Casentino, un anno dopo

Cicatrici nella terra e nella mente degli abitanti

In una splendida e assolata domenica di giugno, a distanza di un anno dal sisma del 6 Aprile 2009, mi sono recata nel paesino della provincia di L'Aquila e malgrado il calore del sole, non ho potuto fare a meno di notare con una stretta al cuore, le profonde cicatrici che il sisma ha lasciato sulla terra degli abitanti di Casentino (Fraz. Di S. Eusanio Forconese), ma con la speranza che almeno nella loro mente il tempo cancelli quegli agghiaccianti secondi di terrore.
Come volontaria della Protezione Civile del Comune di Cerveteri, ho vissuto i momenti immediatamente successivi al sisma, e posso dire che sono state settimane durissime per chi aveva perso tutto o quasi tutto.
Sono stata accanto a quelle persone disperate, giorno dopo giorno, notte dopo notte, cercando di dare un aiuto materiale e tanto calore umano e vicinanza solidale nell’immane tragedia di coloro che avevano perso tutti i loro beni; infondendo il coraggio e somministrando parole di speranza che, peraltro, le massime Autorità governative e le istituzioni promettevano, per gli aiuti immediati, fondamentale per il cammino che si prospettava nelle settimane e mesi a venire.
Settimane di intenso e duro lavoro che mi hanno portata inevitabilmente a stare a stretto contatto con molte persone del paese, settimane in cui ho conosciuto tanti nuclei famigliari, le rispettive parentele e i legami ma anche i piccoli contrasti che normalmente si registrano in ogni comunità; tra queste una famiglia in particolare, una splendida famiglia, mamma Baetrice papà Antonello e il bellissimo Lorenzo, l’unico bimbo di tre anni.
Il legame che è cresciuto con questa famiglia, mi ha riportata più volte, anche in forma privata, nella piccola frazione di Casentino e allo stesso modo le visite sono state ricambiate qui a Cerveteri; da ultimo nella giornata di domenica 6 giugno nella quale, malgrado la gioia nel rivedere Beatrice, Antonello e in particolare il piccolo Lorenzo, non ho potuto fare a meno di riflettere su ciò che avevo lasciato lo scorso settembre e quello che ho ritrovato a distanza di 9 mesi.

Le circa 40 famiglie di Casentino, dopo aver passato nove mesi “di campeggio” nelle tende, come i più diffusi mezzi di informazione (Stampa e TV) ci hanno voluto mostrare (ma non mettendo sicuramente a fuoco le effettive condizioni, sociali, logistiche e igieniche, delle tende stesse, unico tetto che gli abitanti avevano per le loro teste) finalmente il 23 dicembre 2009 hanno preso possesso delle casette in prefabbricato collocate a ridosso del vecchio paesino.
Queste famiglie hanno ritrovato almeno un po' di privacy persa in quei nove mesi nella promiscuità del “campeggio”, ma con il sottile e composto disappunto riguardo alla preferenza data agli abitanti di S. Eusanio Forconese, per le loro nuove e totalmente diverse sistemazioni.

Sant'Eusanio Forconese
Castel S. Angelo
Casentino
 
     

Avevo lasciato a settembre le famiglie sotto le tende, nella piena e totale disperazione per l'inverno che sarebbe sopraggiunto, e, per fortuna, ho ritrovato almeno volti non proprio felici ma con un briciolo di speranza in più anche se, per la ricostruzione vera e propria, dopo 14 mesi, nulla è stato avviato e si assiste alle enormi spese di danaro per la messa in sicurezza di fabbricati, scuole e chiese in molti casi inutili. La speranza e l'attesa che arrivino i fondi, chissà quando e da dove, per poter consolidare i loro vecchi tetti del paese per ritrovare la vera identità, resiste ancora ma altrettanto traspare la consapevolezza che sarà forse una futura generazione a vedere qualche serio passo avanti nella ricostruzione.
Una ferita che non potrà rimarginare e che le minuscole casette affiancate e livellate sul pendio mantengono aperta nonostante la grinta degli aquilani sia forte, come la voglia di tornare il più presto possibile alla vera normalità e rendere di nuovo pienamente vivibile la loro città e i loro borghi di collina, piena di storia e ricca di opere d'arte ma soprattutto di quelle schiette e semplici abitudini contadine.

Angela (volontaria del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Cerveteri)

         
 
 

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