L’AQUILA 500 GIORNI DOPO.
Ho il privilegio di essere amico di una famiglia di aquilani; è un’amicizia ultra trentennale, per cui quando ci incontriamo, è facile cogliere più che dalle parole, uno sguardo, un gesto molto più eloquente di qualsiasi discorso.
Attualmente il loro disagio, quasi un malessere, e credo della maggioranza dei “terremotati” (forse più dei problemi che giornalmente devono affrontare), è quello di sentirsi rimproverare e/o accusare da più parti (per disinformazione pilotata o non), per la loro ingratitudine: “Dovevano rimanere al freddo sotto le tende…" - “Ma che vanno ancora cercando, hanno dato le case a tutti, e loro protestano…" - “Hanno sistemato migliaia di persone in tempi record e nemmeno gli sta bene…" ecc...ecc…
Il pomeriggio di ferragosto, mi sono fatto accompagnare a fare un giro in centro a L’Aquila (nelle zone agibili).
C’ero già stato un anno prima a pochi mesi dal terremoto, e ho “rubato” qualche sguardo nella zona rossa (sotto sorveglianza degli alpini), ho scattato qualche foto, ma soprattutto ho scambiato qualche opinione e preso qualche appunto...
Quello che gli aquilani vorrebbero far capire a tutti gli italiani, e in modo particolare a tutti coloro che li hanno definiti e li definiscono INGRATI, che apprezzano moltissimo l’enorme sforzo fatto nell’emergenza per dare un alloggio ai senza tetto, ma vorrebbero poi che si rispettassero le promesse più volte fatte nelle tante visite e/o discorsi dai politici di tutti i colori e correnti, tenuti nei giorni/mesi immediatamente post terremoto.
In particolare le promesse relative alle agevolazioni fiscali/finanziarie già accordate in passato in occasione di calamità naturali, anche meno gravi del terremoto del 6 aprile 2009.
Qualche esempio:
1990, terremoto in Sicilia: sospesi i tributi per 3 anni, poi il governo nel 2003 (sì nel 2003 !!) riduce del 90% l’aliquota a chi ancora non aveva pagato.
1997, terremoto Umbria e Marche: il recupero dei tributi comincia nel gennaio 2009, con l’abbattimento dei 3/5 del dovuto.
2002, terremoto del Molise: la sospensione delle tasse è durata fino al dicembre 2008, alla fine stessa decurtazione di Umbria e Marche i 3/5.
Attualmente a L’Aquila la riscossione è tornata regolare (cioè come prima del terremoto) dal 1° luglio di quest’anno, la sospensione è durata 14 mesi, e dal 1° gennaio 2011, dovranno essere rimborsati i tributi non versati PER INTERO, (cioè senza alcuna decurtazione).
Queste “agevolazioni” sono state ottenute solo a seguito delle 3 “marce su Roma” fatte dagli aquilani, con relative manganellate ricevute, per cui si è avuta una proroga di 6 mesi (era previsto che la restituzione iniziasse già a gennaio 2010.
Un’altra buona proposta, era l’istituzione della “zona franca” per aiutare l’economia cittadina.
Nell’ultima finanziaria c’era il progetto per L’Aquila e i vari comuni del “cratere”, ma il finanziamento è scomparso.
Adesso qualche cifra (i dati si riferiscono a fine luglio2010 e sono stati rilevati da “Repubblica” e dal “Centro”,quotidiano dell’Abruzzo):
Totale assistiti 48.278;
di cui :
-25.585 autonoma sistemazione (contributo di 300 € al mese a testa) ;
-18.997 sistemati con “progetto case”, M.A.P. (moduli abitativi provvisori), o affitto;
-3.127 sistemati in strutture ricettive (alberghi, residence);
-569 sistemati in caserme.
C’è una città, capoluogo di regione, con molti paesi intorno che devono risorgere, le già poche industrie del territorio devono continuare a vivere e le attività commerciali devono ripartire. NON è vero che a L’Aquila è tutto più o meno sistemato, tutti i giornali e tutte le TV non parlano più del terremoto, non fa più notizia o ancora peggio E’ VIETATO PARLARNE???
Lascio a chi legge queste righe (scritte da un estraneo a quei luoghi martoriati e non schierato) trarre le deduzioni, ma una cosa è certa :