ho detto possa bastare ad indicare perché noi aquilani ci sentiamo emarginati dalle Istituzioni e quindi davanti a semplici episodi come quello di "forum" abbiamo reazioni che a qualcuno possono sembrare esagerate.

2 aprile 2004

Lettera firmata

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